Riforma Panontin/Serracchiani : invece della burocrazia il PD ridimensiona la democrazia. PDF  | Stampa |  E-mail
Domenica 30 Novembre 2014 12:10

Sinceramente non avremmo mai creduto che la riforma degli enti locali elaborata da Panontin sarebbe mai arrivata in aula.  La legge avrebbe dovuto prendere le mosse dai diritti dei cittadini calpestati da una burocrazia inefficiente, autoreferenziale e irresponsabile, gestita da un quadro dirigente pletorico e con livelli di emolumenti ingiustificati . La legge avrebbe potuto altresì mettere mano ai privilegi dei politici. Poichè di questo non c'è nulla,  pensavamo che la stessa maggioranza avrebbe fermato un provvedimento che allontana i cittadini dalla  Amministrazione Pubblica, attacca il lavoro locale, e colpisce al cuore le Autonomie Locali, cardini della Costituzione Italiana. Ci siamo sbagliati, al PD evidentemente piace il cittadino lontano dalle istituzioni. Così, l'eliminazione delle Province si è trasformata in

tutt'altro : anziché tagliare la burocrazia si mette in atto un taglio netto alla democrazia. Il vero taglio riguarda infatti la rappresentanza elettiva. Si riducono drasticamente il numero di Sindaci e Presidenti di Provincie, Giunte e consigli provinciali e comunali, cioè i nostri rappresentanti in seno alle amministrazioni locali. La burocrazia , “riorganizzata” anche nelle Unioni di Comuni, rimane intatta. Anzi persino aumenta con uno strapagato “Direttore” a dirigere le Unioni dei Comuni . L'unico risultato è l'aumento della distanza delle Amministrazioni dai cittadini. Ovviamente la riforma , considerata la crisi economica e la scarsità delle risorse, i troppi livelli amministrativi, i costi eccessivi nel funzionamento del sistema locale, è stata condita dalle menzogne sui risparmi. La prima bugia riguarda la supposta diminuzione dei dipendenti comunali. A suffragio si porta l'esempio delle Unioni già sperimentate in Emilia Romagna. In 5 anni però la vantata diminuzione dei dipendenti (circa il 7%) è esattamente in linea con la generale diminuzione avvenuta nello stesso periodo per effetto del blocco del turn over. Un bufala panontiniana. La seconda, e più clamorosa bugia, riguarda il positivo effetto sul costo dei servizi comunali . L'Unione dei Comuni significa appalti più corposi che dovrebbero consentire economie di scala. Le esperienze delle multiutility, delle grandi aziende erogatrici di servizi stanno lì a dimostrare la falsità dell'assunto. Ovunque hanno portato aumento di tariffe e peggioramento del servizio e delle manutenzioni. Ovunque le Multiutility, da aziende controllate, sono di fatto divenute controllori, determinando le scelte amministrative. In realtà appalti più grandi tagliano semplicemente fuori i piccoli imprenditori locali cui toccherà, se andrà bene, l'elemosina dei sub appalti.

 

Eppure grasso che cola c'è n'era tantissimo, e tutto nei piani alti della politica e della burocrazia pubblica . Ma proprio a loro è stato chiesto di redigere la riforma . Aver affidato alla burocrazia regionale la scrittura della riforma è stato come affidare a dei vampiri l'organizzazione di una banca del sangue. E il sangue che succhiano è il nostro.

Per comprendere la gravità della situazione e quanto questa riforma non tocchi gli obiettivi annunciati si potrebbero fare infiniti esempi, a cominciare dal già ricordato numero e livello di stipendio dei dirigenti regionali.
Ancora un esempio fra tanti. La sola abolizione della figura del Segretario Comunale – annunciata e non portata a compimento persino da Renzi e Delrio, i quali forti della loro esperienza di Sindaci di Firenze e Reggio Emilia sanno bene che i segretari comunali non servono a nulla – avrebbe comportato risparmi maggiori di questa cervellotica riorganizzazione.

Calandoci nel nostro Comune, quello di Muggia, possiamo verificare che il taglio agli Organi istituzionali del Comune - Sindaco, 6 membi di Giunta, 20 Consiglieri Comunali – ridurrà le spese per poco più di 200.000 euro all'anno. Il solo Segretario Comunale, presente a Muggia per il 45% del suo tempo lavorativo, diciamo 2 giorni alla settimana al netto delle ferie, costa 106.000 euro all'anno, 1.000 euro ogni giorno lavorativo !!!(più rimborso spese). E Panontin taglia i consigli comunali!!

E' evidente che la riforma targata PD non solo non mette mano alla casta dei politici, ma rafforza questa “super casta” , l’oligarchia burocratico-funzionariale tutta italiana.

Simone Weil diceva che “ si tratta d'una lebbra che ha avuto origine negli ambienti politici, e si è espansa, attraverso tutto il Paese. Non è certo – concludeva amaramente -che sia possibile rimediare a questa lebbra, che ci sta uccidendo.”

 

 

 

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