Il WWF di Trieste insegna a cacciare le balene? PDF  | Stampa |  E-mail
Sabato 05 Aprile 2014 17:50

 

Sabato 29 marzo. Sera. La moglie legge un libro in cucina. Io scrivo. Siamo a lume di candela, partecipiamo a l'Ora della Terra, la grande mobilitazione del WWF per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici. Sto scrivendo proprio al WWF, quello di Trieste. E' da un po' che lo voglio fare. C'è una attività del WWF locale che mi pare contrastare con l'intera storia dell'associazione. Proprio non mi va giù. In collaborazione con AcegasAps il WWF organizza visite guidate all'inceneritore (ops, termovalorizzatore) di Via Errera. Il servizio di visite viene così presentato : “è gratuito, dura circa un'ora e prevede un momento di formazione iniziale e un percorso all'interno dell'impianto per osservare da vicino le diverse fasi di trattamento e smaltimento dei rifiuti “. Ora, che Acegas organizzi visite all'inceneritore, ci può stare. Ma che le visite all'inceneritore siano condotte da un'associazione ambientalista sembra incredibile. E' un po' come se il WWF organizzasse visite guidate e di formazione alle baleniere

oceaniche, o corsi di caccia alle specie protette. E non lo dico io. Basta una rapida ricerca per sapere cosa il WWF pensa dell'incenerimento dei rifiuti. A cominciare dal presidente onorario e uomo simbolo, Fulco Pratesi . Pochi anni fa Pratesi scrisse una lettera dal futuro, datata 2020, al Presidente della Regione Lazio di questo tono: “Egregio Presidente, ..., nel lontano 2005, quando la discussione sui rifiuti entrò nella fase calda, ricorderà che il miraggio degli inceneritori veniva contrapposto sistematicamente al perdurare delle discariche, ma nessuno si preoccupava di spiegare che gli inceneritori non dissolvono per incanto i rifiuti, semplicemente li trasformano in gas, ceneri e fanghi (spesso nocivi) che debbono essere poi collocati da qualche parte ma che, proprio per la loro pericolosità, sono più invisi dei tradizionali rifiuti.....Fummo facili profeti nel prevedere che la presenza di un inceneritore avrebbe disincentivato la raccolta differenziata, che la produzione dei rifiuti sarebbe aumentata e che l'inceneritore avrebbe prodotto guasti che oggi la Sua Amministrazione deve affrontare.”

Per quanto riguarda le performance di quel tipo di impianti un altro documento del WWF sottolinea che “ Quando si parla di recupero energetico dall’incenerimento dei rifiuti si commette un grossolano errore sul piano scientifico. è come se uno trovasse in strada un orologio d’oro e lo cedesse ad un passante a 10.000 lire, sostenendo di aver attenuto un vantaggio economico. E' invece evidente che l'incenerimento comporta non un recupero ma un macroscopico spreco energetico; in altre parole, bruciare del materiale, significa buttar via per sempre tutta l’energia spesa per produrlo sancendo la sua prematura morte termodinamica. Allora perché qualcuno vuole bruciarli ? Perché chiunque accetterebbe un combustibile gratuito, anche se di cattiva qualità, godendo per questo di incentivi ed agevolazioni amministrative di ogni genere.

Un nostro autorevole concittadino, l'oncologo Lorenzo Tomatis, affermava deciso che “incenerire i rifiuti resta una follia”. Affermazione condivisa da tutto il WWF, o quasi. Il quasi riguarda proprio la sezione a noi più vicina. Non possiamo fare altro che sperare che questa anomalia finisca. Magari subito.

 

 

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