RIFIUTI, STORIA DI UN DISASTRO DA TRASFORMARE IN OPPORTUNITA'. SECONDA PUNTATA PDF  | Stampa |  E-mail
Domenica 18 Febbraio 2018 20:08

Nemmeno durante la settimana di carnevale si è spento il mormorio generale fatto esplodere dalla annunciata partenza del nuovo sistema di raccolta rifiuti, e sabato una piazza Marconi riempita dal tam tam della rete ha reso evidente la vastità del disagio. Se si vuole però indirizzare l’attuale giustificato malcontento verso soluzioni  possibili e utili alla collettività val la pena di conoscere al meglio la questione rifiuti. Intanto è bene ricordare che il servizio è di competenza dei Comuni i quali hanno l’onere di organizzarne la gestione e di provvedere alla riscossione delle tasse o tariffe dovute dai cittadini e calcolate sulla base del costo. Il costo del servizio – comprensivo sia delle attività degli uffici comunali sopraricordate che della raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani (R.U.) e dello spazzamento strade – è totalmente a carico dei cittadini. Siamo noi a pagare il 100% dei costi del servizio, dal sacchetto al bottino al cassonetto. Sono i rifiuti a rappresentare l’attività economica più importante, assieme al trasporto pubblico, tra quelle gestite dai Comuni in totale autonomia. A livello nazionale il settore  vale qualcosa più di 10 miliardi di euro, un business enorme appetito da molti. Avendo le caratteristiche di una tassa non si può non pagare. Tutti i nuclei familiari iscritti all’anagrafe ne sono soggetti, così come artigiani, attività commerciali, negozi, aziende. Abbiamo ricordato questa ultima ovvietà perché non sono pochi i cittadini muggesani che in reazione all’attuale confusa fase di passaggio da un sistema ad un altro hanno ipotizzato di non ritirare il kit dei nuovi contenitori e utilizzare il servizio, non producendo rifiuti o magari conferendoli nei cassonetti dei comuni vicini. Fatica sprecata, si paga comunque. Il servizio rifiuti a Muggia vale intorno ai 2 milioni di euro all’anno, importo superiori alla soglia di 400.000 euro, la qual cosa rende obbligatoria l’aggiudicazione del servizio, se non gestito direttamente dal Comune, attraverso una gara europea.              
Il problema nasce qui, dall’obbligo di indire una gara, e siamo

nell’anno di grazia 2014. 
Prima di darvi conto di come è stata gestita questa fase veniamo ai giorni nostri e alle cose che stanno succedendo. Assemblee di cittadini affollatissime, proteste in piazza, grande preoccupazione generale sul come funzionerà un servizio mal introdotto e mal spiegato nonostante rappresenti una vera rivoluzione delle abitudini quotidiane di ognuno di noi. Incredibilmente si parla di tutto, e ognuno ha una sua legittima situazione da risolvere - condominio, strada privata, insufficienza di spazio,  disabilità, rifiuti speciali, questioni sanitarie – e nemmeno si sfiora la questione del costo. Come è possibile? Non facciamo altro che misurare da mattina a sera quanto costa ogni cosa, posso o non posso comprare, quanto guadagno, arriverò o no alla fine del mese, e in questo dibattito con una straordinaria partecipazione popolare il quantum non viene considerato. Si parla solo dei disagi imposti dal nuovo metodo, sono i problemi anche fisici di raccolta a riempire la nostra mente. Ma le irresponsabili modalità con cui amministrazione comunale e NET S.p.A. stanno introducendo quello che loro chiamano porta a porta -  deliberato dalla Giunta comunale più di 6 mesi fa, un tempo che sarebbe stato più che sufficiente ad evitare la tardiva confusa e insufficiente informazione, le  visite e sopraluoghi agli utenti solo dopo aver comperato e consegnato i cassonetti e non prima con nervosismi e aggravio di costi, ecc. -  sono frutto solo di incompetenza e protervia? Non sarà invece frutto di un cinico calcolo sulla pelle dei muggesani, una operazione di distrazione di massa?  magari pensato per far credere che gli aumenti sostanziosi  delle tasse già in atto sono causati dal nuovo sistema? E a  chi dobbiamo questo stato di cose, al Comune? o alla NET S.p.A. , società prescelta dal Comune di Muggia con procedura straordinaria proprio per la grande esperienza maturata con decine di Comuni? La NET S.p.A. non ha mai gestito la dismissione dei cassonetti stradali ? Non sa che è un passaggio delicato? E chi è la NET S.p.A., società che pur gestendo il servizio dal 1 Ottobre 2015 non si è ancora mai vista per le strade con propri operatori in quanto la raccolta viene effettuata sempre dai dipendenti del precedente gestore, la Italspurghi s.r.l.? E come è stata scelta la Net S.p.A.?
Qui è bene tornare al 2014.

Fine della seconda puntata.

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Il post è pubblicato anche sulla pagina facebook  Rifiuti zero MDF Muggia

 

 

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