Dalle elezioni qualche segno di speranza PDF  | Stampa |  E-mail
Martedì 17 Maggio 2011 14:47

Ci piace leggere i risultati delle elezioni di Domenica come confortanti per la democrazia, i referendum, la tutela dell'ambiente .
La democrazia.
I continui attacchi alle regole istituzionali e all'equilibrio dei poteri , la personalizzazione aggressiva e arbitraria ,l’estremismo e la paura di cui premier si è servito hanno  trovato una confortante risposta nelle urne . Berlusconi aveva annunciato che questa volta il voto era politico, non un voto ordinario per i sindaci, e che dunque entrava in gioco il futuro suo e del suo governo. Per sottolineare l’importanza del passaggio elettorale, aveva concentrato tutta l’ attenzione su se stesso. Ha chiesto

un referendum sulla sua persona. E l’ha perso. Aveva definito le sue 53.000 preferenze raccolte nel 2006 la soglia minima, e ne ha avute 28.000, poco più della metà. Grazie Milano.
I referendum.
In Sardegna il quesito posto agli elettori  era: «Sei contrario all'installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?».Quello tenuto sull’isola sarda era consultivo, e la consultazione ha bocciato l’idea di ospitare centrali nucleari. Il quorum (fissato al 33%) è stato raggiunto e superato, con oltre il 60% degli elettori che si è espresso con un plebiscito di voti contrari. Nonostante il silenzio quasi totale della grande informazione, al quesito  pro o contro il nucleare sono andati a votare il 59,34% degli aventi diritto. Per l'esattezza 877.982 elettori. Il sì ha stravinto: 98,14% contro neanche il 2% dei favorevoli al nucleare. Un buonissimo viatico per il fondamentale appuntamento del 12 e 13 Giugno, dove respingeremo nucleare, privatizzazione dell'acqua,e la pretesa del premier di non dover sottostare alle regole della giustizia.
La tutela dell'ambiente.
Nuovo cemento, condoni, piani casa, stop alle demolizioni delle abitazioni abusive . Questo il territorio ,visto da destra.  Sempre nuovo cemento, città dalle periferie infinite, quartieri popolari senza servizi e infrastrutture.  Questo il territorio visto, da sinistra.  Per PD e PDL non esiste Il territorio quale  Bene Comune da tutelare. Lo ritengono un pozzo privato e senza fondo, cui attingere indiscriminatamente. La criminale politica dei maggiori partiti nazionali ritiene la tutela dell'ambiente alternativa allo sviluppo -contrabbandato come "sostenibile" - e al lavoro. Un ostacolo al benessere, un lusso che non ci possiamo permettere . Invece, sorpresa, gli italiani sembrano pensarla diversamente .PDL e PD sono in calo ovunque in queste elezioni, mentre dappertutto hanno avuto successo partiti o movimenti che dimostrano attenzione a queste problematiche. Pensiamo ai grillini del Movimento 5 Stelle, al SEL di Vendola, e alle tante liste locali "ambientaliste". Sparsi gli elettori in più movimenti a causa degli insopportabili errori dei Verdi nostrani - che ci condannano all'ennesima anomalia italiana (in Francia i Verdi sono al 16%, in Germania al 24%) - sembra comunque farsi strada l'idea forte della inderogabile necessità di salvaguardare e proteggere il territorio.  Non male.
E a Muggia ? Le cose sono andate più o meno così .
La riconferma scontata di Nerio Nesladek è tutto fuorchè un trionfo. La sua coalizione, pur guadagnando percentualmente, perde 250 voti, il PD ne perde 100.   Tracollo delle altre liste, berluscones in testa.
“Zero metri” Nesladek ha portato a consuntivo la diminuzione delle zone pedonabili, zero metri di piste ciclabili, l'astensione dal voto sul Piano Portuale che prevede il rigassificatore, nuova cementificazione in Val di Noghere e ad Aquilinia, la finta riapertura di Acquario,nessun piano traffico, un demenziale servizio rifiuti. E' sicuro, farà meglio.
 E adesso tutti a votare i referendum del 12 e 13 Giugno!!

 

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