Di Piazza, De Magistris, e i rifiuti PDF  | Stampa |  E-mail
Giovedì 15 Dicembre 2016 21:01

Una frase infelice capita a tutti. Se a pronunciarla è una persona pubblica ci può essere un seguito. E' quanto successo a Di Piazza con la battuta sui rifiuti di Napoli e con la reazione di De Magistris. Di Piazza, con un semplice gesto di cortesia, avrebbe potuto chiuderla là chiedendo scusa, o semplicemente riconducendo quanto detto nell'ambito della chiacchera. Invece no. Piccato dalla replica di De Magistris ha ricordato al sindaco di Napoli di aver issato, lui e per ben due volte – nel 2005 e nel 2009 – Trieste al primo posto in Italia. L'uso politico di queste classifiche, purtroppo largamente praticato dai Sindaci, è, a mio avviso,  sempre improprio, immodesto e, nel caso di Di Piazza, anche imprudente. E' improprio perchè tutte le città sono un divenire, il sedimento del lavoro di tante generazioni. Immodesto, perchè è evidente che essere pro tempore il primo cittadino non è che una delle vicende della città , una variabile a volte nobile ma comunque limitata. In questo caso, dicevo, anche imprudente. La battuta del Sindaco di Trieste riguardava i  rifiuti. Se accettiamo il criterio esposto da  Di Piazza, e cioè a dire che quello che è avvenuto a Trieste nel periodo in cui è stato Sindaco è stato tutto merito suo, sui  rifiuti le cose sono andate così .  Nel 2011, dopo 10 anni, Di Piazza ha lasciato Trieste (dati ISPRA, non Striscia la Notizia) al 22,35% di raccolta differenziata . E' stata la più bassa percentuale di raccolta differenziata di tutto il Centro Nord d’Italia (14 Regioni, 40 milioni di abitanti), assieme, udite udite,  alla seconda tariffa più alta d’Italia come capoluogo di regione. Un prelievo extra dalle tasche dei triestini di 12 milioni di euro all' anno se consideriamo che tra le migliori tariffe e quelle di Trieste la differenza era (ed è) di più di 60 euro procapite . Il che fa del Di Piazza 2001-2011 uno dei peggiori Sindaci d'Italia, almeno per quanto riguarda i rifiuti. Il Sindaco di Trieste fa finta di non saperlo. O forse proprio non lo sa perchè da decenni, questa si è storia, sui rifiuti e sull'acqua (altro dolore) in Comune non si decide nulla, ma si ratificano le decisioni della municipalizzata, Acegas prima Hera adesso, le quali, oltre a svolgere il servizio, operano tutte le scelte.  Da sempre gli amministatori triestini non mettono becco su quanto viene deciso in Via Genova, accontentandosi di piccole ricadute sociali e di immagine, quali le sponsorizzazioni, e altrettanto piccoli favori. I soldi delle sponsorizzazioni sono dei triestini, che commettono l'ingenuità, speriamo non ancora per molto, di non guardare cosa c'è dietro .  In cinque anni De Magistris ha portato Napoli città al 30% di raccolta differenziata, con punte del 70% in molte zone dove si pratica il porta a porta, impresa comunque difficile nella terra dei Fuochi.  Di Piazza, che è un lavoratore orgoglioso, potrebbe seguire il suo esempio, almeno per quanto riguarda la volontà di fare l'interesse dei cittadini. Cosa non riuscita finora a nessun amministratore triestino, perché i rifiuti hanno una tremenda particolarità: più i cittadini sono disorganizzati peggio funziona il servizio, e più guadagnano i gestori. Servizi inefficienti sono una dannazione per la gente e una manna dal cielo per chi deve raccogliere e trattare i rifiuti. Quello che si è visto per anni a Napoli lo ha spiegato molto bene. Strade piene di sacchi di immondizia, miasmi, inquinamento, malattie, e finanziamenti come piovesse , probabilmente a favore degli stessi che provocavano il disastro. Che non erano i cittadini napoletani, come è dimostrato da quello che fanno ora . E' sempre così . Buoni amministratori e gestori efficienti danno alle comunità  benefici economici (tariffe più basse), occupazionali ( la R.D. richiede molta manodopera) e un ambiente salvaguardato. Cattivi amministratori e gestori inefficienti presentano invece il conto ai cittadini con tariffe più alte, bassa occupazione e danni all’ambiente e alla salute. Possiamo essere ottimisti per l’immediato futuro di Trieste ? Dipende, il problema è uno soltanto. Se raggiungessimo alte percentuali di raccolta differenziata , il rifiuto da bruciare calerebbe drasticamente. E questo è l’incubo di Acegas/Hera . Le tre linee dell’inceneritore  possono trattare 600 ton al giorno, 220.000 ton per anno. Per ogni tonnellata portata all’inceneritore Acegas riceve 140 Euro da chi la conferisce e poi generosi contributi statali sull’energia prodotta. E non è tutto. Sotto le 150.000 ton all’anno di rifiuti trattati l’inceneritore non funziona bene e, nonostante le tariffe generose e gli incentivi statali, non da risultati economici positivi. Per questo i dirigenti Acegas/Hera operano da anni per “garantire” la materia prima all'inceneritore. Come lo fanno?  Con  irrisorie percentuali di raccolta differenziata a Trieste , bruciando con le scuse più varie persino quello che differenziamo , impedendo la creazione in Provincia di un impianto di trattamento dell'’umido.  E, come abbiamo già detto, acquisendo il consenso di chi ci  amministra . Il Sistema Acegas/Hera funziona però solo se c’è complicità e silenzio. Fino a quando gli amministratori di Acegas/Hera riusciranno ad opporsi, bloccare, rinviare, non organizzare una seria raccolta differenziata per continuare ad  incassare tariffe e  incentivi dell’incenerimento? Dipende anche e soprattutto da Di Piazza. Il 2017 è l'anno di scadenza della convenzione comunale con Acegas/Hera per l'inceneritore. Forza Sindaco, continua a  fare la voce grossa sui rifiuti, fai la Storia e regalaci un sogno, una raccolta differenziata degna della nostra città.

 

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