Il buco nero del Palacoop PDF  | Stampa |  E-mail
Domenica 21 Marzo 2010 20:38

Giugno 2009. Nel palazzetto di Aquilinia, di proprietà del Comune di Muggia, sta per rendersi disponibile la palestra adibita a fitness. Vengono contattate le società di judo e karate perché si sa che sono alla ricerca di una sistemazione. La palestra – comunale - sarebbe perfetta per loro ma l’affitto richiesto, 1.500 euro al mese onnicomprensivo, è troppo alto per le loro possibilità. Così rinunciano.
Marzo 2010. A 9 mesi di distanza, gli stessi che legittimamente ritenevano di non poter pagare 1.500 euro al mese, diverranno i gestori del Palacoop, la cui gestione costa di più. Non è legittimo pensare che l’operazione acquisto Palacoop diverrà l’ennesimo buco nero della'allegra finanza del nostro Comune, sempre con i soldi nostri? Vediamo

perché, secondo noi, con l’acquisto della tensostruttura il Comune di Muggia viola ogni principio di economicità , cui per legge, dovrebbe attenersi. Prima di farlo precisiamo ancora una volta che la nostra iniziativa non è rivolta ad ostacolare una qualsiasi pratica sportiva. Al contrario vogliamo, attraverso l’ informazione ai cittadini e soprattutto ai diretti interessati, contribuire ad un utilizzo del denaro pubblico meno scellerato, cosa che renderà meno improbabile la soddisfazione delle loro aspettative.
Analizziamo dettagliatamente l’economicità dell’operazione, sempre ricordando che sono soldi nostri all’interno di un anno finanziario molto difficile . Per farlo dobbiamo parlare di prezzo d’acquisto e di costi di gestione. Il prezzo d’acquisto pattuito – 50.000 euro più pubblicità per le Coop per 30.000 Euro per un totale di 80.000 – è piuttosto alto, sia con riferimento ai prezzi di mercato sia ricordando che le cooperative operaie, allestendo la struttura provvisoria di vendita si erano infatti premurati di sottolineare l’impegno sociale delle Coop a Muggia e che la pavimentazione sarebbe stata oggetto di dono alla Parrocchia per la realizzazione di un campo di minibasket. Così le Coop sono passate dalla spot del dono – che era un bellissimo modo di porgersi – alla vendita della struttura. Non proprio “simpatico” da parte delle Coop, e tanto meno un segno di oculatezza da parte del Comune . Ma persino di fronte ad un eventuale dono bisognava pensarci molto prima di accettare perché non va dimenticato che quella struttura non è omologabile, e quindi inutilizzabile, per la maggior parte degli sport, e che comunque i veri problemi sono i costi di gestione. Vediamoli.
Il primo di questi costi è un cadeau alla Parrocchia . Il Comune, pur disponendo di proprie aree idonee ad eventualmente ospitare la struttura, ha deciso di prendere in affitto un’area per 8.000 euro all'anno: va da sé che questo importo è puro spreco dei “nostri” soldi. Altri costi di gestione sono le utenze, acqua, luce, gas: secondo la convenzione proposta dal comune queste saranno a carico di chi gestirà l’impianto, per appunto una società sportiva di arti marziali. Riscaldare una tensostruttura di 320 mq per un’attività sportiva per giovanissimi in pigiama sarà un bell’impegno. Diciamo che se saranno oculati spenderanno 1.500-2.000 euro mese, e sono gli stessi che non potevano spendere 1.500 euro al mese per la palestrina di Aquilinia. Poi ci sono ulteriori costi, quali le manutenzioni ordinarie, le straordinarie, le pulizie, l’assicurazione, la custodia. Ipotizziamo, solo al fine di completare il quadro, ulteriori 400 euro mese.
Il Comune quindi, nell’ annus horribilis della sua finanza, si accolla 14.000 euro all’anno (9.000 per la gestione e 5.000 come rata annuale per l’acquisto) per acquistare a fini sportivi una struttura non idonea agli sport , il Gestore più di 20.000 euro all'anno. Ma il Gestore come farà?. Alla palestra, che costa 18.000 euro all’anno, ha rinunciato perché costava troppo e alla tensostruttura che costa molto di più dice si? E se il novello gestore del Palacoop semplicemente sottovalutasse i costi reali cui dovrà andare incontro e dopo pochi mesi non fosse più in grado di pagare ? O se semplicemente il comfort della tensostruttura fosse inadeguato per i nostri ragazzini? Cosa succederebbe ? Beh, semplicemente questo: il Comune, avendo già acquistato la struttura ( non utilizzabile per altri sport quali basket e tennis e quindi non riciclabile), e già stipulato il contratto di affitto dell'area, non potrebbe far altro che accollarsi anche la gestione, 35.000 euro l’anno in tutto, sperando che gli amanti del tatami non se ne vadano per il troppo freddo nella palestra comunale di Aquilinia. Se pensiamo alle difficoltà di bilancio dichiarate questa operazione è un vero salto nel buio.
In ogni caso nascondere costi sotto il tappeto non li elimina, qualcuno poi ,in questo caso tutti” noi”, li dovrà pagare. E il bel progetto eco sostenibile prodotto dagli amanti delle arti marziali sarà ancora più lontano.

Alle nostre 10 domande sul Palacoop – reiterate all’Amministrazione comunale anche attraverso lettera - il sindaco Nesladek non ha ancora risposto. Noi confidiamo nel desiderio di trasparenza del Sindaco e attendiamo.
Intanto offriamo il quadro economico più sopra illustrato.

 

Voce

Soggetto pagatore

COMUNE

Soggetto pagatore

GESTORE

Totale

Affitto terreno

8.000

0

8.000

Utenze

0

18.000

18.000

Manutenzioni straord.

1.000

0

1.000

Altre spese

0

4.800

4.800

Totale spese gestioni

9.000

22.800

31.800

 

 

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