Teseco addio? PDF  | Stampa |
Lunedì 04 Giugno 2012 13:04

Terminal ro ro - progettoLa raffineria Aquila ha cessato l'attività 29 anni fa. L’area, di oltre 800.000 mq, occupa una gran parte del territorio di Muggia . Dal 2006 è in corso il programma di bonifica e riqualificazione dell’area. I lavori sono della società TESECO, che ha acquisito l'area e ha il suo core business nelle bonifiche e nell’ingegneria ambientale. Da qualche mese è iniziata, prima in maniera sotterranea, poi con grande risalto pubblico, una violenta attività di critica e contrasto alla Teseco . Prima la Regione, poi anche l'Ezit , hanno posto l'accento su supposte gravi inadempienze della società pisana, interessandone anche l'autorità giudiziaria. Questa iniziativa, qualsiasi risulterà esserne l'esito, rappresenta

un colpo durissimo per l'intera provincia. Si ferma tutto , forse definitivamente, per qualche ulteriore decennio. Ci sarebbe da pensare, considerato che Regione e E.Z.I.T. sono due enti pubblici, che agiscono a tutela di noi cittadini. E' proprio così? I tempi e il modo adottati ci fanno dubitare fortemente, se non addirittura escludere, che agiscano per tutelare l'interesse pubblico.

Tempi. Intanto che cosa imputano la Regione e l'EZIT alla Teseco? Sostanzialmente il mancato rispetto dell'Accordo di Programma del 2005 . E' questo Accordo che fissa obblighi, oneri e ritorni economici della bonifica. E' firmato da Regione, EZIT, Comune di Muggia, Provincia di Trieste, e Teseco spa. L'art. 6, comma 6 dell'accordo, recita “L'avanzamento dei lavori di bonifica verrà verificato con cadenza trimestrale dal Comitato costituito ai sensi del successivo art. 7, il quale sarà altresì competente a determinare i costi di bonifica dall'atto dell'effettiva esecuzione della bonifica medesima”. Il successivo art.7 (Vigilanza) definisce “La vigilanza sul rispetto dell'Accordo di programma e il coordinamento delle azioni necessarie alla sua realizzazione è svolta da un Comitato costituito dai 5 rappresentanti delle seguenti parti: E.Z.I.T. ,Regione FVG, Comune di Muggia , Provincia di Trieste, Teseco spa. La Presidenza del Comitato sarà in capo alla Regione.” Se ne deduce che, a partire dal Dicembre 2005 è stato dovere di questo Comitato sorvegliare i lavori. In 6 anni e mezzo 26 riunioni trimestrali . Cosa dicono i verbali delle riunioni del Comitato? Non sono disponibili, e non per la solita mancanza di trasparenza, ma perchè non sono stati redatti. Nessuno li ha scritti perchè il Comitato non si è mai riunito. Meglio, non si è nemmeno costituito ! La Regione, che lo doveva presiedere, ci ha messo 5 anni(DGR 1587 dd. 4/8/2010) a nominare proprio rappresentante, nonché Presidente del Comitato, Maria Pia Turinetti, la quale comunque non ha mai promosso una riunione ufficiale. Ne consegue che la sorveglianza non è mai stata esercitata. Dove sono stati per 6 anni e mezzo Regione, EZIT, Comune di Muggia e Provincia ? L'omessa attività di cui si sono resi responsabili i nostri impiegati è forse oggetto di verifica per i provvedimenti del caso? Inutile ovviamente chiedere agli Enti interessati, non amano rispondere. Noi però vogliamo sapere, conoscere se ci sono state omissioni e responsabilità, e per questo presenteremo nei prossimi giorni un esposto alla Procura della Repubblica.

Modo. L'interesse pubblico nell'Accordo è la bonifica del sito, ed è quindi necessario fare tutto quanto ne favorisce il completamento. Risvegliatasi da più di 6 anni di torpore la Regione ha invece scelto la rotta di collisione. Non c'era, e se c'era dormiva, ma oggi denuncia. La conseguenza immediata è la sospensione di un iter amministrativo in corso presso l'Autorità Portuale promosso dalla stessa Teseco per l'autorizzazione alla realizzazione di un terminal Ro Ro sul canale navigabile.
I tempi e i modi scelti dalla Regione per la tutela dell'interesse pubblico ci fanno pensare alla famosa frase “le leggi si interpretano per gli amici, si applicano per i nemici”. In uno Stato dove vige il diritto, la sorveglianza – quando prevista per legge, norma o contratto – è una normale attività di scambio di informazioni e di collaborazione tra le parti. E si fa. In uno Stato dove non vige il diritto, borbonico o proprio feudale come il nostro, la sorveglianza, quand'anche prevista, non si esercita, quasi fosse un segno di sfiducia che non si può avere per gli amici. Quando si attiva però è sempre un'attività violenta che tende (come nel nostro caso) innanzitutto a colpevolizzare il supposto responsabile. E' lo Stato feudale, l'oppressione ai sudditi che sostituisce il rispetto dei cittadini, che segna a lutto il nostro paese anche con i continui episodi di drammatici suicidi di piccoli onesti imprenditori vessati da una macchina tritatutto. E' il becero esercizio di un potere antidemocratico attraverso burocrazie strapagate, intoccabili e irresponsabili, dimentiche di qualsiasi concetto di servizio pubblico. E' la ragione che tiene lontani dal nostro paese gli investimenti esteri (altro che art.18) che non intendono affrontare l'incertezza di leggi “interpretabili” da pubblici poteri sempre pronti a strizzare l'occhio, dove contano molto rapporti e amicizie e nulla il diritto . E' la nostra dannazione, perchè non c'è dubbio che sostituiremo questa classe politica inetta. Ma come modificare, far funzionare un simile apparato statale?

Se è difficile pensare, per le ragioni sopraesposte, che Regione ed EZIT, perseguano la tutela dell'interesse pubblico, o quantomeno è legittimo credere che stiano sbagliando completamente il modo per perseguirlo, bisognerebbe chiedersi se altre sono le ragioni di questa improvvisa attività. Perchè Teseco non incontra più l'incondizionato e incontrollato appoggio locale? Negli ultimi mesi è intervenuta una sola novità sul fronte delle aree ex Aquila. La Teseco ha messo a punto e presentato il progetto per un nuovo terminal Ro Ro sul canale navigabile (vedi foto). L'ubicazione del progetto, in fondo al Vallone di Muggia, lo rende oggettivamente incompatibile con il rigassificatore Gas Natural (anche se per noi quel rigassificatore è di per se incompatibile con quello che già esiste). La funzione del progetto sembra poi non aver incontrato il favore dell'unico grande operatore del settore presente a Trieste, la Samer Shipping, che ha tentato anche la via giudiziaria (respinta) per contrastarne la realizzazione. Nessuno può mettere in relazione l'iniziativa della Regione e dell'Ezit contro Teseco con gli interessi di Gas Natural e Samer Shipping. E non lo facciamo nemmeno noi. Il quadro però è questo.

Per quanto ci riguarda, nel caso in questione, abbiamo segnalato per tempo la necessità di attivare la sorveglianza prevista. Lo abbiamo fatto in tutti i modi possibili ai semplici cittadini. In incontri con il Comune di Muggia. Con documenti pubblicati in Rete in cui sottolineavamo “la preoccupazione della assoluta mancanza di controlli pubblici sulla attività della Teseco. E' infatti noto che la vigilanza sul rispetto di quanto previsto nell'Accordo di Programma firmato nel 2005 deve essere esercitata, ai sensi dell' art 7, da una commissione formata da rappresentanti della Regione FVG, Provincia di Trieste, Comune di Muggia , Ezit, e Teseco stessa. A distanza di quasi 4 anni la Commissione, che deve essere coordinata dalla Regione e che avrebbe dovuto verificare con cadenza trimestrale l'avanzamento dei lavori di bonifica non si è nemmeno costituita “. Con un documento consegnato al nostro Comune e protocollato il 28 Maggio 2008 in cui, ribadevamo “la validità dell'intero Accordo di programma, e segnatamente dell'Art. 7 (Vigilanza)”, e chiedevamo di “promuovere l'attivazione e la periodica attività di controllo del previsto Comitato di Vigilanza”. Quattro anni fa. Non abbiamo mai ricevuto risposta. Il Sindaco di Muggia “Sotutomi” Nesladek adesso cerca, e giustamente, di difendere Teseco. Ma è difficile rimediare agli incredibili errori che ha commesso prima. Due soprattutto. Il primo riguarda il Piano Regolatore del Porto, redatto al solo fine di inserirvi il rigassificatore. L'occasione irripetibile era data proprio dall'essere Muggia e Trieste i Comuni su cui insiste l'Autorità Portuale. Che è unica. Come unico è il Piano Regolatore. Come unico è il Comitato che la governa di cui Muggia fa parte. Il Nostro pusillanime invece, avendo in mano carte vincenti , ha preferito svendere la propria autonomia e le prerogative di Sindaco,premurandosi di spiegare al proprio consiglio comunale , tremebondo di dispiacere a Boniciolli e ai suoi sodali del PD, che non avrebbe potuto pronunciarsi su qualcosa che riguardava un ambito territoriale fuori dal proprio comune . Il suo secondo errore è stato quello, già ricordato, di non aver fatto nulla per attivare la Vigilanza sull'Accordo di Programma. Ma fa parte anche lui, a pieno titolo, di questa postdemocrazia a feudalesimo spinto, che non ascolta e deride i cittadini, cui preferisce gli amici/clienti.

La situazione è molto grave : in Italia spingere i legittimi contrasti sulla via giudiziaria significa quasi sempre portare l'oggetto del contendere su un binario morto. Ne consegue che il completamento delle bonifiche e la restituzione di un'area vitale per l'economia provinciale è a rischio.  E' quello che dobbiamo temere tutti.

 

 

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