Verso le elezioni comunali - Muggia Bene Comune PDF  | Stampa |  E-mail
Venerdì 15 Aprile 2011 12:14

 Guardandoci attorno –  diceva Norberto Bobbio - assistiamo impotenti al fenomeno dell'apatia politica, che coinvolge spesso la metà circa degli aventi diritto al voto. Dal punto di vista della cultura politica, costoro sono persone semplicemente disinteressate per quello che avviene  “nel Palazzo”.  E come tacere  la diffusione crescente del voto di scambio, cioè del voto clientelare basato sul do ut des : un voto che rappresenta l'espressione di una “morale bassa e volgare”di chi fa uso personalmente interessato di uno strumento politico. Una degenerazione di cui appare intera la gravità. L'apatia e lo scambio per interesse puramente personale sottolineano l'indifferenza politica diffusa ; quasi un abbandono da parte dei governati del compito di agire, se non per governarsi da se, per influire sul governo. Scarsa partecipazione o partecipazione egoisticamente interessata.
E' questo il contesto in cui sta per  rinnovarsi il nostro consiglio comunale ed essere eletto un nuovo Sindaco.  Come rispondere allora alle richieste di un'opinione in proposito, talvolta a vere e proprie indicazione di voto.
La domanda che ci viene rivolta  è un pò un riconoscimento  alle energie che abbiamo dedicato  alla cura della cosa pubblica. Ma noi non siamo riusciti a esercitare alcuna influenza e siamo rimasti minoranza inascoltata. A questa "indifferenza" alle nostre istanze dobbiamo reagire raddoppiando gli sforzi, chiedendoci dove abbiamo sbagliato. E lo stiamo già facendo.
A causa degli errori che abbiamo commesso non vediamo prendere forma proposte politiche locali che noi possiamo sostenere. Per questa ragione per le elezioni comunali non ci sentiamo di dare alcuna indicazione di voto. In gioco però ci sono le scelte che il nostro Comune farà nei prossimi 5 anni, quindi una grossa ipoteca sulla qualità della nostra vita. E allora qualcosa vogliamo dire .
Sul chi può essere più idoneo tra i candidati pensiamo

 sia bene scegliere quegli uomini e quelle donne che difendono lo spirito del dialogo, perchè la democrazia è discussione, ragionare insieme.
Sulle cose da fare per un futuro migliore della nostra comunità, per  Muggia Bene Comune , le idee che l'Associazione proporrà e sosterrà sono riassunte nel seguente programma.

Un programma per  Muggia Bene Comune

Il Bel Paese
La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite. Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.
Non vi è angolo d’Italia  in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie, porti  turistici. Non si può andare avanti così!
La spinta al consumo di territorio è venduta all'opinione pubblica come una necessità dell’economia, che avrà certamente ricadute positive sul benessere dei cittadini. Se fosse vero, visto il tasso di cementificazione che abbiamo vissuto in Italia, dovremmo essere una delle locomotive economiche d’Europa e uno dei paesi dove il livello di qualità della vita è più alto. Invece..
Aggiungiamo la monetizzazione del territorio come strumento per pareggiare i bilanci comunali e consolidare
popolarità tra gli elettori, che ha provocato la conurbazione tra comuni un tempo separati e la formazione di città continue.
Muggia è purtroppo perfettamente in linea con questo disastro programmato. Tra nuovi centri commerciali, bonifiche in cambio di edificabilità, alloggi turistici che possono essere residenza, già oggi sono in programma decine di migliaia di metri cubi di nuova edificazione. Bisogna fermarsi.

Stop al Consumo del territorio.
L’unica azione concreta possibile per il nostro comune è l’adozione di un Piano Regolatore Generale che punti all'azzeramento del consumo di suolo, che non preveda nuove aree di espansione urbanistica , ivi compresa la zona turistica mai decollata, e che investa tutto sul recupero del patrimonio esistente, sulla valorizzazione del paesaggio ambientale e architettonico. Dire stop al consumo del territorio perchè in 50 anni Muggia non ha avuto alcun incremento demografico – è sostanzialmente stabile a poco più di 13.000 abitanti – ma ha più che raddoppiato la porzione di territorio urbanizzato; quindi espansione zero  e soprattutto valorizzazione e difesa dei terreni agricoli, per esempio mediante convenzioni comune-privati per il consumo nelle mense scolastiche della produzione orticola locale che deve essere spronata a produrre di più avendo un mercato garantito .

Difendere la qualità urbana e il commercio locale.
Noi ci battiamo per la difesa del nostro territorio e della qualità del nostro ambiente, compreso quello urbano. Difendere la qualità urbana significa anche difendere le attività commerciali locali  . Le nuove forme di distribuzione hanno trasformato la fisionomia delle città con la comparsa dei grandi centri commerciali periferici e la diffusione dei negozi specializzati lungo le arterie extraurbane. Tutto ciò ha prodotto o contributo al declino economico del centro storico, alla scomparsa di ogni attività commerciale in tutti le frazioni periferiche, da ultimi Zindis e Aquilinia.
La difesa della piccola attività locale nelle aree urbani centrali  dipende  solo in parte dalle capacità imprenditoriali o dall’efficacia gestionale dell’impresa. Ci sono condizioni che attengono al contesto ambientale, territoriale e quindi alle politiche pubbliche ed ai servizi di cui sono  dotate le aree urbane. Si devono perciò in primo luogo ricostruire le condizioni territoriali (qualità urbana, accessibilità , politiche di sostegno, ecc…) che favoriscano la tenuta degli esercizi in questi contesti. Queste condizioni sono decisive per la salvezza dei nostri centri urbani: se vive il commercio vive la città non è solo una parola d’ordine.
A Muggia finora la questione non è stata affrontata. Nulla si è  fatto per introdurre vincoli per via politica e amministrativa allo sviluppo degli insediamenti commerciali extraurbani; pochissimo per il miglioramento dell’ambiente fisico nel quale si svolgono le attività commerciali nelle aree urbane, con interventi sull’arredo urbano, l’illuminazione, l’accessibilità...; ancora nulla per la diffusione e valorizzazione di una specifica identità (oggi si usa la parola brand) muggesana.
Alcuni fattori problematici presenti nel centro storico e urbano di Muggia  diventano specularmente altrettanti vantaggi competitivi per i centri commerciali di Valle delle Noghere. Dobbiamo cancellare questi svantaggi, con le seguenti azioni:
Accessibilità ai parcheggi ed arredo urbano. Qualità del Centro Storico significa innanzitutto dire no al sistema di parcheggio stradale diffuso, la elezione dell'area ex Alto Adriatico e del parcheggio di San Rocco parcheggi per residenti integrato dal parcheggio di Caliterna (metà per residenti e metà a rotazione), con navetta di collegamento alle aree di residenza ( sulla fattispecie di Pirano) e l'eliminazione di 400/500 stalli in Centro
Piano del traffico; nel centro urbano di Muggia deve essere riconsiderato il sistema di mobilità a favore della sicurezza e della diminuzione del traffico, con la creazione di una ampia area “Zona 30 Km/ora” e la creazione di nuove aree pedonalizzate, a cominciare dall'intera area del porto. Ridurre la centralità dell’ uso dell’automobile attraverso il potenziamento del trasporto pubblico, dei percorsi pedonali e delle piste ciclabili.
• Piano di valorizzazione commerciale, di riqualificazione e valorizzazione; l’obiettivo è rendere più vivibile, attraente, abitato e frequentato il cuore della città; risvegliare il desiderio di risiedere in Centro Storico, con l’assunzione degli oneri e degli onori che questo comporta; risvegliare il flusso di frequentazione verso il Centro.
Integrazione del commercio con lo sviluppo delle altre attività, turistiche ,culturali ed economiche. Difesa, protezione, sostegno, delle attività commerciali, e individuazione di una rete di negozi di prossimità per le frazioni . Bar, locali, ristoranti , spazi connettivi  della vita cittadina da usare  per le funzioni legate alla socialità e al tempo libero.
Politiche di incentivazione. Utilizzo delle entrate ICI del sistema commerciale della Valle delle Noghere, in una sorta di scambio di compensazione, per il sostegno delle attività commerciali del Centro e delle frazioni, per scongiurare ulteriori chiusure e per invertire la tendenza all'abbandono del nsotri centri urbani.
• Politiche per il recupero della produzione locale agroalimentare. La possibilità di consumare prodotti locali passa attraverso il rilancio di attività quasi abbandonate. Il Comune può essere il traino di una inversione di tendenza con l'adozione di una politica di acquisti “verdi”. Le mense scolastiche e aziendali che consumino innanzitutto l'orto frutta locale (la cui produzione è attualmente al lumicino e quasi esclusivamente per uso personale) ridarebbe interesse economico ad una produzione locale, punto di partenza per la ristorazione “a km zero”.

Il  Comune .
Efficienza energetica e eliminazione degli sprechi.
Miglioramento dell’efficienza energetica e l’eliminazione degli sprechi, che liberano risorse in tempi relativamente brevi sulla “bolletta energetica” dell’ente. Potrebbe essere la via di una ESCO (società che si accollano il costo degli investimenti necessari e che si ripagano trattenendosi per alcuni anni i risparmi dell’ente. Risparmi che sono nei settori riscaldamento ; nell’ illuminazione ( led e lampade a fluorescenza;  con la riqualificazione energetica degli edifici pubblici per contenerne i consumi, abbinando al risparmio l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;  Nei soli settori riscaldamento e illuminazione è ipotizzabile un Risparmio annuale di 100.000-250.000 Euro;
Il miglioramento dell’efficienza energetica va estesa ai privati con : edificazione – minimo Classe energetica C, ristrutturazioni in bioedilizia .
Concessione dei tetti degli immobili comunali e delle aree comunali per realizzazione di impianti fotovoltaici privati.
Raccolta differenziata spinta porta a porta.
Attivazione della raccolta differenziata spinta porta a porta dei rifiuti (compiendo azioni di educazione nei confronti della cittadinanza – affinché si adottino nuovi stili di vita mirati alla riduzione della produzione pro-capite dei rifiuti; l’ utilizzazione dell’acqua del rubinetto nella mensa scolastica (e negli uffici comunali), producendo meno rifiuti, meno inquinamento, facendo risparmiare il Comune e permettendo una riduzione della retta per i cittadini-utenti del servizio.
Il Bilancio Comunale.
E necessario adottare una politica di bilancio  improntata al massimo rigore. Questo significa sobrietà nelle scelte amministrative con il taglio delle spese di autofunzionamento – basta con i trasferimenti di uffici da una palazzina all’altra, no alla nuova biblioteca , l’attuale biblioteca è l’unica bella e fruibile struttura pubblica di Muggia - ; eliminazione dell’uso della Carta;  progetto (questo sì importante e bisognoso di contributi anche europei, che ci sono) per la informatizzazione dell’archivio urbanistica/ll.PP , e per la informatizzazione di tutte le nuove pratiche;  acquisti attraverso gare on line .
Trasparenza .
Una nuova democrazia comunale . Assumere come valore fondante la trasparenza , per cui è necessario concorrere ad individuare procedure atte a garantire la trasparenza, tempi certi di risposta, scadenze fisse da rispettare e rafforzi l’integrità.
Formare, promuovere e diffondere una cultura di efficacia ed efficienza; concorrere ad individuare, approfondire, comparare e promuovere gli strumenti e le procedure utili ed idonee all’attuazione di corrette forme di partecipazione e controllo .
E’ necessario inoltre introdurre nuove forme di esercizio della democrazia, finalizzato a trasformare il nostro Comune, da luogo di amministrazione burocratica in luogo di autogoverno partecipato , facendo sentire i cittadini informati e partecipi, non isolati, ignoranti e impotenti. In un tale contesto i cittadini sono chiamati a giocare un ruolo significativo nel processo decisionale. Aiutano politici e amministratori a governare meglio e a colmare il divario che troppo spesso li separa dalla comunità. Sono necessarie le seguenti condizioni, tutte a carico dell’apparato comunale, dello spirito di servizio e orgoglio professionale dei pubblici amministratori: spirito di servizio , entusiasmo, trasparenza , imparzialità , efficienza, economicità. L’insieme dei dipendenti comunali deve essere coinvolto in un processo di mobilitazione, che ridia entusiasmo e valorizzi lo spirito di servizio. I “comunali” devono ritornare a ispirare fiducia,   per convincere i cittadini che il Comune  sta davvero dalla loro parte , e non spreca le sue risorse. La trasparenza è necessaria al cittadino perché lo invoglia a sentirsi parte integrante di un meccanismo virtuoso di cui lui è protagonista. Ma serve anche all’amministrazione per capire o orientarla meglio verso criteri di economicità , efficacia ed efficienza.


 E' il programma per una Muggia contenta della propria dimensione, decisa a conservare intatto ogni centimetroquadrato del territorio non urbanizzato, che trova nella qualità urbana e nello stile lo strumento per creare quel fervore di attività, anche turistiche, che inseguiamo da tempo . E' un programma per dire non alle falsità dello sviluppo che si è tradotto solo nel cemento che ci sta inghiottendo tutti. E' l'utopia concreta della nostra associazione.
Che per essere realizzato deve innanzitutto puntare innanzitutto all’educazione.
Castoriadis diceva :” Che vuol dire, per esempio, la libertà o la possibilità per i cittadini di partecipare, se non c’è, nella società di cui parliamo, quel qualcosa che va scomparendo nelle discussioni contemporanee…, e cioè la paideia, l’educazione del cittadino. Non si tratta di insegnarli l’aritmetica , si tratta di insegnarli ad essere cittadino. Nessuno nasce cittadino. E come lo si diventa? Imparando ad esserlo. Lo si impara, in primo luogo, guardando la città in cui ci si trova.

 

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