RIFIUTI, STORIA DI UN DISASTRO DA TRASFORMARE IN OPPORTUNITA'. TERZA PUNTATA. PDF  | Stampa |  E-mail
Martedì 27 Febbraio 2018 21:54

Abbiamo già sottolineato le irresponsabili modalità con cui amministrazione comunale e NET S.p.A. stanno introducendo quello che loro chiamano porta a porta  deliberato dalla Giunta più di 6 mesi fa - un tempo che sarebbe stato più che sufficiente ad evitare la tardiva confusa e insufficiente informazione – e ci siamo chiesti a chi dobbiamo questo stato di cose, se al Comune o alla NET S.p.A. . La società udinese è stata prescelta dal Comune di Muggia con procedura straordinaria proprio per la grande esperienza maturata nella gestione del servizio rifiuti di  decine di Comuni. A giudicare dal caos muggesano sembra quasi invece che la NET non abbia mai gestito la dismissione dei cassonetti stradali, un passaggio delicatissimo. Ma chi è la NET S.p.A.? Gestisce

il servizio dal 1 Ottobre 2015 e non si è ancora mai vista per le strade. La raccolta è stata effettuata fino ad oggi dal precedente gestore, la Italspurghi s.r.l., e con il porta a porta i servizi stradali passeranno alla Sager di San Giovanni al Natisone. La NET S.p.A. è stata portata a Muggia nel 2014, l'anno delle scelte. Nel 2014 stava per arrivare a scadenza il contratto con la Italspurghi ed era necessario predisporre una nuova gara. Il Comune di Muggia ci arrivava nelle peggiori condizioni. Da 4 anni non aveva un assessore che si occupasse dei rifiuti in quanto nel mese di Gennaio 2010 il sindaco Nesladek aveva ritirato la delega a Edmondo Bussani e non l’aveva sostituito, e con il secondo mandato Nesladek del 2011 la delega era stata attribuita a Fabio Longo che, per esplicita sua ammissione, di tutte le sue deleghe si occupava soltanto del problema antenne. Senza un assessore di riferimento tutto era affidato agli uffici comunali di settore. In quel periodo il responsabile era l’arch. Paolo Lusin, di incompetenza assoluta per quanto riguarda i rifiuti, e non solo. Non si poteva non essere preoccupati di questa situazione, perchè dove operano buoni amministratori e gestori efficienti le comunità ne traggono vantaggi economici (tariffe più basse), occupazionali ( la R.D. richiede molta manodopera), di salute pubblica e ambientali. Dove operano cattivi amministratori e gestori inefficienti i conti li pagano i cittadini con tariffe più alte, bassa occupazione e danni all’ambiente e alla salute. Per questo in quel periodo le abbiamo tentate tutte: in maggio abbiamo organizzato un importante incontro pubblico "Strategia Rifiuti Zero in Provincia di Trieste , cominciando da Muggia" con relatori qualificatissimi, abbiamo promosso incontri con i cittadini e con tutte le forze politiche per cercare di favorire la definizione di un bando di gara con criteri desunti dalle migliori esperienze. Tutto inutile. Il Sindaco Nesladek aveva scelto per Muggia una strada diversa, e la gara che l’ufficio diretto da Paolo Lusin non sapeva né scrivere né copiare dai più bravi non sarebbe stata più necessaria in quanto il servizio rifiuti sarebbe stato affidato attraverso una procedura straordinaria, il cosiddetto “in house providing”. Bisogna sapere che sono tre le modalità di organizzazione dei servizi pubblici, o meglio di scelta del soggetto gestore e/o affidatario: a) ricorso al mercato;  b) partenariato pubblico-privato istituzionalizzato (cosiddetto PPPI); c) affidamento in house. La prima è il modello della così detta evidenza pubblica, ossia della scelta del soggetto affidatario previa gara, rispettosa del regime comunitario di libera concorrenza. La seconda è il fenomeno delle società miste (che non spieghiamo per brevità),  la terza è il cosiddetto in house che consente l’affidamento diretto, senza previa gara, a un soggetto solo formalmente, e non sostanzialmente, diverso dall’ente affidante. Il che è consentito in presenza di tre condizioni: a) totale partecipazione pubblica; b) controllo analogo sulla società affidataria a quello che l’ente o gli enti affidanti esercitano sui propri servizi; c) realizzazione, da parte della società affidataria, della parte più importante della propria attività con l’ente o gli enti che la controllano. La NET S.p.A. è una delle 5 società “in house providing” del FVG., ed è interamente posseduta dai Comuni dove esercita l’attività. Acquistando una piccolissima quota azionaria, poco più di 3.000 euro, il Comune di Muggia è diventato socio della NET e si è messo nelle legittime condizioni di poter affidare il servizio rifiuti alla NET S.p.A. senza una gara. Possiamo quindi affermare che non è stata una scelta del mercato ma una scelta squisitamente politica a portare l’azienda udinese in quel di Muggia. Ovviamente non basta diventar soci di una società “in house providing”; il Comune non può limitarsi a dire “prego, accomodatevi, adesso che siamo soci i soldini di 13.000 abitanti, 6.000 utenze, sono vostri”. L'in house providing si  configura  come un  modello  eccezionale, i cui requisiti  vanno  interpretati  restrittivamente  perché  costituiscono  una  deroga  alle regole  generali  del  diritto comunitario. Sono previsti altri requisiti e condizioni di legge che devono essere rispettati.  Su questo punto domandiamoci come è andata a Muggia. Possiamo fornire una prima risposta. La prima relazione scritta dall’arch. Paolo Lusin a suffragio e conferma della scelta NET – eravamo nell’ Aprile 2014 – è stata così commentata dal Direttore Generale della migliore società  italiana “in house” (a definirla migliore sono i risultati) cui l'avevo inviata per conoscere il suo parere : “sono costernato che ancora oggi vi siano questi progetti, falliti in altri contesti” . Gli atti di questo affidamento – relazioni, offerte, delibere, contratti prodotti nell'arco del biennio 2014 2015 – che andremo ad analizzare, sono una delle peggiori storie   amministrative scritte dal nostro Comune . Ne parliamo nella prossima puntata.
Fine della terza puntata.

 

P.S.

Sul sito del Comune di Muggia , alla pagina della raccolta porta a porta che trovate qui http://www.comune.muggia.ts.it/index.php?id=58378 , c'è un modulo per fare le domande a chiarimento dei vostri dubbi. Qui trovate il modulo di domande fatte da Jacopo Rothenaisler . Sono 28 : le prime 14 sono di carattere generale perchè riguardano il contratto e le condizioni economiche (pesantissime) previste, dalla 15esima sono domande che riguardano le modalità di conferimento.

Sul sito della NET trovate la Guida completa - 22 pagine - sul come differenziare materiale per materiale

Da ultimo : il nostro sito non consente momentaneamente di postare commenti. Rimedieremo nei prossimi giorni. Chi volesse comunque commentare può scriverci indirizzando a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Il post è pubblicato anche sulla pagina facebook Rifiuti zero MDF Muggia

 

 

 

 

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