Le finte manutenzioni del Comune di Muggia PDF  | Stampa |  E-mail
Martedì 03 Luglio 2012 20:29

 

Le manutenzioni sono, da sempre, il tallone di Achille delle Amministrazioni Pubbliche, avendo queste a disposizione risorse molto inferiori alle necessità . Criticarle è pertanto troppo facile, non politicamente corretto. Però, proprio la grande disparità tra risorse necessarie ed esigenze da soddisfare diviene lo scudo usato dagli uffici pubblici a protezione della propria insindacabile discrezionalità, usata spesso in maniera poco limpida. E' il caso del Comune di Muggia, che anzi, nel caso che segnaliamo, va persino

oltre.

 

 

Le due fotografie illustrano due luoghi della costa muggesana distanti tra loro poche centinaia di metri. In una si vede un terreno erboso falciato da poco e ben tenuto. Nell'altra si vedono alcune profonde buche nell'asfalto rotto nei pressi di una doccia. Il terreno erboso curato è all'interno del sito denominato Acquario. La doccia con l'asfalto rotto e pericoloso è in località “molo a T”. La particolarità sta nel fatto che il molo a T è frequentato giornalmente da centinaia di persone, molti anziani e bambini, la cui incolumità è messa a rischio dallo stato della pavimentazione. Il sito Acquario è invece off limits, l'accesso delle persone è vietato per il grave inquinamento del suolo. Abbiamo chiesto al responsabile del servizio comunale perchè il Comune fa eseguire lavori di manutenzione di un'area interdetta al pubblico. La risposta è stata che “si vuole evitare il degrado dell'area e lo si fa utilizzando il personale del Comune, che (sic) non costa”. Difficile da comprendere. Per chiunque sarebbe ragionevole che il poco personale comunale addetto alle manutenzioni fosse impiegato in tutte quei luoghi quotidianamente frequentati e utilizzati dai cittadini. L'elenco è lunghissimo ; può cominciare proprio dallo stato della pavimentazione del molo a T per andare alla cura dei giardini, agli sfalci e alle riparazione delle buche. Il Comune sceglie invece di mantenere in buono stato il terrapieno di Acquario, e non riusciamo a trovare alcuna giustificazione a questo sperpero di risorse. Un sospetto però l'abbiamo, e cioè che continui la campagna elettorale , quella che al motto “riprendiamoci la costa” ha promesso il recupero a tempi brevi di Acquario. E che il mantenerlo in buono stato apparente abbia il solo scopo di nascondere ai muggesani che oggi è appena in corso di esecuzione il progetto per la bonifica di quell'area, cui dovrà seguire la bonifica vera e propria. L'area rimane interdetta. Ciò che ci è stato venduto come il recupero di Acquario è una sorta di quinta teatrale (costataci finora la modica cifra di 500.000 euro) che il Comune continua a pitturare sperando non si capisca che è finto. E intanto trascura le manutenzioni vere e ci propina la cura dell'immagine al posto del servizio ai cittadini.

 

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