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Mercoledì 02 Aprile 2014 23:11

Le jeux sont fait. Non serve? Nessuno l'ha chiesta? Magnifico, l'opera si farà. Questo è potere!

Vi siete mai chiesti come nascono le opere inutili? Chi , come e quando può aver pensato, per fare un esempio, di costruire il più grande stadio al mondo dedicato al "polo" - quella specie di hochey a cavallo - a Giarre? O la pista da bob per le Olimpiadi di Torino del 2006 – costata quasi 100 milioni - e ora abbandonata. O, per venire dalle nostre parti, il gigantesco interscalo ferroviario di Cervignano,costato quasi 500 miliardi di lire e oggi quasi deserto. I modi per riuscirci sono i più vari, dallo sfruttamento di calamità naturali, alla creazione di eventi, alla necessaria infrastrutturazione del Paese, alla dotazione di nuovi servizi o miglioramento di quelli esistenti. Qualsiasi sia l'opera, grande o piccola , utile o inutile, il grimaldello è il finanziamento. Funziona sempre così. Quando viene concesso il finanziamento i giochi sono fatti. Perchè la trappola ha

due fasi . Una prima fase è praticamente subacquea ; un'iter di preparazione di cui nessuno sa nulla , che marcia spedito senza opposizione perchè non se ne conosce nemmeno l'esistenza. Una seconda parte che scatta quando il finanziamento è assicurato. Da questo punto in poi la “pratica” può divenire di pubblico dominio, e magari attivare opposizioni . I lobbisti del cemento non corrono più alcun pericolo, perchè ai soldi (che vengono contrabbandati per) "gratis" è vietato opporsi. Se qualcuno cerca di dire che l'opera non serve o è sbagliata, o che servirebbero prima altre opere , gli verrà sicuramente risposto che la sua posizione non fà gli interessi della collettività, perchè l'opera in quanto finanziata non costerà nulla e amplierà il patrimonio pubblico, darà lavoro, nuovi servizi, e che comunque quel finanziamento può essere utilizzato solo così e non per altre opere . Voilà, le jeux sont fait. Non serve? Nessuno l'ha chiesta? Eppure l'opera si farà.
Le cose ,ovviamente, non dovrebbero mai andare così. Però, quando una comunità perde la capacità di elaborare , di rappresentare e di trasmettere le proprie istanze, assieme alla perdita della capacità di controllo, sono gli Amministratori pubblici a surrogare il potere che il cittadino non esercita. L'Amministrazione che decide per proprio conto e i cittadini estranei e indifferenti a quanto avviene, non son altro che le due facce della stessa medaglia: lo sfaldamento delle nostra comunità, il venir meno della nostra capacità di pensare in termini di Bene Comune. Nascono così le tanto vituperate opere inutili, sbagliate, mai richieste, mal progettate, dai costi spropositati: non sono solo figlie della ignoranza di chi ci amministra, ma molto di più della nostra apatia.

Detto questo, veniamo a noi. La stampa locale riporta la notizia che stiamo per arricchire il già cospicuo numero di opere inutili e sbagliate, con una Nuova Biblioteca comunale. Nata nel chiuso di un ufficio comunale, driblato ogni confronto pubblico, è ormai approdata alla fase realizzativa. Nessuna opposizione possibile, il finanziamento regionale tappa la bocca a tutti. Così Muggia, dopo essere riuscita a spendere qualche milionata per realizzare un nuovo molo e una stazione marittima in un posto dove, per l'esposizione ai venti, non è sicuro attraccare, dà una altra dimostrazione di inettitudine collettiva. Sappiamo che ciò che stiamo denunciando non servirà a nulla . Però, di fronte all'avventurismo di una Amministrazione che - senza dotare la comunità di nulla più di quanto già non ha - in questa situazione generale di gravissima crisi dà inizio a una serie di opere finanziariamente rischiosissime, è bene ribadire quale è la posta in gioco, cosa non è stato fatto che invece andava fatto, quali sono le conseguenze possibili. La posta in gioco è altissima. Il Comune di Muggia, come ogni altro Comune, ha vincoli di bilancio determinati dal Patto di stabilità. Scegliendo di realizzare quest'opera , non potrà realizzarne altre, e chissa per quanto tempo. Perchè non c'è da finanziare solo la biblioteca. Moltissime spese sono strettamente collegate alla demolizione dell'edificio dove sorgerà . Già ci sono stati :

  • l'acquisto della frazione di edificio non di proprietà comunale (bingo, hanno/abbiamo comperato 50 mq da un privato per demolirli);

  • la costruzione di una nuova mensa scolastica, la quale peserà per 9 anni sulle tasche delle famiglie muggesane attraverso un sovrapprezzo pagato su ogni pasto. Infatti, per poter realizza la nuova mensa il Comune , non avendo i 260.000 euro necessari (ricordate , le opere utili magari non hanno finanziamento e le opere inutili magari ce l'hanno), ha dovuto mettere a gara per un periodo incredibilmente lungo, 9 anni e 2 mesi, non solo il servizio ma anche la costruzione della mensa , e garantito all'aggiudicatario il rimborso di quanto investito per l'opera attraverso la maggiorazione dei prezzo dei pasti erogati.

  • il trasferimento dell'intero servizio di polizia urbana in altri uffici.

Ci sarà poi da :

  • costruire la nuova biblioteca;

  • effettuare il materiale trasferimento dall'attuale sede alla nuova;

  • ristrutturare e arredare gli spazi lasciati liberi dalla biblioteca – il primo piano del Centro Millo – per accogliere gli uffici che vi verranno trasferiti , probabilmente i lavori Pubblici attualmente in via di Trieste;

  • trasferire i Lavori Pubblici da via Trieste a Via Roma;

  • ristrutturare ? gli uffici lasciati liberi da Lavori Pubblici.

Considerando il numero di operazioni in campo – demolizioni, ristrutturazioni, arredi, trasferimenti, - considerati i costi finali delle opere pubbliche sempre notevolmente maggiori di quelli iniziali di aggiudicazione, oggi è certo che nessuno sa quanto costerà alla fine questo vorticoso giro. Sicuramente molto vicino ai 2 milioni di euro. Li abbiamo/avremo? Anche avendoli potremo spenderli, o ci ritroveremo con opere realizzate a mezzo?

Ci vuole del coraggio per fare tutto ciò? Più che coraggio serve incoscienza. L'amministrazione coraggioso serve: è quello, per esempio, che mette in sicurezza una scuola senza avere la copertura finanziaria. Agisce per il bene pubblico. Non ha tutte le carte a posto ma lo fà.

Qui non c'è niente di tutto ciò perchè, e veniamo all'opera, quanto si realizzerà è totalmente inutile. L'Amministrazione ha mentito fin dalla prima ora. Per bocca dell'assessore Loredana Rossi ci ha ripetutamente fatto sapere che la nuova biblioteca sarebbe stata molto più grande dell'esistente (il 50% di superficie in più) e che avrebbe consentito il raggiungimento o miglioramento di tutti gli standard bibliotecari, primo fra tutti quello del numero di volumi a disposizione, che sono attualmente 12.000 e che, per comuni come il nostro, dovrebbero essere 30.000. Non c'è niente di vero in quello che l'assessore ci ha raccontato. Le superfici della attuale e della nuova biblioteca sono praticamente identiche (la nuova ha 7 metri quadri in più), i metri lineari di scaffalature sono invece molti di più quelli dell'attuale biblioteca (84,70 contro 57,20 ml), così che troveranno posto nella nuova biblioteca meno libri che nell'attuale. I numeri “fantasiosi” sulle superfici e sugli standard non sono stati usati soltanto nella propaganda , ma hanno anche costituito il falso presupposto che ha dato origine al contributo regionale. I soldi regionali cioè sono stati ottenuti sulla base di uno studio di fattibilità dell'opera eseguito dagli uffici comunali non conforme a quanto si potrà realizzare. Altri dovranno valutare le responsabilità di questo modo di agire.

Noi, e lo diciamo per l'ultima volta , sappiamo solo che, per dotare la nostra comunità di una biblioteca più piccola dell'’attuale, senza ulteriore possibilità di espansione, in un luogo molto meno adatto , meno accogliente e luminoso dell’attuale, non voluto e non richiesto da nessuno, il nostro Comune ha dato inizio a una giostra che ci costerà un paio di milioni di euro, qualcosa come da due a quattro miliardi delle vecchie lire. Una follia. 

 

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