Rifiuti, un appalto da non prolungare PDF  | Stampa |  E-mail
Domenica 21 Ottobre 2012 00:00

E' da poco terminata la distribuzione delle bollette Equitalia relativa alla TARSU, la tassa che paghiamo per il servizio rifiuti. Un servizio già caro diventerà carissimo visto che, con tutta probabilità dal 1 Gennaio prossimo avremo anche il peso di una sovrattassa prevista per quei comuni, come Muggia, che non raggiungono il 65% di raccolta differenziata. Già ora il servizio ci costa qualcosa come 2 milioni di euro (per circa 6.000 utenti del comune di Muggia). Una bella cifra che esce dalle tasche sempre meno capienti di noi cittadini, e che dovrebbe sollecitare l'attenzione dei nostri amministratori. Soprattutto adesso che è in

scadenza l'appalto triennale di gestione del servizio. Con un nuovo appalto potremmo mettere mano all'indecorosa situazione del Centro Storico, dove la gente è disperata per gli odori mefitici provenienti dai cassonetti : non sono pochi coloro che devono sprangare porte e finestre in piena estate per sopravvivere. Sempre con un nuovo appalto potremmo incentivare la R.D. di coloro i quali hanno un piccolo spazio esterno all'abitazione dove poter compostare i loro rifiuti organici. Ad Acerra, comune del napoletano tristemente famoso per rifiuti e inceneritore, la raccolta differenziata è passata dal 10% al 62% in 12 mesi proprio attraverso il meccanismo dei premi ai cittadini virtuosi e riduzioni di tassa a chi composta il rifiuto. Questo e altro potremmo fare con un servizio diverso dall'attuale. Ma pare che alla nostra amministrazione comunale le cose vadano bene così come stanno ora. O almeno questo è quello che si capisce, perchè se si intendono cambiare le modalità del Servizio sarebbe già il tempo per iniziare le procedure per una nuova gara . Invece silenzio, non si muove nulla. Cattivo segno, non certo aria di cambiamenti. Noi pensiamo invece che si debba cambiare il Servizio indicendo una nuova gara, sulla quale i cittadini devono essere chiamati a dare il loro contributo. Si chiama democrazia. Per questo iniziamo una campagna sul Servizio Rifiuti : di informazione ai cittadini e di sollecito agli amministratori. Cominciamo con una lettera al Comune.

Spettabile
Comune di Muggia
Piazza G. Marconi 1
Muggia

Oggetto : servizio raccolta e trasporto a smaltimento rifiuti urbani

Il Servizio per la raccolta e smaltimento rifiuti in Comune di Muggia è stato affidato, mediante gara europea, alla Italspurghi Ecologia s.r.l. , nel mese di Marzo 2010. Il Capitolato Speciale d'appalto prevede all'art.2 una durata di 3 anni, dal 01.03.2010 al 28.02.2013 ,con opzione di rinnovo per ulteriori due anni e quindi fino alla data del 28.02.2015.

La scadenza del triennio è ormai prossima e l'amministrazione comunale sembra intenzionata a concedere il rinnovo di ulteriori due anni. E' una scelta amministrativa incomprensibile per innumerevoli ragioni, riconducibili a due principali argomenti :

1 – l'appalto è figlio di un capitolato gravemente carente di cui è bene liberarsi il prima possibile;
2 – l'esercizio dell'opzione di proroga è immotivato.

1 – Capitolato Speciale d'Appalto

Un appalto comunale deve sempre porsi gli obiettivi di efficacia,efficienza ed economicità imposti dalla legge. Rispondere a questi obiettivi nella raccolta dei rifiuti urbani significa fare il massimo di raccolta differenziata al minor costo possibile. Il Comune di Muggia non ha raggiunto, attraverso questo appalto, alcuno degli obiettivi in esso contenuti. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, con il sistema ideato - cassonetti stradali di prossimità con cassonetti dell'umido con la chiave- siamo poco sopra il 40% di r.d. e dovremmo essere al 65%. Per quanto riguarda i costi, questi sono molto alti e costantemente in aumento, essendo clamorosamente sbagliato il criterio di ripartizione dei costi , incentivi e penali complessivi del servizio .

Nel nostro contratto si sono infatti combinati quattro elementi :  
-  i costi di smaltimento delle frazioni differenziate a carico esclusivo del Gestore ;
- i premi (rimborsi in euro) previsti dai Consorzi di filiera per ogni tonnellata di rifiuto differenziato a beneficio del Comune;
- le penali per il mancato raggiungimento degli obiettivi di r.d. ( irrisorie) ovviamente a carico del Gestore;
- i costi di incenerimento dell'indifferenziato a totale carico del Comune.

Il punto 2. è un errore.
Il punto 4. è un errore madornale che ha compromesso il buon andamento del servizio .

Perchè è così grave e come si è realizzato un errore così ? E' stato drammaticamente semplice. La gara pensata dagli uffici comunali non era un gran chè , ma il meccanismo ideato era perlomeno logico. La proposta degli uffici venne purtroppo modificata, prima di essere messa a gara, dalla Giunta comunale, la quale ritenne che l'incenerimento rifiuti, previsto a carico del Gestore, andasse pagato direttamente dal Comune. Cosa sarebbe successo se il costo dell'incenerimento fosse rimasto a carico del Gestore del servizio? E' presto detto.
Consideriamo le nostre 20.000 tonnellate /anno di rifiuti: in questa provincia o si differenziano o si bruciano. E l'incenerimento non conviene: costa più di 140 euro/ ton, il costo di smaltimento rifiuti più alto. Costa molto di più, ad esempio, che smaltire la frazione organica. Ma se l'incenerimento non lo paga il Gestore, ma il Comune stesso, l'effetto è assurdo, come il nostro appalto. Il Gestore che organizza un buon servizio di raccolta differenziata – significa più addetti e maggiori frequenze di svuotamento contenitori- avrà maggiori costi di esercizio dipendenti), pagherà lo smaltimento di maggiori quantità di r.d., nessun beneficio né in premi dai consorzi di filiera ( previsti a vantaggio del Comune) , né in minor costo di incenerimento dell'indifferenziato (di cui beneficerà il Comune). Invece, se il Gestore non organizza un buon servizio di r.d. - significa meno addetti e minor frequenza di svuotamento – avrà i benefici dei minori costi industriali e piccolissime penali. Le inadempienze del Gestore le pagherà il Comune, il quale introiterà premi CONAI inferiori e, soprattutto, avrà costi di incenerimento maggiori. Tradotto : il Gestore del servizio ha margini operativi di guadagno molto più alti se differenzia meno rifiuti. Dovrebbe essere esattamente il contrario! A pagare è il Comune, cioè noi. Per questo lo scorporo del costo dell'inceneritore di Via Errera dagli oneri a carico del Gestore deciso dalla Giunta ha aperto le porte al disastro.

Quanto appena illustrato relativamente agli errori in sede di bando di gara non è solo una nostra opinione.
Ci sono innanzi tutto i fatti : quello che si è verificato è esattamente quello che si paventava potesse succedere. Il Gestore non ha organizzato la raccolta differenziata della frazione umida , se non in minima parte, poco più del 10% della frazione. Non ha nemmeno posizionato i cassonetti prescritti in appalto. Così facendo a Muggia appena oggi, e con grande fatica, si stanno differenziando circa 200 Ton/anno di umido su un totale di 2.000 ton. Ovviamente il Gestore é incorso nelle penali di contratto: Italspurghi pagherà in tutto 30.000 Euro (5.000 per il 2010, 10.000 per il 2011 e 15.000 per il 2012 ). Ampiamente compensate dal minor costo di servizio attuato. E l'umido non differenziato, per tre anni diciamo 5.400 tons, sono andate all'incenerimento e sono costate al Comune (cioè a noi tutti) qualcosa come 800.000 euro.

Ci sono poi gli atti, da cui si evince che sia l'attuale gestore che l'amministrazione comunale erano e sono consapevoli degli errori di gara.

Il gestore, la Italspurghi s.r.l., se n'è accorto subito, proprio già in sede di gara. Ne ha persino fatto oggetto di ricorso al T.A.R. , con cui ha richiesto l'annullamento del bando di gara perchè, afferma nel ricorso, “il criterio di ripartizione dei costi fra Comune (incenerimento) e Appaltatore (costi di smaltimento della differenziata) può essere foriero di gravi irregolarità nella gestione dell’appalto in quanto potrebbe indurre la Società appaltatrice a trasformare rifiuti riciclabili (il cui costo è a suo carico) in rifiuti da inviare all’inceneritore (a carico del Comune).” Il ricorrente ha poi vinto la gara ed ha ovviamente rinunciato al ricorso di cui però restano assolutamente valide le motivazioni.
Il Comune di Muggia, da noi sollecitato ad annullare la gara, ha invece tentato di modificare in corso d'opera l'appalto, chiedendo alla Regione FVG l'autorizzazione di potervi inserire il costo di incenerimento (tornando così alla versione originale). La Regione ha però rifiutato il permesso di modifica dell'appalto.

Quindi anche gli atti ufficiali dimostrano che i contraenti dell'appalto, Comune di Muggia e Italspurghi Ecologia s.r.l., sono i primi a sapere che l'appalto è sbagliato, foriero di possibili gravi comportamenti, e che l'appalto non è modificabile .
Perchè allora prorogarlo?

2 – Opzione di proroga.

Come abbiamo visto visto l'art. 2 del Capitolato Speciale d'appalto prevede una durata di 3 anni, dal 01.03.2010 al 28.02.2013 ,con opzione di rinnovo per ulteriori due anni e quindi fino alla data del 28.02.2015.

Quando è lecito per l'amministrazione comunale esercitare l'opzione di proroga ? Può ritenersi sufficiente che la proroga, o rinnovo programmato, sia espressamente previsto dal Capitolato e risponda all'art.29 D.lgs 163/2006, come nel nostro caso? O ci sono altri obblighi?

Sono domande importanti. Intanto è sicuramente lecito pensare che la proroga non possa ritenersi automatica, altrimenti, anziché di una durata di 3 + 2 anni si sarebbe direttamente potuto prevedere una durata di 5 anni. Inoltre, appare necessario e conforme allo spirito delle norme che regolano gli appalti pubblici, verificare la sussistenza di ragioni di convenienza e di pubblico interesse, anche attraverso l'analisi dei risultati conseguiti negli anni di gestione .

E come sta andando l'appalto? Ad oggi si può dire che le cose stanno così :

Il Gestore non ha adempiuto a una serie importante di obblighi contrattuali:
non ha posizionato il numero minimo di contenitori previsto (art.7) ;
non ha posizionato i cassonetti con chiave di chiusura a gravità di colore marrone per la raccolta della frazione organica degli edifici plurifamiliari;
non ha ottemperato a tempi e modalità della “Raccolta porta a porta della frazione organica (umido) “ (art 9) .

Il Gestore non ha conseguito nessuno degli obiettivi contrattuali di raccolta differenziata previsti :
il 42% entro il 31.12 2010;
il 53% entro il 31.12.2011;
il 65% entro il 31.12.2012 , come previsto dalla legge e dall' Articolo 1 dell'appalto.

Anche a causa di queste performance negative il costo complessivo del servizio è costantemente aumentato nel corso della gestione.
Di fronte a questi risultati perchè prorogare il contratto?

3 - Argomenti del Comune di Muggia a favore della proroga.

Abbiamo succintamente visto come stanno le cose.

L'appalto non funziona perchè sono state mal ideate le modalità di raccolta e stravolti dalla Giunta le ripartizioni dei costi. Il Gestore, anche a causa di queste negative condizioni operative, ha fallito gli obiettivi contrattuali.

Ciononostante l'amministrazione comunale sembra intenzionata a prorogare il contratto. Diciamo sembra perchè non ci sono prese di posizione ufficiali, ma, più semplicemente, una serie di segnali. Il primo, e forse il più importante ,è il fatto che nulla si muove sul fronte comunale. Per assegnare l'appalto a Marzo del prossimo anno avrebbe già dovuto essere pubblicato in Settembre (come avvenne tre anni fa) l'avviso di gara. Né dagli uffici, né tanto meno dalla Giunta per il tramite dell'assessore competente, giungono notizie in tal senso. Nulla viene avanti nemmeno sul fronte progettuale. Eppure sarebbe facile : basterebbe copiare da uno dei più di mille comuni italiani che superano il 65% di raccolta differenziata. Buttare uno sguardo oltre l'Ospo e vedere come si fa, anche in brevissimo tempo, a fare grandi risultati. Come ha fatto per esempio Acerra (Napoli). Il tanto vituperato comune del napoletano è passato in 12 mesi dal 10 al 62% di raccolta differenziata grazie a un porta a porta spinto, all'eliminazione dei cassonetti, e a un Centro raccolta tecnologico, introducendo sgravi di tariffa (chi butta meno, paga meno)e incentivi (premi in euro)alla raccolta di carta cartone , plastica e vetro.

Il secondo segnale ci giunge da una serie di piccoli eventi dell'ultimo periodo. Un'assemblea pubblica (cosa che non accadeva da 3 anni sull'argomento rifiuti) in cui è stato presentato un sondaggio da cui emergerebbe la soddisfazione dei cittadini nei confronti del servizio. Un paio di piccole iniziative annunciate dal Gestore Italspurghi, cosa anche questa senza precedenti. Sembra poco o nulla rispetto al quadro complessivo . Eppure l'assessore Fabio Longo in assemblea è sembrato sostenere 2 cose . Per quanto riguarda questi 3 anni, i cittadini sono soddisfatti del servizio (vedi sondaggio).Per quanto riguarda il futuro prossimo, importanti novità porranno rimedio alle cose che non hanno funzionato. La possibile proroga dell'appalto sembra quindi basarsi su queste esili gambe : il sondaggio, che promuove il servizio attuale, e le novità future. Parliamo allora del sondaggio e delle novità.

Il sondaggio.
Circa 500 cittadini hanno risposto ad un questionario distribuito nell'estate del 2011. Ai cittadini non è stata fornita alcuna informazione sui loro diritti, sull'appalto in corso, sull'ammontare delle tasse pagate. Nessun parametro di riferimento (costo del servizio rispetto ad altri, risultati raggiunti, ecc. ). In queste condizioni l'unico confronto che hanno potuto fare è stato con quello che vedono quasi ogni giorno in televisione : comuni sommersi dalle immondizie, situazioni sanitarie pericolosissime. E si sono sentiti moderatamente soddisfatti. Ma si riferivano al pericolo scampato, non certo al buon andamento del nostro servizio e del nostro contratto di cui non sono stati informati di nulla.

Le novità.
L'altro argomento sono le novità che verranno introdotte. Diciamo chiaro e forte: ben vengano. Però, le novità di cui si sente parlare, e altre che magari ancora devono essere pensate, oltre a dimostrare una volta di più che è necessario un nuovo modello di servizio, non si possono inserire nel contratto in essere. L'appalto pubblico ha regole precise. E quando non funziona, purtroppo, chi ha sbagliato paga. Le modifiche non sono ammesse (vedi la modifica, richiesta, e non concessa, dalla Regione). A scadenza si rimedia con un nuovo appalto.

L'unica strada percorribile è quella di un nuovo appalto .

Il Comune di Muggia vuole scambiare i risultati di un sondaggio con i risultati ufficiali dell'appalto e i dati di costo che gravano sulle nostre tasche? Vuole veramente introdurre novità in un appalto che non le contempla?

Noi confidiamo che ciò non accada. E chiediamo che siano avviate da subito le procedure per l'indizione di una nuova gara di appalto.

Se, come ci auguriamo, per definire le modalità del nuovo servizio verranno interpellati i diretti interessati, cioè i cittadini, noi faremo molto volentieri la nostra parte.

Distinti saluti.

Associazione Impronta Muggia

Muggia 22 Ottobre 2012



 

 

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