Storie locali e non PDF  | Stampa |  E-mail
Domenica 18 Luglio 2010 09:52

Nonostante i riferimenti ad atti e situazioni locali non è una storia muggesana perché l’Italia di oggi sembra precipitata  tutta in un abisso di cui non si vede ancora il fondo.Aspettando l’alba di un giorno migliore.


Nella assolata quiete della nostra provincia, mentre il cittadino comune scioglie le tensioni e le paure per l’incerto domani nel caldo mare sotto casa, i nostri amministratori sono anch’essi preoccupati per il futuro. E’ una paura diversa dalla nostra. Si chiamano elezioni comunali 2011


 Non da oggi ma già da alcuni mesi il loro unico pensiero è rivolto alla primavera del prossimo anno quando scadranno i loro mandati . E, come sempre  , il racconto di come ci si prepara a Muggia a questa scadenza travalica il nostro territorio . E’ lo stesso racconto di mille altri comuni. Del tutto simile a quanto  le cronache nazionali ci raccontano, con estenuante continuità,  su come e a favore di chi l’intera nostra classe dirigente  utilizza il proprio potere politico, amministrativo , economico. In un simile contesto, per fortuna attenuato da numerose e splendide eccezioni,  il politico locale ha difficoltà a vivere il proprio ruolo come SERVIZIO della propria comunità . Gli amministratori del nostro Comune sembrano proprio non rientrare tra quelli che ricordano di essere dei servitori. E il loro programma elettorale sembra ridursi a 1 : Troviamo un gruzzolo ; 2 : Spendiamo e distribuiamo il gruzzolo nel periodo elettorale. Per la fase 1, troviamo un gruzzolo,  hanno provveduto forzando la mano alle CoopNordEst, ottenendo con grande anticipo sulle scadenze naturali, il pagamento di un milione e mezzo di euro. Si tratta di una gran bella cifra che il Comune introita quali oneri di urbanizzazione dalle CoopNordEst che realizzeranno nella Valle delle Noghere il più grande Centro Commerciale della Regione, 80.000 mq coperti, 45.000 mq di superfici di vendita. Di questo Centro Commerciale (200 negozi, 20,000 mq di vendita di alimentari) ovviamente non se ne sente alcuna necessità. Nei soli ultimi 12 mesi sempre nella stessa zona se ne sono aperti ben 2, il Freetime e il Discount, che si aggiungono al Famila, al Castorama e quant’altro: roba da servire 500.000 abitanti e noi siamo 13.000! Va detto inoltre che il “gruzzolo” è costituito dai cosiddetti “oneri di urbanizzazione”, e per questo non può essere considerato definitivamente denaro comunale. Se nei prossimi 10 anni (uno è già trascorso per cui ne mancano nove) le CoopNordEst non realizzeranno il Centro Commerciale – per ora non hanno presentato nemmeno il progetto e la crisi economica è così profonda che non è un’ipotesi da scartare a priori – il Comune dovrà restituire la somma in questione! Ma tant’è. Trovato il gruzzolo bisogna organizzare la fase 2, e cioè come spendere e distribuire il gruzzolo nei prossimi mesi, il periodo elettorale. Trattandosi di denaro pubblico, nella fattispecie nostro (o quasi)  bisogna motivare la spesa. Per questo motivo viene alla luce il 23 Giugno il “Piano Biennale comunale delle misure anticrisi”. Il documento fa riferimento alla difficoltà di parte della nostra comunità di fronte alla crisi attuale, con un numero elevato di concittadini e famiglie sull’orlo della povertà. Un simile doloroso – e veritiero – spaccato, non è però finalizzato aal creazione di una duratura rete di protezione nei confronti dei nostri concittadini meno fortunati, come per esempio potrebbe essere un piano decennale di supporto e aiuto. Serve solo a dichiarare lo stato di crisi e, destinate una piccola parte del gruzzolo (meno del 15%) ai più deboli, ad intervenire a pioggia nei confronti delle più disparate categorie, dalla Parrocchia – 45.000 Euro - a mille altri rivoli. Uno di questi rivoli, il più cospicuo perché impegna 1/3 del gruzzolo, è destinato alla sistemazione della zona costiera conosciuta come Acquario, l’interramento sottoposto a sequestro perché il materiale di scavo riportato risulta inquinato. A spendere 400.000 euro con un intervento pubblico non è però semplice e, soprattutto, non è immediato. Ma  la scadenza elettorale è tra pochi mesi e allora il Servizio Ambiente del Comune di Muggia rileva che parte della difesa a mare non c'è più, e il Sindaco ordina al Servizio l'immediato ripristino  emettendo un’ordinanza. Il documento non ha precedenti nella storia del Comune di Muggia almeno per come è redatto . Non è emesso nel confronto di terzi, siano essi cittadini, enti o società, ma nel confronto di uffici comunali: il Sindaco cioè ordina qualcosa ai propri uffici attraverso lo strumento pubblico dell'’Ordinanza! E' cioè scopertamente emesso al solo fine di poter adottare le procedure d’urgenza e appaltare immediatamente i lavori. L'utilità di una simile operazione ci è oscura, anzi sembra proprio un autogol. L'emergenza è infatti attivata con un implicito giudizio di grande pericolosità ambientale conseguente alla mancanza di una parte della difesa a mare. E' come confermare che il sito Acquario è molto pericoloso e avrà bisogno di un profondo (e costosissimo) intervento di bonifica. Esattamente il contrario di quanto sperato dopo le anticipazioni sulle ultime analisi .Alla fine la procedura d'urgenza adottata si rivelerà un allungamento dei tempi complessivi.  A meno che l'emergenza non sia poi tale. Se l'emergenza non c'è però siamo al “procurato allarme”. 
Fine della storia : procurati i soldi, aggirate o addomesticate le procedure, gli amministratori si apprestano alla parte succosa del programma elettorale, la distribuzione del gruzzolo. In Regioni ufficialmente meno sane, quali la Campania, operazioni del genere si sono spesso configurate nel “voto di scambio”. Complimenti!
La facilità con la quale i Nostri si avvicinano a simili comportamenti potrebbe indurvi a pensare che è colpa della politica.  Siete fuori strada. Questi comportamenti sono solo ed esclusivamente farina del loro sacco! Sarebbe come pensare che la chirurgia è un male visto che nella clinica degli orrori di Milano chirurghi operavano pazienti sani al solo fine di guadagnare di più. La chirurgia è ovviamente un bene e di chirurghi che onorano la loro professione (p.es. come quelli di Emergency) è  pieno il mondo.
Così per la politica: è un’attività necessaria nobilitata da chi persegue il bene comune. Non tutti attingono a questo sacco.  Una nota finale: i fatti raccontati non potrebbero accadere  senza poter contare su attive connivenze e  silenzi magari interessati di molti altri. Con tutto quello che ciò comporta.

 

Cerca