Muggia - Italia, la verità dello spreco e del privilegio deve rimanere nascosta e negata. E i risultati si vedono. PDF  | Stampa |  E-mail
Mercoledì 28 Dicembre 2011 21:45

Questa estate, nel percorrere in bicicletta il breve tratto tra casa e il Centro Storico, incontravo spesso una giovane mamma che spingeva la carrozzina con il suo primogenito, una dipendente comunale in aspettativa . Poco più tardi, raggiunta la Piazza, salutavo un'altra giovane, ex compagna di classe di mia figlia. Ora, trentaseienne, desidererebbe un figlio, ma non s'arrischia perchè è praticamente sicura di venir licenziata e non può permetterselo. Infine, in servizio nella biblioteca comunale, in sostituzione del personale in ferie estive, trovavo una terza giovane. Una stagista, pagata zero euro: lavorare gratis

come unica maniera per fare una qualche esperienza di lavoro. Tre giovani , nostre figlie, con una esperienza di vita molto diversa l'una dall'altra. Chi con il diritto ad una maternità serena, chi priva di questo diritto, e un'altra senza nemmeno poterci pensare. E' il dono, di cui farebbero volentieri a meno , di noi padri alle nuove generazioni. La mia generazione, quella dei nati sessanta/settanta anni fa, è quella maggiormente responsabile, la più egoista mai venuta al mondo. Sono, siamo tutti responsabili, in misura diversa ed esclusi coloro cui la vita ha sempre girato le spalle, della situazione che viviamo. Cambiare rotta per estinguere l'ipoteca messa sulla testa di coloro che son venuti dopo significa lotta alle rendite parassitarie, ai privilegi, e agli sprechi privati e soprattutto pubblici, per ridurre il macigno del debito pubblico (altro fatto di cui non sono responsabili i nuovi nati) che ci sta tirando tutti a fondo. E' una situazione molto difficile, e lo è ancor più quando si passa dal quadro d'insieme al dettaglio perchè nessuno si sente né responsabile né tanto meno portatore di un grande o piccolo privilegio. E tutti hanno persino ragione a reagire così se la nostra società è priva di un qualsiasi esempio. Se persino i nostri parlamentari, il cuore del nostro sistema democratico, di cui conosciamo tutte le prebende e contorni, non ritengono che il loro trattamento sia un privilegio incompatibile con le necessità finanziarie e soprattutto etiche del nostro Paese, quale altro cittadino dovrebbe accettare un anche minimo cambiamento . Giù giù fino all'ultimo rivolo la risposta è sempre la stessa: “Non guardate noi, non siamo dei privilegiati, altri lo sono molto di più, rispettiamo la legge, e chi sei tu o chi siete voi per pontificare, avete ricevuto molto e adesso vi permettete anche di fare i moralisti. Vergogna”.

 

La reazione degli amministratori del Comune di Muggia, e immagino anche dei dipendenti, alla pubblicazione sul quotidiano locale dei risultati di gestione dell'Ente si inseriscono perfettamente in questo quadro. A ribadire la separatezza del Comune dalla vita e dai problemi dei cittadini immediatamente è scattata la difesa corporativa dell'Ente. Ai dati, alle prestazioni del personale, e alla fonte dei dati hanno pensato il Sindaco, il neo assessore al personale Valentina Parapat, e l'Assessore Decolle. “Dati fuorvianti, rispettata la legge” ha tagliato corto il Sindaco, che si era guardato bene però dal diffonderli o dallo spiegare una pressione tributaria doppia rispetto agli altri comuni, 6 milioni e mezzo dalle tasche dei muggesani anziche 3/4 milioni. E il neo assessore al personale Valentina Parapat ha chiosato “ricordo che non in tutti gli enti ci sono professionalità di tutto rispetto che restano a lavorare a volte fino a notte o che vengono a far fronte a situazioni impellenti anche il giorno di riposo” Perchè Valentina Parapat ignora il più basso numero di ore lavorate per dipendente, o il più alto numero di ore di assenza (più di 160 ore all'anno)? I dati del rapporto sono relativi all'anno 2010, anno in cui lei non aveva alcuna responsabilità, essendo stata eletta per la prima volta nel Maggio 2011. Ciononostante, di fronte ai risultati non certo esaltanti del Comune ha un suo messaggio rivolto non ai cittadini che l'hanno eletta con un grande suffragio (quasi 200 preferenze personali), ma ai dipendenti. Prende ad esempio lo spirito di servizio di alcuni per accomunarli tutti in un giudizio positivo ( la qual cosa è ingiusta nei confronti proprio di quelli che correttamente servono la comunità). Da amministratore al servizio dei cittadini a garante dei dipendenti. Una cambiamento di ruolo, quasi una mutazione genetica che colpisce, e non da oggi, la maggior parte di coloro che ricoprono un qualche incarico elettivo. Un messaggio rassicurante per chi presta la propria opera, a prescindere da come lo fa, meno per i beneficiari dei servizi. Ancora meno, e siamo nuovamente alle cause del disastro annunciato, per i nostri disastrati conti pubblici . Inoltre, ed è la cosa più grave, tace su cose degne di essere conosciute dalla gente. Come , per esempio, la storia di un congedo straordinario. Che vi raccontiamo noi.

Dall'anno 2000 abbiamo una legge, la nr. 388, molto importante. Varata per consentire a genitori di figli con gravi problemi di assentarsi dal lavoro , è oggi applicata, per intervento della Corte Costituzionale, anche al figlio convivente con la persona in situazione di grave disabilità. La durata del congedo è di due anni: in detto periodo il/la dipendente conserva l' ultimo stipendio mensile senza prestare servizio. Una buonissima legge purtroppo utilizzabile , per ragioni facilmente comprensibili, quasi solo dai dipendenti pubblici o delle grandi aziende. Nel Settembre di quest'anno una dipendente del Comune di Muggia ha richiesto, in applicazione della normativa appena riassunta, di godere di questo congedo straordinario. Nella sua domanda si è riservata (?) di definire con successive note i periodi di congedo. Ottenuto il congedo (Determine nr.1133 dd.7/10/2011 ) la dipendente ha comunicato come intende usufruire del congedo. Ogni settimana i primi tre giorni (Lunedì, Martedì, Mercoledì) sarà in congedo; il quarto giorno (Giovedì) in ferie, il quinto giorno (Venerdì) in servizio. Con questo sistema la signora spalmerà il suo congedo su ben 8 (otto) anni. Che dire. Ammesso e non concesso che sussistano i requisiti previsti dalla legge, ne parliamo poi, una prima osservazione riguarda la dedizione al lavoro, lo spirito di servizio e l'etica professionale di questa dipendente. E' evidente che per lei il Comune è unicamente la sua fonte di diritti, non certo di doveri. Un'altra osservazione riguarda chi ha concesso il congedo ( il firmatario della determine dott. Carbone, poi il superiore ( il Direttore Generale dott. Ciaccio) ridotti al ruolo di meri passacarte, molto lautamente pagati purtroppo : nulla hanno avuto da dire o occepire. Poi ci sono i ruoli dei politici che hanno saputo, in questo caso la Giunta comunale, a cominciare appunto dall'Assessore al Personale Valentina Parapat dove la dipendente presta/va servizio. Per non parlare del Sindaco. A nessuno di loro è venuto in mente di intervenire pubblicamente su questa vicenda. Eppure è evidente che il diritto sancito dalla legge viene stravolto e trasformato in un abuso. E non c'è altro mezzo di fermare un abuso “legale” se non la sanzione pubblica, per la signora in questione il dover guardare in faccia amici e conoscenti informati sul privilegio carpito. Invece silenzio. Tanto paghiamo noi. Questo congedo costringerà il Comune di Muggia, se vorrà ricoprire il ruolo, ad assumere un'altra persona . E costerà al Comune più o meno 320.000 euro (trecentoventimila!!!!). Giusto per comprendere fino in fondo l'ordine di grandezza, una sola persona in congedo costerà in 8 anni il triplo ( 3 volte tanto)di quanto il Comune spenderà di contributi per tutto l'associazionismo muggesano (società sportive, associazioni culturali, attività commerciali). Di fronte a cifre simili una maggiore attenzione da parte di tutti coloro cui compete la sorveglianza sarebbe ovviamente il minimo. Perchè, ed entriamo nel merito di questo congedo, secondo il dispositivo di legge il congedo può essere riconosciuto al figlio convivente del portatore di handicap grave. Invece, a prima vista, il genitore assistito dalla dipendente in congedo risulta essere una persona, per sua fortuna, in discreta salute. Lo si vede camminare per Muggia come e meglio di tanti altri anziani, ed ha il coniuge, convivente, in forma ancor migliore. Il beneficiario del congedo( la dipendente) deve, per la legge, essere convivente: lo sarà nei documenti. Ma, almeno fino all'uscita di questo post, non lo è di fatto. Quanti impiegati pubblici avrebbero dovuto certificare lo stato di salute del genitore, verificare la corrispondenza dei documenti allo stato reale, sorvegliare e invece si sono limitati a controllare la rispondenza delle carte ? Tanti. L'hanno fatto? Con la necessaria cura non sembra. Paghiamo noi.

Sarebbe ovviamente ingiusto sostenere che tutti i dipendenti comunali si comportano come nel caso segnalato, ma è altrettanto ingiusto, oltre che evidentemente non vero, prendere ad esempio la dedizione di alcuni (ci sono, ci sono, e ne abbiamo grande rispetto), per far intendere che sono tutti bravi, come invece lascia intendere la Parapat.

Il Comune è nostro. Noi ne eleggiamo pro tempore gli Amministratori. E' a noi, e non a chi ci lavora, che gli Amministratori devono rendere conto. La questione dei diritti e doveri dei cittadini e degli impiegati pubblici non può risolversi con i doveri solo in capo ai cittadini e l'universo dei diritti riservato allo Stato ed ai suoi dipendenti. Serve trasparenza, rispetto (non solo della forma) delle leggi, e informazione.

A proposito di informazione. Noi siamo stati la fonte dei dati, la Giunta comunale ha reagito come detto sopra ma non solo : si è anche occupata di noi. Non per elogiare il nostro impegno civile, tutt'altro. Tralasciamo le offese personali dell'assessore Decolle, che evidentemente sono , per l'esponente aclista, la risposta dovuta agli sberleffi del nostro sito. Quello è niente. Invece in maniera un po' fascista o un po' sovietica (dipende dai punti di vista, comunque sempre quelli che chiudevano i giornali, bruciavano i libri, facevano tacere i dissidenti nelle forme più varie) ha minacciato noi, la nostra Associazione e persino il nostro Gruppo d'Acquisto. “Le vostre carte sono a posto? Quanti siete? E anche le arance (sic), sono state fatturate? Si fa presto un controllo della Guardia di Finanza” L'ha fatto direttamente e parlando con membri del nostro G.A.S. : Capito l'uomo? Due sfottò ed ha già rivelato la sua vera natura. Stefano “ACLI” Decolle, stia tranquillo, è tutto fatturato. Per giunta noi non costiamo assolutamente nulla al contribuente, cosa che non si può dire del vostro lavoro.
Muggia - Italia, la verità dello spreco e del privilegio deve rimanere nascosta e negata. E i risultati si vedono.
Così, tornando alle tre giovani donne, è evidente che simili comportamenti rendono più probabile che anche i diritti di quell'unica fortunata siano cancellati anziché sia possibile estenderli a tutte e tre.
Per uscire da questo inganno collettivo abbiamo a disposizione poche armi, ma potentissime : la sobrietà individuale, il cambiamento degli stili di vita, l'etica pubblica. E dell'informazione. Noi ci proviamo.

 

 

 

 

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