I clamorosi errori del Servizio rifiuti. E tentano di dare la colpa alla maleducazione dei cittadini PDF  | Stampa |  E-mail
Domenica 23 Ottobre 2011 22:37

Il servizio rifiuti pesa sulle nostre tasche.
Il servizio rifiuti incide in maniera molto pesante nelle tasche dei cittadini perchè costa moltissimo - ai muggesani circa 3 miliardi e mezzo delle vecchie lire all'anno - ed a totale carico dei cittadini, che coprono il 100% dei costi. Il servizio deve obbligatoriamente raggiungere elevati standard di raccolta differenziata, stabiliti da leggi uguali in tutta Europa. Questo significa che separare i rifiuti è obbligatorio esattamente come è obbligatorio per i veicoli circolare a destra. L'unica scelta che attiene ai comuni è l'organizzazione della raccolta.. Cosa, come e quando raccogliere lo scelgono i nostri amministratori . Se sono bravi adottano metodi che permettono ai cittadini di

separare quasi tutto, se sono bravissimi fanno anche costare molto meno il servizio.

I Comuni virtuosi differenziano il doppio di Muggia e pagano la metà.
Nei comuni virtuosi si raggiunge il 70, 80% di differenziata ed un costo annuo procapite di 60/70 euro. A Muggia il costo pro capite è di 127 Euro, il doppio dei comuni efficienti , mentre la raccolta differenziata è sotto il 40% (non diciamo esattamente se 35 o 39% perchè ci sono margini interpretativi), ovvero la metà dei comuni virtuosi che, in sintesi, pagano la metà differenziando il doppio.

Il disastro Acegas non è un buon termine di paragone.

Nel bicchiere mezzo vuoto, il mezzo pieno su cui insistono gli amministratori del Comune di Muggia è che i muggesani pagano oggi il servizio molto meno di 5 anni fa e che hanno quasi raddoppiato la raccolta differenziata. E’ vero, ma è fumo negli occhi: fino al 2006 a gestire il nostro servizio rifiuti era la municipalizzata triestina, che aveva e continua ad avere i peggiori risultati di raccolta differenziata con i costi più alti di tutto il Centro Nord d'Italia (noi speriamo che per gli amici triestini le cose possano cambiare in meglio visto dell'Acegas si occuperà il neo eletto assessore Umberto Laureni, un galantuomo tenace cui vanno tutti i nostri auguri di buon lavoro). I risultati dell'Acegas a Muggia non sono il termine di paragone da usare.

Nessun obiettivo di contratto è stato raggiunto.
Per fare un punto sullo stato della raccolta rifiuti dobbiamo analizzare cosa sta scritto nel contratto di gestione stipulato dal nostro Comune, e vedere se il gestore rispetta il contratto nei tempi e nei modi di esecuzione e se e raggiunge gli obiettivi indicati che sono ( e non potrebbe essere diversamente) conformi alla leggi europee. Il nostro monitoraggio, che facciamo con costanza confrontandoci anche con gli uffici comunali competenti, ci dice che oggi nessun obiettivo di contratto è stato raggiunto, che i tempi di attivazione della raccolta differenziata della frazione umida non sono rispettati e che non sono stati collocati sul territorio i contenitori contrattualmente previsti. E non solo. E' in atto un tentativo strisciante di modifica del contratto in essere sia da parte del Comune che del gestore. Questi tentativi di “aggiustare” il contratto, la più visibile della quale per i cittadini è la distribuzione di cassonetti per l'umido diversi da quelli previsti dal capitolato d'appalto, dimostrano quello che noi abbiamo sempre sostenuto e denunciato, e cioè che il metodo inventato dai nostri amministratori non funziona.

I clamorosi errori del nostro Servizio rifiuti.

Lo diciamo da quasi due anni, fin da quando abbiamo letto il bando di gara. Quando il Comune di Muggia ha indetto la gara per il Servizio rifiuti 2010-2013, ha descritto nel bando cosa, come e quando raccogliere i rifiuti . Era ed è il legittimo compito dei nostri amministratori nell’esercizio della autonomia del Comune. Purtroppo i nostri amministratori, che potevano prendere esempio e copiare dai Comuni efficienti, ci hanno messo del proprio - senza essere in grado - e hanno “inventato” qualcosa che non ha riscontri in altri Comuni. Ne è venuta fuori la solita raccolta con cassonetti stradali con la totale assenza di incentivi a fare meglio. Per i cittadini e per il gestore incrementare la raccolta differenziata (ART. 4 e ART. 6) non comporta alcun beneficio. E siccome il bando prevede che l’incenerimento dei rifiuti lo paga cash il Comune, il mostruoso risultato per chi gestisce il servizio è che quando incrementa la differenziata i suoi costi aziendali aumentano, mentre quando diminuisce la differenziata e porta i rifiuti all’incenerimento i suoi costi aziendali diminuiscono perché sono a carico del Comune. Esattamente il contrario di quello che dovrebbe avvenire. E, ovviamente, il Gestore continua a ritardare la messa in funzione dei cassonetti e servizi di raccolta differenziata previsti. Così facendo risparmia. Tanto paghiamo noi.

Errare è umano, ma il nostro Comune persevera.
Gli errori del Comune ci fanno pagare il Servizio il doppio di quello che potrebbe costare. Sono 750.000 euro in più . Ed escono dalle nostre tasche. Ovviamente nell’agire quotidiano deve essere messo sempre in conto la possibilità di sbagliare. Vale per tutti, e dovrebbe essere così anche per il nostro Comune nel caso in questione. All’errore si può sempre rimediare. Si deve però cominciare dall’ammissione, e questo sembra impossibile per gli uomini e donne che abbiamo delegato ad amministrare i nostri beni e servizi. E’ evidente che siamo di fronte a qualcosa che non ha a che fare con l’infallibilità papale, qui è diverso. Infatti si dice che “lo sbagliare è degli uomini, il persistere degli imbecilli.” La cosa è aggravata dal fatto che nel frattempo ci sono state le elezioni comunali, e che più di metà della Giunta è cambiata. Anche l’Assessore competente è cambiato, ed è al primo incarico comunale. Quindi non porta nessuna responsabilità di quanto è stato precedentemente fatto. Gli abbiamo lasciato il giusto tempo per ambientarsi e informarsi intorno alle sue nuove competenze e poi gli abbiamo chiesto un incontro : ci ha fatto rispondere che non ha tempo. Non ci aspettavamo altro, purtroppo .

Le illecite modifiche del contratto di raccolta.
Oggi il Comune , toppata la gara d'appalto, anzichè imboccare la strada maestra dell’autotutela (una specie di azzeramento della situazione attraverso l’evidenziazione delle clausole contrattuali inidonee alla tutela degli interessi dei cittadini) tenta invece qualche aggiustamento in corso d'opera, assolutamente non consentito dalla legge. Quello che abbiamo definito come tentativo strisciante di modifica del contratto in essere trova esecuzione nel cambio della tipologia di cassonetti per l'umido. Questo era l'elemento centrale del metodo elaborato dal nostro comune , se si vuole il fiore all'occhiello dei nostri amministratori. Anche per chi conosce meno l'argomento, è estremamente significativo. Il bando per il servizio rifiuti aveva al centro il “cassonetto di prossimità a conferimento controllato”, un cassonetto dotato di chiave per la raccolta della frazione umida. La chiave (da qui il nome di cassonetto di prossimità) doveva essere la stessa per condomini, caseggiati, piccoli agglomerati, ecc. Questi cassonetti dovevano essere posizionati entro 12 mesi dall'inizio del servizio (quindi scadenza Aprile 2011, 6 mesi fa) e sembra che non verranno distribuiti, e non sappiamo quanto tacitamente ( e, in questo caso, illecitamente) questa scelta del Gestore sia condivisa dal Comune. L'umido per intanto si conferisce in tradizionali cassonetti stradali marrone e i dati della raccolta (non ancora avviata in tutte le frazioni, ma quasi) sono che a fronte di una produzione giornaliera di umido di 6.000- 6.500 Kg, di Kg ne raccogliamo 400, meno di un quindicesimo della frazione. Un disastro.

Tentano di dare la colpa alla maleducazione dei cittadini.

Il disastro per l’ambiente e per le nostre tasche è accompagnato da due cose gravissime.

La prima è che la tendenza degli uffici è quella di scaricare la responsabilità dei risultati negativi sulla maleducazione dei cittadini. La qual cosa è assolutamente inaccettabile. Lo dimostra un dato semplicissimo: Negli ultimi 10 anni, per restare nella nostra Regione, nelle provincie di UD, GO e PN il servizio da portato la R.D. Dal 20 al 50-60%. Nella provincia di Trieste la R.D. È rimasta sotto il 20%. Tutti i maleducati vivono nella nostra provincia? O le responsabilità vanno ricercate nel nostro apparato politico/amministrativo, che non ha fatto gli interessi dei cittadini, per incapacità, e non solo, visto che gli interessi in gioco sono rilevantissimi?

I cittadini sono lasciati soli.
La seconda è che i cittadini sono stati praticamente lasciati soli nel momento in cui si è introdotta la differenziazione dell'umido. Questo è un momento difficile, e la gente deve essere aiutata, indirizzata , educata al come si fa. L'aiuto deve venire dai servizi comunali, dagli addetti alla raccolta e da ogni altro possibile ausilio. Invece c'è stata la sola distribuzione impersonale dei sacchetti e nessuna presenza di supporto. La pubblicità, con il ranocchio Mugy costatoci 18.000 euro, è stata fatta un anno prima. Il Comune è assente, non ha nemmeno cercato di trasmettere un qualche incoraggiamento. Emblematico è il sito internet del Comune di Muggia: l'ultimo aggiornamento della pagina dei rifiuti è una foto di 13 mesi fa.

I danni irreversibili.
Questo atteggiamento ha provocato molti danni. Chi scrive di rifiuti sostiene che introdurre male una raccolta differenziata è più dannoso che non farla, perchè approssimazione e sciatteria scoraggiano quelli che la raccolta differenziata la vogliono fare e danno fiato a quelli cui non interessa. Ed è probabilmente quello che sta avvenendo a Muggia.

La Class Action è necessaria.
Gli avvenimenti di questi mesi ci confermano pertanto la necessità di proseguire l'azione legale di Class Action, per la cui concretizzazione cerchiamo l'appoggio dei nostri concittadini muggesani.

 

 

 

 

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