TARES: TRUFFATE IMPRESE E NEGOZI PDF  | Stampa |  E-mail
Giovedì 08 Agosto 2013 12:41

Continua la campagna pubblica di disinformazione e inganno dei nostri amministratori sulla Tares nel disperato tentativo di occultare le conseguenze delle loro scelte amministrative. La più impegnata è l'assessore al Bilancio, Valentina P(onzia)arapat, assieme al Vicesindaco Laura Marzi e Stefano Decolle. Per loro, cui va dato atto che almeno ci mettono la faccia, “i margini di manovra del Comune erano e sono minimi, e comunque paghiamo molto meno di altri comuni.” Quante bugie in in una frase di sole 18 parole.

I margini di manovra sono minimi ? Ma quando mai!. Il costo è tutto

determinato dalle scelte del Comune. Se il servizio costa 10 l'aumento del 30% vale 3, se il sevizio costa 100 lo stesso aumento del 30% costa 30, dieci volte tanto. Sprechi, inefficienze e favori sono la vera base di calcolo della nostra TARES. Paghiamo meno di altri comuni? E bravi: peccato che usino sempre paragonare la nostra tassa con quella dei comuni peggiori della classe. Trieste ( e quindi Acegas) in questo caso fa molto comodo, vantando la più bassa percentuale di raccolta differenziata di tutto il Centro Nord d’Italia (14 Regioni, 40 milioni di abitanti), assieme alla seconda tariffa più alta d’Italia. E paragonarsi invece a qualcuno dei Comuni Vituosi : 80-90% di raccolta differenziata, il quadruplo di posti di lavoro (eh si, differenziare fa lavorare), tassa inferiore di un 30-50%. Il risultato sono i 2 milioni di euro di prelievo dalle tasche dei cittadini e delle imprese muggesane.

Un buon 30% di tassa (600.000 euro) lo dobbiamo all'incapacità e ai regali lobbisti di un Comune decotto.

Truffate imprese e negozi. Ecco come.
La truffa a danno di tutte le attività economiche nasce in Comune quando, chiamati ad applicare la nuova tariffa ,si devono essere molto spaventati con le prime simulazioni di quanto sarebbe costata la TARES ai singoli utenti. La soluzione è stata trovata con una originale ripartizione del costo del servizio. Con una calcolo (di stima, perché questo Comune non sa chi produce i rifiuti) si è valutato che i rifiuti a Muggia sono prodotti per il 68% dalle utenze domestiche e per il 32% da quelle non domestiche. Il miracolo, apparentemente, si è compiuto: le lamentele dei cittadini per la Tares sono limitate, quasi tutte confinate ad errori anagrafici o sul numero di persone del nucleo familiare.

E i commercianti? Beh, li le cose sono un po' diverse, ma sono pochi e poi sono soliti a lamentarsi. Se ne faranno una ragione, hanno pensato in Comune. Invece una ragione non se la fanno, non se la possono fare, e se non reagiscono muoiono. Su di loro sono stati scaricati i 600.000 euro di extra costo del servizio. Come?

I calcoli
Le utenze domestiche sono 6.042, le non domestiche 451 , per un totale di 6.493. Secondo questi numeri le utenze “non domestiche” sono il 7% del totale. E avrebbero prodotto il 32% dei rifiuti! Cioè, su un totale annuo di 8.000 tonnellate di rifiuti 13.400 persone ne avrebbero prodotte 5.440 tonnellate , le 451 attività 2560 tonnellate. Se questo fosse reale i muggesani dovrebbero divenire famosi in tutto il mondo, con giornalisti e televisioni in arrivo nel nostro comune da ogni dove per capire come siano riusciti a diventare la comunità con la più bassa produzione di rifiuti pro capite dell'intero mondo industrializzato. Solo 405 kg anno pro capite (la media italiana supera i 600 Kg), un record nemmeno sfiorato dai comuni più virtuosi in materia di rifiuti. Invece niente giornalisti e TV. La cosa teoricamente dovrebbe dispiacere al nostro sindaco, che non si occupa d'altro che di comunicazione. In questo caso però per lui è un bene. Anche il più sprovveduto giornalista (giornalista, non copiatore di comunicati stampa) ci metterebbe 2 secondi a capire l'inganno dei conti truccati. Conti che hanno portato via dalle spalle di ogni singolo cittadino dai 100 ai 200 kg di rifiuti da lui prodotti per scaricarli su quelle delle imprese. Da un minimo di 300.000 fino a un massimo di 600.000 euro pagati dai commercianti anziché dal singolo cittadino. Le medie in questo caso sono improprie però danno la dimensione della truffa: 50, 100 euro di TARES in meno pro capite per singolo cittadino, da 650 a 1.500 euro in più per singola impresa.

Noi ci siamo occupati di quel tesoretto di 300-600.000 euro ben prima della introduzione della TARES, e sappiamo che quei soldi non dovrebbero pagarli nemmeno i cittadini . Abbiamo cercato di impedire in tutti i modi che venissero regalati all'Italspurghi . Nell'autunno e nell'inverno scorso abbiamo incontrato, o cercato di incontrare, tutti, dalle forze politiche ai funzionari comunali, scongiurandoli di non rinnovare il contratto del servizio rifiuti perché gravemente svantaggioso per la nostra comunità : inascoltati e derisi.

Dimissioni
Oggi l'intera comunità è colpita da scelte amministrative avventate tanto quanto nascoste. Tutti quelli che hanno deciso, alla chetichella, il rinnovo di quel contratto rifiuti, un capestro , dovrebbero dimettersi. A cominciare dal Sindaco Nesladek, al quale qualcuno dovrebbe ricordare che amministrare non è la cura della propria immagine, staff, addetti stampa e giornalisti stipendiati bene per vendere un prodotto che non c'è.

Post Scriptum
La nostra carta etica non è contraddetta da iniziative che hanno risvolti di carattere politico locale. Definire questo Sindaco, la Giunta, e un buon numero di dirigenti comunali dannosi per la nostra comunità non sposta di una virgola il fatto che la nostra associazione è apartitica e non è schierata al fianco delle forze politiche di opposizione le quali, oltreché brillare (sic) per la loro totale assenza, sono le più strenue antagoniste di molte scelte che a noi invece stanno a cuore , dalla mobilità sostenibile alla stessa raccolta differenziata dei rifiuti . Inoltre la nostra associazione non tutela le categorie economiche o i commercianti, tra i quali non possiamo dire di contare molti amici. Questo non ci impedisce di essere in questo caso al loro fianco, intanto per un normale senso di equità ( non devono pagare costi che non sono loro ), e poi perché siamo consapevoli che se vive il commercio vive la città .

 

L'abbiamo messo in cima alle nostre idee per Muggia: difendere la qualità urbana , come cerchiamo di fare, significa anche difendere le attività commerciali locali che impediscono la morte del nostro Centro Storico .

 

 

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