Cambiamenti Climatici : per cambiare tutto abbiamo bisogno d tutti. PDF  | Stampa |  E-mail
Mercoledì 17 Settembre 2014 13:51

 


 

PERCHE' A VENEZIA CI SAREMO

 

Siamo alla vigilia di un appuntamento che riteniamo di vitale importanza.

Tra meno di una settimana a New York, presso la sede delle Nazione Unite, si riuniranno i Governi di tutto il mondo. Sono stati invitati dal Segretario Generale dell'ONU Ban Ki Moon il quale la primavera scorsa – di fronte al V Rapporto dell'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), l'organismo dell'Onu sui cambiamenti climatici - ha rivolto ai leader nazionali una precisa accusa: le loro azioni “ mostrano un approccio dalla mentalità ristretta sul tema dei cambiamenti climatici e sono distratti, assai spesso, da questioni di rilevanza meramente elettorale”. Ed ha concluso: “Quando ci pentiremo, sarà

troppo tardi Come mai parole così dirette e dure? La ragione è molto semplice: il V rapporto Ipcc del Marzo scorso mostra inequivocabilmente come i cambiamenti climatici siano influenzati dalle attività umane ed essi costituiscono una minaccia crescente per la sicurezza dell'umanità.

 

I governi dovrebbero presentarsi al summit sul clima con proposte serie e concrete, che portino a raggiungere presto l'obiettivo di un sistema energetico basato, nella quasi totalità, sulle energie rinnovabili.

Noi siamo qui oggi, a Venezia, una delle 134 città costiere in pericolo di sommersione, come hanno fatto e faranno centinaia di migliaia di persone in molte città di tutto il mondo in questi giorni, per chiedere


AZIONI, ORA, NON PAROLE.

 

L'intera comunità scientifica conferma, attraverso l'IPCC, gli studi di due decenni. In questo ultimo Rapporto gli scienziati hanno usato persino un linguaggio inusualmente energico per il loro ruolo, per dirci che il riscaldamento globale è fuori controllo e che ciò costituisce la più grande minaccia mai affrontata dagli esseri umani. Gli scienziati non possono fare di più. Possiamo persino dire che il nostro sistema di allarme ha funzionato egregiamente. Adesso la questione è: stiamo per fare ciò che è necessario? La risposta finora è no!

Si prepara un'altra tornata di chiacchiere, solo chiacchiere. L'unica maniera che abbiamo per cambiare la situazione è la costruzione di un grande movimento di cittadine e cittadini. Solo così può cambiare tutto. Questa è la ragione per cui qui a Venezia, a Roma, Londra, Parigi, Amsterdam, Berlino , Berna, Atene, Sofia , Bucarest, Bogotà, Sidney, Rio de Janeiro, Lagos, Abidjan, Cairo, Bagdad… in quasi tutte le capitali del mondo, in ogni continente, tantissimi stanno manifestando per lo stesso motivo: cambiare tutto.


PER CAMBIARE TUTTO

ABBIAMO BISOGNO DI TUTTI


Per cambiare tutto , abbiamo bisogno di tutti , è uno degli slogan con cui lo scienziato Bill Mc Kibben e la sua organizzazione “350 org” sono partiti per coinvolgere i cittadini del mondo intero e guideranno il corteo che si snoderà a New York, da Columbus Circle alla sede dell'ONU Domenica 21 Settembre a cui hanno aderito più di 1.000 organizzazioni.

Richiameranno la politica alla responsabilità per liberarla dall’influenza degli interessi dei gruppi di potere. E’ necessario cambiare il tipo di economia e di obiettivi attraverso l’abbattimento degli sprechi e il passaggio da un’economia fossile ad alta intensità energetica a una rinnovabile. Questo perchè, per dirla con le parole di un altro ecologista, James Hansen: “il più grande ostacolo alla soluzione del problema del riscaldamento globale rimane comunque il ruolo del denaro nella politica”.

Il 21 settembre sarà una giornata

di speranza e di fiducia nella gente
.

 

Ci uniremo alla mobilitazione internazionale da Venezia perchè la città lagunare è il simbolo del disastro planetario dovuto all’aumento medio del livello dei mari e del fallimento delle politiche di “adattamento locale”. Il MoSE, infatti, pensato per proteggere la città dalle maree eccezionali (acque alte medio alte), sarebbe inefficace a fronte di un aumento del medio marino calcolato a fine secolo dalle più attendibili previsioni in un range variabile da +50 a + 140 centimetri, con un livello più plausibile di +80 cm.

Venezia è stata sommersa, prima, a causa dei prelievi di acqua dal sottosuolo (subsidenza), poi dal surriscaldamento dell’atmosfera e dei mari dovuti alla emissione dei gas climalteranti (eustatismo). La salvezza di Venezia non sta nel costruire costosissime protesi tecnologiche (vedi il MoSE) utili solo agli interessi di chi li realizza, ma in una riconversione planetaria dei cicli di produzione industriali ed energetici.

Venezia e la sua Laguna vogliono tornare ad essere un simbolo di dinamica armonia tra ambienti naturali e culturali, tra ecosistemi vitali e intelligenti insediamenti umani.

Da Venezia parteciamo alla

manifestazione del 21 settembre a

New York

 

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