Rifiuti, malaffare di Stato PDF  | Stampa |  E-mail
Domenica 08 Agosto 2010 20:53

La seconda tariffa più cara di tutti i capoluoghi, la più bassa percentuale di raccolta differenziata di tutto il nord e Centro d'Italia (praticamente peggio di Trieste  si fa solo nelle 4 regioni controllate dalla criminalità organizzata): questo il risultato di Acegas Aps. E non un amministratore, non un partito, non una organizzazione sindacale, non un cittadino, non un giornale che abbia qualcosa da dire in merito. Perchè ?
Perchè si tratta di rifiuti, il più grande affare e malaffare in Italia: 140 milioni di tonnellate di rifiuti (di cui 10/14 milioni "spariscono" ogni anno) che inquinano, avvelenano le falde acquifere, ammorbano l'aria, ci uccidono con le sostanze cancerogene. A Settembre vi racconteremo quanto sta succedendo a Muggia con il nuovo contratto di raccolta con il complice silenzio, e non solo, di amministratori e

funzionari. Intanto una storia di questi giorni: è accaduto a Camigliano, provincia di Caserta.
In soli dieci giorni la Prefettura avvia il procedimento di scioglimento del consiglio comunale di Camigliano, comune virtuoso in provincia di Caserta. Poi il Ministro Maroni scrive la relazione con cui si motiva il decreto e al decimo giorno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firma l’atto.La storia di Camigliano si chiude quindi nel peggiore dei modi. Viene commissariato un comune, nella terra di Gomorra, perché troppo virtuoso e scomodo, con un sindaco che semplicemente fa una scelta di buonsenso, qualche anno fa, riprendendosi la gestione diretta della raccolta dei rifiuti.Scelta vincente e riuscitissima, visti i risultati: 65% di differenziata, tariffe bloccate per i cittadini, progetti per la riduzione della produzione dei rifiuti. L’esatto contrario di quel che accade nel resto della provincia: percentuali ridicole di differenziata, sprechi, clientele, tariffe salatissime…Ma il Governo Berlusconi si inventa una legge per superare la finta emergenza rifiuti in Campania in cui si impone a tutti gli enti locali, tra le altre cose, di cedere la gestione dei rifiuti a favore di quei consorzi provinciali da cui Camigliano aveva scelto di uscire. Il rifiuto di Vincenzo Cenname, l’ormai ex sindaco del paesino campano di 1.800 abitanti, e’ valso un allontanamento dal ruolo di primo cittadino voluto dai tanti cittadini che lo avevano votato e voluto come amministratore. A Napolitano è stato chiesto di intervenire, interessandosi alla cosa. Il Presidente ha risposto dicendo in buona sostanza che non poteva farci nulla.Oggi sappiamo che era una bugia, perché avrebbe potuto rifiutarsi di firmare un atto tanto stupido, miope e volgare, frutto di una politica entrata ormai in cortocircuito con le leggi minime del buon senso: non solo infatti Camigliano non era da commissariare, ma la sua esperienza virtuosa di buona amministrazione sarebbe dovuta diventare il paradigma con cui declinare la gestione degli enti locali in quel territorio.
“Io so”, dice Saviano. Ma quanti di noi sanno? Quanti di noi hanno ripreso con le iridi lo schifo che ci circonda, ma preferiamo optare per il silenzio? E allora ci viene il forte dubbio che, forse, Gomorra, la Camorra, il Sistema… siamo anche noi.Perché il sistema è costituito da due elementi essenziali: il sopruso e il silenzio, che compongono un entità indivisibile. Noi siamo il Silenzio, cioè un elemento imprescindibile del Sistema. Il Sistema non è costituito solo dal narco-traffico, dagli appalti truccati, dalla politica corrotta, dai rifiuti tossici che vengono seminati accanto ai cavolfiori che mangiamo a tavola…Ogni angolo della nostra società è composto per metà da monnezza e per l’altra metà da gente muta come pesci morti da diversi giorni e che, di conseguenza, emanano un puzzo ancora peggiore.
Al Presidente, in ferie in questi giorni ad Ischia, un’unica, amara parola: vergogna!

 

Cerca