Propositi feudali nel XXI secolo PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da jacopo rothenaisler   
Lunedì 02 Novembre 2015 19:45

Le mail che abbiamo ricevuto in questi giorni dal Segretario Generale del Comune di Muggia Santi Terranova a commento dei nostri post “Ladri di galline” non sono che l'ennesimo tentativo intimidatorio che abbiamo subito in questi anni. Dai cani e gatti che segnano il proprio territorio pisciando in ogni angolo ,fino su su alle organizzazione malavitose che impongono con la violenza il loro controllo, i messaggi che questi gesti mandano si rassomigliano tutti. Ne conosciamo bene la natura. Questo episodio però, in sé abbastanza squallido, ci viene utile. Possiamo chiarire come mai, pur continuando la nostra attività, da quasi un anno non pubblicavamo post, e perchè. Tutto ha origine da tre episodi, fatti personali che mi sono accaduti, di cui penso sia utile darvi conto. Autunno dello scorso anno. Primo episodio. Il nostro ultimo post – guarda la coincidenza – si occupava anche del Terranova comunale, del suo ruolo e dei suoi emolumenti. Con lo stile che è proprio della sua nobiltà d'animo ci aveva mandato una breve mail di commento “DI INVIDIA E DI MENZOGNE SI PUÒ

ANCHE MORIRE!!!! (esattamente così, in maiuscolo, ovvero gridando)”. Sull'invidia lasciamo perdere. Sulle menzogne che avrei raccontato - considerato che ogni due parole che ci scrive minaccia di rivolgersi all'Autorità Giudiziaria e non abbiamo ricevuto alcun avviso – evidentemente menzogne non erano. Secondo episodio. Una decina di giorni prima di questo fatto, mi era capitato di incrociare per strada in Centro Storico il parroco di Muggia don Latin. Era l'imbrunire e eravamo solo noi due. Arrivati l'uno all'altezza dell'altro, mentre stavo per salutare, il parroco si era girato dall'altra parte. L'avevo lasciato passare e dopo qualche passo gli avevo detto: “Scusi, don Latin, ma lei perchè invece di salutarmi si gira dall'altra parte?” Il parroco aveva risposto “ Non mi piace quello che scrive”. Il riferimento era sempre al nostro sito, e alle critiche che dal sito avevamo mosso alla attività, poco rivolta alle anime e molto più all'immobiliare , della parrocchia di Muggia . Avevo lasciato il parroco dicendogli che “mancava doppiamente, come prete perchè il suo compito è anche quello di recuperare le pecorelle smarrite, e come uomo perchè il buongiorno e la buona sera non si negano a nessuno”. Il terzo episodio – e che in ordine temporale era stato il primo – si era verificato un mesetto prima. Il sindaco di Muggia, commentando l'archiviazione di un nostro esposto alla Corte dei Conti sulla regolarità della gestione dei rifiuti, aveva affermato sul quotidiano locale “Non possiamo non sottolineare l'impotenza del signor Rothenaisler, che, in questi anni, ha segnalato di tutto e di più...senza esito. ..Senza costrutto. E soprattutto senza rispondere delle proprie azioni” Una minaccia bella e buona. Sindaco, Parroco, Segretario comunale, ovvero il potere politico, ecclesiastico e burocratico locale , uniti. Contro la mia persona? Ma no. Io non conto nulla, anche se un colpetto me lo darebbero volentieri, magari nel solco “colpirne uno per educarne cento”. . No, quei tre non ce l'hanno con me : non sopportano la critica. Sembra un ritorno al passato fascista con Podestà, Federale e Prete che governano, sovrintendono, comandano la vita della comunità ponendosi al di sopra delle parti. Questi i tre episodi, che, messi insieme, uno vicino all'altro, mi hanno molto colpito.

Io credo che dovremmo rifletterci, e non sottovalutarli. Non mi riferisco a quei tre figuri . Quelli, per ora, mi fanno un baffo. Di loro potrei dire che “il potere non cambia le persone, mostra come sono veramente (José Mujica). No, il problema non sono loro, ma quel che resta – se resta qualcosa – della nostra comunità. Perchè l'arroganza e la prepotenza di quegli omini è inversamente proporzionale al nostro essere cittadini, consapevoli, informati e partecipi. Più noi ci occupiamo solo dei fatti privati, e più quelli si allargano. È il buio che crea la corruzione o l’anti-politica. Meno partecipiamo alla vita del nostro paese, e più quei signor nessuno diventano arroganti. A dirla tutta, un po' di paura dovremmo averla. La deriva in corso non è il fascismo, ma peggio. Il fascismo, almeno fino al 1938, godeva di un grande supporto popolare, anche se facciamo finta di non saperlo o dimenticarlo. Questi qui invece, i politici, i burocrati e spesso i preti di oggi non li sopporta nessuno. Allora cercano di sopravvivere, cioè restare al potere, anche senza consenso. E il potere senza consenso in democrazia non esiste, è un ossimoro. Per poter fare una cosa del genere devono intaccare le nostre libertà: ed è proprio quello che stanno facendo. A livello nazionale, sostituendo la Carta Costituzionale scritta dai De Gasperi, Togliatti, Nenni, La Malfa, Calamandrei, con quella dei Renzi, Boschi, Verdini. A livello regionale con l'eliminazione delle Province e l'accorpamento dei Comuni. Meno nostri rappresentanti (con la scusa dei costi) e sempre più burocrati. Molto più che fascismo è un ritorno al feudo, e stanno tirando su i ponti levatoi. E' un attacco a tutti i livelli alla libertà e ai diritti individuali. Fermare questo disegno è facilissimo e al tempo stesso difficile come la scalata del K2. Dipende dalla nostra partecipazione. Noi ci saremo. Spero anche voi.

Il rischio della moderna libertà è che, assorbiti nel godimento della nostra indipendenza privata e nel perseguimento dei nostri interessi particolari, rinunciamo con troppa facilità al nostro diritto di partecipazione al potere politico.

Benjamin Constant - 1819

 

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