SCANDALO RIFIUTI. REGALO MILIONARIO AL GESTORE . NON EFFETTUA IL SERVIZIO EPPURE OTTIENE IL RINNOVO DEL CONTRATTO PDF  | Stampa |  E-mail
Lunedì 10 Giugno 2013 21:44

A questo punto saranno la Magistratura e la Corte dei Conti – se lo vorranno – a verificare se questa è una storia di malaffare o di indicibile incompetenza. Una cosa è comunque certa. Da anni stiamo pagando un servizio che non viene effettuato, e chi è preposto alla sorveglianza e controllo (il Comune) non solo non interviene, ma avvalla quanto succede concedendo addirittura il rinnovo del contratto. I fatti.

Siamo alla fine del 2009. Il Comune di

Muggia indice la gara d'appalto per il Servizio rifiuti. Qualcosa non funziona nel bando. I primi ad accorgersene sono gli uffici di una ditta che partecipa alla gara, l'Italspurghi s.r.l. .Temono, e ne fanno oggetto del ricorso che inoltrano al Tribunale Amministrativo Regionale, che i meccanismi dell'appalto siano forieri di gravi irregolarità nella gestione dell’appalto. Anche secondo noi le osservazioni della Italspurghi sono corrette e a nostra volta scriviamo e incontriamo il Comune per suggerire l'annullamento della gara. Il Comune, al solito, fa spallucce non ammettendo l'errore. La gara si fa : la vince proprio l'Italspurghi s.r.l.. Ovviamente, con il contratto in tasca, Italspurghi rinuncia al ricorso, ma non solo. Fa di più. Non resiste alla tentazione di sfruttare appieno gli errori del bando di gara , proprio quelli che aveva segnalato nel suo ricorso al T.A.R. .Dovrebbe posizionare per la raccolta dell'organico “cassonetti di prossimità con chiavi di gravità” , ed effettuare una raccolta porta a porta 3 volte alla settimana. Lo prevede il contratto. Molto semplicemente non lo fa ; non organizza nei tempi e nei modi previsti dal Capitolato la raccolta . Sa bene che così facendo incorrerà nelle penali. Ma è proprio qui l'inghippo, il primo punto debole della gara. La penale è di importo ridicolo ,dai 5 mila euro del primo anno ai 15 mila del terzo, mentre il risparmio è enormemente maggiore. La frazione organica è quella più onerosa da raccogliere. Il costo che i comuni della regione debbono sostenere per questa raccolta sono conosciuti, perchè sono nel Piano Regionale dei Rifiuti : il dato medio è di 300 euro a tonnellata. E qui a Muggia Italspurghi ne dovrebbe raccogliere quasi 2400 di tonnellate, e invece ne raccoglie, solo per gettare un po' di fumo negli occhi , circa un 10%, 200/300 ton. . Per le 2.000 tonnellate che lascia sul terreno ,tra personale, mezzi e costi d'esercizio Italspurghi risparmia non meno di 150 euro per tonnellata , 300.000 (trecentomila!) euro all'anno, probabilmente di più. In cinque anni fanno 1.500.000 (unmilionecinquecentomila) euro: tutti soldi nostri, sono una media di 250 euro a famiglia di spesa extra, non dovuta. Può ben pagare una penale di 15.000 euro per anno. La Italspurghi ovviamente, detratta la summenzionata ridicola penale, incassa tutto l'importo previsto dal contratto, come se stesse svolgendo l'intero servizio. Il Comune a sua volta non reclama, non scrive , non intima alcunchè alla Italspurghi. Applica ai cittadini la tassa intera, come se il servizio ci fosse. E noi paghiamo, attraverso la TARSU che copre il 99% dei costi del servizio.

Oltre al danno la beffa. La frazione organica che l'Italspurghi non differenzia prende la strada dell'inceneritore. I costi dell'inceneritore, seconda e decisiva perla della gara, li paga il Comune, cioè sempre noi cittadini. E' un disastro , un prelievo dalle nostre tasche di proporzioni incredibili. Ma il Comune non fa nulla , o quasi. Il Servizio rifiuti, responsabile di quanto è accaduto, si rende conto di cosa ha malaccortamente redatto e avvallato. Dovrebbe spingere Italspurghi al rispetto del contratto (almeno per la parte in cui il Gestore è inadempiente, la raccolta dell'organico)e, in caso di reiterata inadempienza, potrebbe sciogliere il contratto stesso. Invece cerca di modificare le condizioni del contratto, cosa che la legge espressamente proibisce. Per l'imperizia del Servizio (per carità di Patria non parliamo della Giunta, è come sparare sulla Croce Rossa) il contratto va avanti così, per tre anni , durante i quali protestiamo solo noi . Tre lunghi anni: dal 1 Aprile 2010 al 31 Marzo 2013.

Finalmente arriva la scadenza del contratto , e qui accade l'incredibile: il contratto viene prorogato fino al 31 Marzo 2015. Come è possibile? La Italspurghi s.r.l. ( non sappiamo se ha santi in Paradiso ma molti amici nel Comune di Muggia sicuramente si) porta a compimento una trattativa geniale, almeno per la Ditta. Offre al Comune un piccolo sconto su quanto il Comune paga per l' incenerimento dei rifiuti, a patto che il Comune affidi alla stessa Italspurghi la gestione del rifiuto secco residuo indirizzato all'incenerimento , per farne un secondo trattamento, assieme agli incentivi dei Consorzi di filiera. Il Comune accetta la proposta e concede il rinnovo del contratto. Dal 1 Aprile 2013 la quota differenziata non va più direttamente all'incenerimento, ma ad un impianto di trattamento (separazione) di Via Pietraferrata di cui è comproprietaria la stessa Italspurghi.

Per questa trattamento aggiuntivo (che, va ricordato, non modifica le nostre percentuali di raccolta differenziata) il Comune (cioè noi) pagherà alla Italspurghi ulteriori 397.000 all'anno più i premi dei Consorzi. Il colpo di genio della Italspurghi s.r.l. qual'è? E' sotto gli occhi, ed è straordinario. La Italspurghi ha un Capitolato Speciale d'Appalto firmato nel 2010 per fare la raccolta differenziata in un certo modo. Non la fa , e non solo non ne paga le conseguenze, ma si procura un secondo contratto in cui deve separare bene “dopo” lo stesso rifiuto che non ha separato bene “prima”.

Teniamo conto che dietro ai rifiuti ci sono sempre un sacco di soldi, i nostri. A Muggia il Servizio vale 1.800.000 euro all'anno. E' una buonissima ragione per cercare di diradare la nebbia, non fitta, che avvolge questo meccanismo. Speriamo lo vogliano fare i Magistrati.

 

 

Ecc.ma PROCURA REGIONALE

DELLA CORTE DEI CONTI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

ESPOSTO-DENUNCIA




PREMESSO CHE

- Il servizio di raccolta e trasporto a smaltimento dei rifiuti del Comune di Muggia è stato posto a gara con bando pubblicato sulla G.U. della U.E. in data 19/11/2009;
- con Determinazione n.466 dd 31.03.2010 Il Servizio è stato appaltato dal Comune di Muggia alla Ditta Italspurghi Ecologia s.r.l. , con sede a San Dorligo della Valle in via Ressel n.2;
- la durata del servizio (art.2 del Capitolato Speciale d'Appalto)era prevista dal 1/3/2010 al 28/02/2013, con opzione di rinnovo programmato per ulteriori 2 anni e quindi fino alla data del 28/2/2015;
- con Determinazione nr. 317 dd.29/03/2013 Il Comune di Muggia ha dato corso al rinnovo programmato per il periodo contrattualmente previsto dal 01/04/2013 al 31/03/2015

SI OSSERVA

  • I limiti entri i quali un contratto d'appalto di servizi pubblici può essere prorogato o rinnovato sono molto stretti , anche quando il contratto preveda l'opzione di rinnovo.

  • Il rinnovo posto in essere dal Comune di Muggia si fonda sull' art.57 c.5 lett. a) D.Lgs 163/2006 . La norma dice che “ nei contratti pubblici relativi a servizi, la procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara è consentita per i servizi complementari, non compresi nel progetto iniziale né nel contratto iniziale divenuti necessari all'esecuzione del servizio oggetto del contratto iniziale a seguito di una circostanza imprevista “. Non c'è evidenza in atti e nei fatti della circostanza imprevista necessaria per l'applicazione della norma richiamata;

  • Il contratto per servizi aggiuntivi ha per oggetto (art.1) “la gestione della frazione indifferenziata dei solidi urbani ed assimilati prodotti nel territorio del Comune di Muggia” , e la Italspurghi s.r.l viene remunerata per una seconda lavorazione del rifiuto tal quale , la frazione di rifiuti che la stessa Italspurghi s.r.l. dovrebbe invece raccogliere in maniera differenziata;

  • L'art. 4 del contratto per servizi aggiuntivi modifica il contratto originale con la delega alla Italspurghi s.r.l della gestione complessiva dei consorzi di filiera. Ulteriormente modifica il contratto d'appalto generale poiché prevede a carico della Amministrazione comunale oneri annuali predeterminati, senza alcun legame di calcolo con la percentuale di raccolta differenziata realizzata che sono alla base del Capitolato d'Appalto. In tal modo si contravviene a quanto disposto da tutta la normativa europea e nazionale sul rifiuti , la quale si articola attorno al principio “più butti più paghi”. Inoltre il danno per i cittadini è rilevantissimo: con il contratto di servizio aggiuntivo è il gestore Italspurghi s.r.l. anziché il cittadino a beneficiare di una eventuale maggiore percentuale di raccolta differenziata.

CONSIDERATO CHE

  • il Capitolato Speciale d'Appalto fa propri gli obiettivi di legge : 65% di raccolta differenziata entro il 31 Dicembre 2012, e prevede la separazione della frazione umida (lo scarto del cibo) ;

  • nei 3 anni di gestione della Italspurghi s.r.l. la raccolta differenziata ha raggiunto il 29,57% nel 2010, il 34,86% nel 2011 e il 38,89% nel 2012 , a fronte di un obbligo contrattuale del 42% per il 2010, del 53% per il 2011 e del 65% per il 2012;

  • la percentuale di raccolta differenziata è stata sempre di gran lunga inferiore agli obiettivi contrattuali soprattutto perchè non è stata effettuata per tutte le utenze la raccolta differenziata della frazione organica(l'umido residuo del cibo);

  • la raccolta differenziata della frazione organica (ART. 9 secondo comma) doveva essere obbligatoriamente attivata dell’Appaltatore su tutto il territorio comunale per le utenze domestiche entro il 31.12.2010;

  • la raccolta differenziata della frazione organica rappresenta sempre la parte di servizio più onerosa;

  • la frazione organica non è stata raccolta in maniera differenziata poiché il gestore ha contravvenuto quanto disposto nel Capitolato Speciale d'Appalto dagli articoli :
    8 – Raccolta e trasporto dei rifiuti differenziati - n.150 cassonetti da 240 litri con chiave di
    chiusura a gravità di colore marrone per la raccolta della frazione organica degli edifici
    plurifamiliari
    GLI STESSI NON SONO STATI POSIZIONATI

    8.1 Modalità e frequenza di svuotamento

· frazione organica (umido): giornaliera per gli esercizi commerciali e per le altre utenze
non residenziali.
Tre volte la settimana per tutte le utenze residenziali NON EFFETTUATA

b) raccolta dei rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata ; NON EFFETTUATA

d) manutenzione a bisogno e lavaggio dei cassonetti da 240 litri per la raccolta della frazione organica con la seguente frequenza: NON EFFETTUATA

ART. 9 – Raccolta porta a porta della frazione organica (umido)

· alle circa 5.200 famiglie residenti in case plurifamiliari che usufruiranno dei

cassonetti di prossimità” la relativa chiave di apertura; NON EFFETTUATA

· ai proprietari-conduttori degli edifici plurifamiliari circa 150 cassonetti di
prossimità
forniti di chiusura a gravità da 240 litri di colore marrone;
NON EFFETTUATA

 

  • il gestore Italspurghi s.r.l. ,per un periodo non inferiore a 27 mesi (dal 1/1/2011 al 31/3/2013 ) , ha avuto minori costi di esercizio per personale, mezzi e consumi non avendo effettuato la raccolta differenziata della frazione organica ;

  • il gestore Italspurghi s.r.l. , sempre per non aver raccolto in maniera differenziata le quote contrattualmente previste di frazione umida, ha altresì avuto meno oneri di smaltimento in quanto il Capitolato Speciale d'Appalto li prevede a carico del gestore;

  • quanto non speso dal gestore Italspurghi s.r.l per personale, mezzi, costi di funzionamento, conferimento frazione organica è presumibilmente prossimo ai 150-200.000 euro anno, 500-600.000 euro totali. Il dato è una stima calcolata per difetto avvalendosi del metodo di calcolo e dei dati esposti dallo strumento di riferimento , che è il PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI (approvato con decreto del Presidente della Regione n° 0278/Pres di data 31/12/2012) . Nel Piano Regionale, al punto 4.7.8 Costi di gestione in funzione della tipologia raccolta , si analizzano i costi della frazione di cui Italspurghi non ha organizzato la raccolta secondo quanto previsto dal CSA, la frazione organica umida. Per la Frazione organica umida (a pag.201 del Piano) , si dice che “Il campione considerato per l’analisi dei costi di gestione della frazione organica umida, di cui al codice CER 200108, è costituito da 96 comuni, che corrispondono al 32,66% della popolazione regionale. Il costo minimo per tonnellata è risultato pari a 25,80 €, sostenuto dal Comune di Aquileia, mentre il costo massimo è risultato pari a 1.135,22 €, sostenuto dal Comune di Grado. Il costo medio per tonnellata si attesta su 321 €, ma più significativo è il valore mediano di circa 299 € , poiché, come evidenziato in figura 4.174, circa un terzo dei comuni ha sostenuto costi per tonnellata compresi tra 200 e 300 €. Nel complesso, il 72% circa dei comuni considerati ha indicato un costo compreso tra 200 e 500 €. a tonnellata. “ La nostra quantificazione è di 75-100 euro/ton , che - considerato che la frazione organica di Muggia è di circa 2400 ton e ne vengono raccolte meno di 300 - fanno i 150-200.000 euro di costi non sostenuti dalla Italspurghi s.r.l. per la raccolta delle restanti 2.000 ton.

  • il mancato raggiungimento delle quote di raccolta differenziata previste dal Capitolato ha posto a carico del Comune gli oneri di incenerimento conseguenti, per più di 580.000,00 euro nei tre anni di appalto ;

  • il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, come risulta dalla delibera del Consiglio Comunale n.13 dd. 26/04/2013 , è finanziato per il 98,92% dalle tariffe a cittadini e imprese, e che dette tariffe sono state calcolate per compensare un servizio che non è stato effettuato.

OSSERVATO INOLTRE CHE

  • la situazione che si è determinata è dovuta anche a un Capitolato Speciale d'Appalto gravemente carente . Nel Capitolato si sono infatti combinati quattro elementi : i costi di smaltimento delle frazioni differenziate a carico esclusivo del Gestore ; i premi (rimborsi in euro) previsti dai Consorzi di filiera per ogni tonnellata di rifiuto differenziato a beneficio del Comune; le penali per il mancato raggiungimento degli obiettivi di r.d. a carico del Gestore irrisorie; i costi di incenerimento dell'indifferenziato a totale carico del Comune.

  • L'insieme di queste 4 disposizioni dell'appalto fa sì che se il Gestore non organizza un buon servizio di r.d. - significa usare meno addetti e minor frequenza di svuotamento – ha i benefici dei minori costi industriali a fronte di penali irrisorie : a) penale per mancato raggiungimento del 42% di Raccolta Differenziata per l’anno 2010: € 5.000,00; b) penale per mancato raggiungimento del 53% di Raccolta Differenziata per l’anno 2011:€ 10.000,00; c) penale per mancato raggiungimento del 65% di Raccolta Differenziata per l’anno 2012: € 15.000,00; d) penale per il mancato raggiungimento/mantenimento del 65% di Raccolta Differenziata per l’anno 2013 e 2014: € 15.000,00

  • Le inadempienze del Gestore le paga il Comune, il quale ha costi di incenerimento maggiori. In sintesi il Gestore del servizio ha margini operativi di guadagno molto più alti se differenzia meno rifiuti, mentre dovrebbe essere esattamente il contrario.

  • Quanto appena illustrato è relativo agli errori in sede di bando di gara , che la scrivente associazione ha in più occasioni e con vari atti denunciato .

  • Dagli atti si evince come anche l'attuale gestore e l'amministrazione comunale fossero e sono consapevoli degli errori del bando. Il gestore, la Italspurghi s.r.l., se ne accorse subito, proprio già in sede di gara. Si rivolse al T.A.R. per chiedere l'annullamento del bando di gara perchè “il criterio di ripartizione dei costi fra Comune (incenerimento) e Appaltatore (costi di smaltimento della differenziata) può essere foriero di gravi irregolarità nella gestione dell’appalto .” Il ricorrente ha poi vinto la gara ed ha ovviamente rinunciato al ricorso di cui però restano assolutamente valide le motivazioni.
    Il Comune di Muggia ha invece tentato di modificare in corso d'opera l'appalto, chiedendo alla Regione FVG l'autorizzazione di potervi inserire il costo di incenerimento . La Regione ha però rifiutato il permesso di modifica dell'appalto.

  • Gli atti dimostrano che i contraenti dell'appalto, Comune di Muggia e Italspurghi Ecologia s.r.l., sono i primi a sapere che l'appalto è sbagliato, foriero di possibili gravi comportamenti, e che l'appalto non è modificabile .

In definitiva, attestandosi su posizioni di inerzia politico-amministrativa, il Comune di Muggia , nonostante i risultati totalmente negativi del primo triennio di affidamento del servizio della raccolta dei rifiuti , ha ritenuto optare per il rinnovo del contratto, in mancanza delle condizioni di legge, trascurando scientemente anche gli obblighi istituzionali di sorveglianza di fronte a clausole contrattuali inattuate, situazione che è rovinosamente ricaduta sul bilancio pubblico ed ha conseguito oneri tariffari rincarati ed impropri a carico dei cittadini ed un danno economico alla collettività:

alla luce di quanto premesso, osservato e considerato, lo scrivente, nella sua qualità

CHIEDE


all'Autorità Contabile Competente di accertare che la procedura di rinnovo dell'appalto di gestione del servizio di raccolta dei rifiuti adottato dal Comune di Muggia non ha seguito le regole di correttezza ed i termini contrattuali ed è, in definitiva, contrario ai
principi di economicità, efficienza ed efficacia che devono guidare l'operato della Pubblica Amministrazione, nonché di accertare che, a causa di tali illeciti comportamenti, è stato creato alle Casse Pubbliche un danno erariale di rilevante entità.




 

 

 

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