Il futuro negato PDF  | Stampa |  E-mail
Domenica 27 Giugno 2010 23:15

Confessiamo: siamo impantanati. Dall'ultimo nostro post - 25 maggio - ne abbiamo scritti molti altri senza pubblicarne alcuno. E non è semplice spiegare perchè, visto che ci proviamo da giorni a trovare le parole per farlo. Il fatto è che fatichiamo ad essere

coerenti con l'impegno che ci siamo assunti dando vita a questo sito. In fondo era semplice, essendo una delle tantissime applicazioni del motto "pensare globalmente, agire localmente". Che significa - partendo dalla consapevolezza dei livelli quasi irreversibili raggiunti dalla crisi ambientale del pianeta terra , del fatto che oggi l'80 % delle risorse mondiali è consumato dal 20% della popolazione, e che per risolvere questi problemi bisogna cercare di cambiare le nostre abitudini, che siano più responsabili verso gli uomini e la natura che ci circonda, che bisogna ridurre i consumi e bisogna riciclare il più possibile, perché le risorse sono limitate e non possiamo permetterci di sprecarle -  difendere l’ambiente in cui viviamo attraverso la promozione di idonei stili di vita individuali e collettivi. E raggiungere la consapevolezza del fatto che la crisi ambientale è il problema dei problemi è possibile a qualsiasi età e qualsiasi siano le convinzioni politiche di partenza. Un esempio di questo è Giovanni Sartori, 84enne politologo che in vita sua aveva scritto solo di economia e di politica. Da quando ha compreso l'emergenza ambientale(anche lui come il sottoscritto in non più tenera età) scrive cose, come nell'ultimo suo articolo sul Corriere, del tipo "da troppo tempo siamo infognati in uno sviluppo non-sostenibile, e  dobbiamo perciò fare marcia indietro. Latouche la chiama «decrescita serena». Serena o no, il punto è che la crescita continua, infinita, non è obbligatoria. Oramai è soltanto suicida."
Ma, e qui nasce la nostra fatica, per essere consapevoli bisogna sapere . E nel nostro Paese l'attacco quotidiano al Sapere  - inteso come scuola, università, informazione, teatro, cultura insomma - ha raggiunto livelli intollerabili. Questo  Paese ha ormai toccato un livello infimo nella convivenza e nella gestione della cosa pubblica. Quotidianamente speri che sia stato toccato il fondo per iniziare la risalita, e arriva sempre un nuovo giorno peggiore del precedente. E, mentre i giovani non trovano lavoro e i genitori lo perdono, e quelli che lo conservano si vedono ridotto lo stipendio mentre il privilegio non viene non solo intaccato ma nemmeno messo in discussione, scrivere delle nostre piccole cose è un pò come occuparsi di pulire il vetro della nostra finestra sul mondo mentre la casa brucia. Se si vuole però sperare che domani l'Asinara non ospiti più gli operai della chimica sarda che lì si sono autoconfinati per difendere il loro lavoro, ma i nostri parlamentari tutti - anche a stipendio raddoppiato si intende- assieme alla cloaca di favori, minacce , ricatti, disuguaglianza e illegalità di cui sono portatori e rappresentanti, ognuno deve fare la propria parte per quanto piccola possa essere. "La democrazia - dice Gustavo Zagrebelsky - può basarsi solo su se stessa, cioè sui suoi cittadini. Si regge o cade per virtù o vizi loro. Ma proprio per questo quanti amano la democrazia sapendo che prima e dopo di essa c'è solo qualche forma di autocrazia, c'e cioè la perdita della libertà, devono raddoppiare gli sforzi per difenderla ed espanderla nella coscienza di quanti più è possibile."

 

 

 

 

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