Le biciclette invisibili e la politica dello struzzo PDF  | Stampa |  E-mail
Lunedì 23 Agosto 2010 22:30

Le vecchie mura che cingono il centro storico di Muggia hanno quattro porte. Quella sul mare, la Porta del Porto o Porta San Rocco, è piuttosto stretta e bassa. Per le automobili è un senso unico in uscita dal porticciolo: la segnaletica, per le automobili, è chiara. Per le biciclette invece la situazione è del tutto diversa. La segnaletica comunale semplicemente le ignora: invisibili ai vigili  e ai nostri Amministratori,  non

 esistono .Eppure tutti quelli che dal porto e dai bagni intendono entrare a Muggia passano di lì.  In questo periodo, verso il tramonto, decine di biciclette dal lungomare entrano a Muggia dalla Porta del Porto. Chi per fermarsi a Muggia, chi semplicemente per superare l'abitato e proseguire, chi è in bicicletta saggiamente decide di non percorrere il tratto in galleria dove costituirebbero, data la ridotta larghezza del tunnel, pericolo per se e intralcio per il traffico motorizzato. Non è solo una scelta di buon senso : moltissimi sono i minori, tante le famiglie con piccoli ciclisti in erba. La galleria per loro si trasformerebbe in un incubo. Per la segnaletica esistente , che ignora l'esistenza di mezzi non a motore, la direzione galleria è obbligatoria per tutti. Se hai delle ruote ma non un motore e prosegui dritto (e sicuro) verso il Centro storico, sei contromano. Muggia ovviamente non è l'unico Centro Storico cinto da mura con vie d'accesso molto strette, e problemi di questo tipo sono identici in centinaia di altre città . Per molte di queste città  le biciclette non sono (come da noi) invisibili. Esistono e,  conseguenza diretta del riconoscimento di esserci,  hanno trovato la soluzione: un semplice cartello sotto a quello di “senso vietato” : ECCETTO BICICLETTE . Ne abbiamo fatto oggetto di lettere, proposte e incontri con l'Amministrazione e con i funzionari ; era il Marzo 2009 . Due cartelli, 50 euro di spesa. 16 mesi e nessuna risposta. Forse, per le tre persone che devono decidere (il vicesindaco Crevatin, il comandante dei vigili Lanza, il responsabile delle Manutenzioni Apostoli), un anno e mezzo di riflessione non è abbastanza . O più semplicemente, preferiscono tenerci così :  tutti potenzialmente in multa. Sotto ricatto. Perché non ci multano, ma ci fanno capire che è meglio non rompere troppo, visto che non rispettiamo le regole. Ci invitano cioè a restare invisibili. Assieme al ciclista Nesladek. Che Comune ragazzi!

 

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