Una recinzione sempre negata chiude Acquario PDF  | Stampa |  E-mail
Martedì 13 Settembre 2011 19:22

 

Il terrapieno Acquario è stato chiuso. In questi giorni, passata o quasi l'estate, passate del tutto soprattutto le elezioni comunali, i due varchi lasciati a lungo aperti sono stati delimitati da una solida recinzione. Come avevamo richiesto noi e come doveva avvenire 7 mesi fa. E' un primo significativo passo . Quella rete dimostra che la nostra richiesta era fondata su elementi oggettivi, l'inquinamento del terreno e la messa in sicurezza del sito, almeno così come evidenziano gli atti amministrativi comunali. Ma dimostra anche che per mesi Sindaco,

Giunta, persino i consiglieri di maggioranza e uffici preposti, negando la necessità della chiusura realizzata solo ora, hanno reiteratamente mentito ai cittadini e , quel che è peggio, messo in pericolo la loro salute. Le bugie del Sindaco, amministratori e dipendenti comunali hanno risvolti amministrativi, penali e politici. In una società capace di controllare i propri amministratori attraverso la partecipazione attiva alla vita democratica la responsabilità più importante (per noi l'unica) è quella politica. Ma la nostra comunità è morta, i partiti non esistono (il PD muggesano è meno di un condominio) ed è perciò impensabile una qualsiasi sanzione politica a carico di questi bugiardi. Anzi, se sanzione ci sarà, sarà nei confronti di chi ha sollevato la questione. Noi sappiamo però che nella Lista Frausin queste cose non sarebbero state tollerate e che, magari alla chetichella, qualcuno sarebbe tornato a fare il medico condotto. Ma tantè. Restano aperte le questioni amministrative e penali. Se ai cittadini non interessa sapere perchè sono stati spesi – noi diciamo inutilmente - 500.000 euro, trattandosi di soldi pubblici la cosa interesserà la Corte dei Conti. Oggi la situazione è esattamente quella di un anno fa. Il sito deve essere sottoposto a bonifica, come dimostrato dal fatto che il consiglio comunale ha deliberato alcuni giorni uno stanziamento di 80.000 euro per il progetto di bonifica. I lavori fatti con urgenza verranno azzerati, non rifatti, dalla bonifica. Qualcuno dovrà pur dirci perchè i lavori sono stati fatti prima del progetto. Era vera l'urgenza e quali risultati sono stati ottenuti ? Se non c'era l'urgenza, tra l'altro, progetto e bonifica erano totalmente a carico della Regione essendo quel terrapieno territorio del demanio regionale. Infine c'è il risvolto penale. Per poter spendere 500.000 euro cosi velocemente (in tempo per la campagna elettorale?) sono stati posti in essere atti amministrativi straordinari. Però, qualora gli atti avessero come necessario presupposto l’attestata esistenza di una certa situazione di fatto non conforme alla realtà, e potrebbe essere avvenuto per Acquario avendo basato tutta l'intervento sul “pericolo di contaminazione” dichiarato dal Sindaco , saremmo al reato di falso ideologico. Un bel quadro, non c'è che dire.
Notiamo che per molto, molto meno danno a Bologna il candidato sindaco PD si è dimesso.

 

 

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