La falsa opposizione al rigassificatore di Zaule nascosta nel gioco dell'oca del Piano Portuale. Così Teseco se ne andrà PDF  | Stampa |  E-mail
Lunedì 03 Novembre 2014 11:03

Ci risiamo. L'iter di approvazione del Regolatore Portuale , iniziato nel 2008, sta per fare un ulteriore passo in avanti  con i voti dei Consigli Comunali di Trieste e Muggia previsti nei prossimi giorni.  Al tempo del primo voto nei consigli comunali, il lavoro di lobby portato avanti dall'allora Presidente del Porto Claudio Bonicciolli fece si che i documenti del Piano furono nascosti ai consiglieri dalle Giunte Di Piazza e Nesladek dal Dicembre 2008 all'aprile 2009 . I consiglieri di

Trieste ebbero i documenti il 16 Aprile, i consiglieri di Muggia videro qualcosa (quasi nulla) il giorno 23 Aprile  : tutti  pochi giorni del voto che si riteneva inderogabile. Fu una manovra per zittire chi voleva dei chiarimenti , per impedire di avere il tempo per capire. Il comportamento di Bonicciolli & co. non era casuale. Sapevano dell'esistenza, nell'iter dell'approvazione del Piano Portuale, della "intesa" tra i Comuni e l'Autorità Portuale (come da art.5, comma3 della L.84/94) che i consigli comunali di Trieste e Muggia avrebbero dovuto  esprimere. Era la prima volta che si adottava tale procedura visto che il precedente Piano Portuale era del 1957 quando la norma non esisteva.  Le intese sono un atto obbligatorio, come è logico che sia, perchè impedisce alla Autorità Portuale di programmare le destinazioni delle proprie aree contro il volere della popolazione che è rappresentata dal consiglio comunale. Senza l'intesa il Piano non sarebbe potuto proseguire.  Era la grande occasione per Trieste e Muggia per dare concreto seguito alla propria unanime contrarietà alla realizzazione del rigassificatore, in quanto il PRP aveva ed ha in previsione un'area , il punto franco oli minerali,  destinata a nuovo polo portuale industriale energetico. E l'area dove era ed è in previsione il Rigassificatore.
Sarebbe bastato che i consigli comunali avessero chiesto, per accordare le “ INTESE”, che nel  nuovo polo portuale industriale energetico fosse esclusa la possibilità di realizzare impianti di rigassificazione - e aggiungiamo noi, impianti di produzione energetica da fonti non rinnovabili -  che avremmo avuto la garanzia che in quell'area non si sarebbero potuti prevedere  centrali a carbone, centrali a olio combustibile, e il rigassificatore. Ma ci voleva il coraggio di andare contro i partiti regionali, triestini e interessi economici fortissimi. I Sindaci scelsero la strada di  far finta di essere impotenti, di non potere intervenire. E fecero approvare “intese” che si limitarono alla previsione di qualche vaso di fiori e poco altro.  Il tutto per far presto: il Partito Del fare non voleva che si perdesse tempo. Il Porto doveva ripartire, bando alle chiacchere e ai dubbi dei soliti “no se pol”. Il risultato è che avendo impedito alla comunità di mettere mano al PRP in fase di approvazione, sono trascorsi 5 anni e siamo ancora in alto mare.  Il Piano Portuale era così mal fatto, con previsioni di traffico lunari e funzioni incompatibili tra loro, che sono state necessarie infinite correzioni e siamo ancora in un gioco dell'oca di cui non si vede la fine.
In questa settimana, come detto, c'è un altro step dell'iter.
Noi le nostre osservazioni al Piano su impatto ambientale, viabilità e rigassificatore, le abbiamo fatte. Le dovranno fare anche i Comuni di Trieste e di Muggia.  Per comprenderne le attuali intenzioni, assieme ai propositi di chi governa la Regione FVG , è necessario entrare nelle pieghe dell'iter procedurale del Piano Portuale, quelle che normalmente i cittadini non possono vedere.
Cinque anni dopo, nonostante la mobilitazione cittadina e lo splendido lavoro dei tecnici che hanno smontato pezzo per pezzo il progetto ridicolizzandone i contenuti, le intenzioni politiche non sono cambiate. Come ai tempi di Bonicciolli i Sindaci PD dei comuni di Trieste e Muggia, statene certi, non faranno votare l'esclusione di impianti di  rigassificazione dalle nostre aree portuali.
Nesladek e Cosolini continueranno il loro doppio gioco, quello di manifestare contro il rigassificatore e contemporaneamente di produrre atti amministrativi che non escludono l'impianto. E la Regione della Serracchiani continuerà a negare a Teseco la realizzazione del terminal ro-ro, opponendo, come sta facendo , un muro di gomma e la minaccia di richieste di danni milionarie all'azienda. In questa vicenda è sicuro che si perde tempo. E quando Teseco non ne potrà più immaginiamo che se ne andrà, non prima di aver richiesto, stiamone certi, i danni alla Regione. La quale avrà ottenuto lo scopo : senza il terminal Teseco il rigassificatore ridiventerà possibile (vediamo bene per chi e cosa lavora la Regione) e , per gli eventuali danni, al massimo pagherà pantalon, cioè noi. E brava Serracchiani!
Per dimostrare che questa ricostruzione è faziosa e destituita di ogni fondamento c'è un modo semplicissimo.                                                                      
Punto primo si deve inserire nelle osservazioni dei consigli comunali di Trieste e Muggia che , "nell'area destinata a nuovo polo portuale industriale energetico, viene esclusa la realizzazione di
A) IMPIANTI DI RIGASSIFICAZIONE                                             
e, aggiungiamo noi:                           
B) IMPIANTI DI PRODUZIONE ENERGETICA FUNZIONANTI CON COMBUSTIBILI FOSSILI;"
Punto secondo, la Giunta Serracchiani deve riprendere l'iter con Teseco per la realizzazione di un nuovo accordo di programma con l'azienda pisana per la riqualificazione dell'area ex Aquila con il nuovo terminal ro-ro.                              
Non succederà.
Come ha scritto Carlin Petrini commentando lo “Sblocca Italia” targato Renzi/Serracchiani “siamo in mano a  un manipolo di lobbisti disperati. Evidentemente costoro non hanno minimamente a cuore il destino della comunità che vive in questa nostra povera Patria e soprattutto non hanno nessuna lungimiranza per il suo futuro “.                                  
Il diavolo non veste Prada, ma PD.

 

 

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