Giù dal divano
Martedì 31 Maggio 2016 23:22

Lo sappiamo bene : essere cittadini, consapevoli, informati e partecipi è una grandissima fatica e, quasi sempre , una fatica di Sisifo , considerati i risultati molto vicini allo zero, se non addirittura negativi. Allora perchè,  sapendo che non cambierà nulla , dovremmo andare a votare domenica ? 
Proviamo a mettere in fila due ragioni.
La prima , banalissima. Oltre al voto, al momento altri strumenti in mano ai cittadini

non ne vediamo. E proprio tanto spuntata l'arma del voto non deve essere se il maggior impegno di “quelli” negli ultimi due anni è stata la sostituzione dei rappresentanti eletti da noi con  nominati e burocrati scelti da “loro” . Così han fatto per il Senato, che rimane , ma  l'elezione è sostituita da una nomina ; per le Province  , di cui hanno cancellato gli organi elettivi  ; per i Comuni, di cui han deciso l'accorpamento. Per cui  teniamocelo caro questo voto, magari domenica è l'ultima volta .
La seconda . La sensazione di inutilità,  di perdita di tempo che ci spinge ad occuparci solo del nostro privato - di questi tempi, basta e avanza – è esattamente ciò che vogliono farci provare. Perchè più noi ci occupiamo solo di noi stessi, e  più quelli si allargano.  Ma meno partecipiamo alla vita pubblica, e più le cose vanno nel verso sbagliato.
Non è tutto, ovviamente. Anche decidendo che domenica andremo a votare i problemi non sono finiti . Dobbiamo anche decidere per chi votare.  Indro Montanelli, sul dilemma del voto, si è spinto a dire che si tratta di scegliere tra il il peggio e il leggermente meno peggio . Il criterio, di questi tempi,  ci sembra  utile. Non è affatto difficile individuare il peggio. In politica come nella vita non c'è niente di peggio del tradimento. A Muggia come in Italia c'è chi tradisce la propria storia, il proprio elettorato,  e persino l'essenza della democrazia, la quale affonda le proprie radici nel rispetto delle minoranze. Viviamo invece nel dileggio, la derisione, l'insulto, la delegittimazione di  coloro i quali la pensano diversamente dalla maggioranza. Nel mondo questo avviene nei paesi totalitari, in Italia avveniva ed avviene nei paesi di mafia. Ora non solo.

La democrazia è un sistema pieno di magagne, gli altri sono però ancor peggio.
Indro Montanelli

 

 

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