Rifiuti. Storia di un disastro da trasformare in opportunità. Quarta puntata PDF  | Stampa |  E-mail
Mercoledì 07 Marzo 2018 17:05

Se una insegnante di una quinta elementare chiedesse ai propri alunni “ditemi come fareste a calcolare il prezzo medio di un chilo di mele oggi nella nostra città” nel giro di un’oretta la classe avrebbe sicuramente individuato il metodo. Direbbero: “ cerchiamo i negozi che vendono mele, chiediamo loro il prezzo, e calcoliamo il prezzo medio dividendo la somma dei prezzi con il numero dei prezzi forniti dai negozi”. Se poi l’insegnante chiedesse loro di completare l’esercitazione con il calcolo del vero prezzo medio delle mele del giorno probabilmente ci metterebbero un pò più di un’oretta, diciamo l’intera mattinata, il tempo necessario  per trovare tutti i negozi e chiedere i prezzi. Comunque abbastanza elementare.  Non proprio, o non per tutti, almeno a giudicare dal lavoro del Responsabile dell’Ufficio Ambiente del Comune di Muggia. Per rispondere al quesito dell’insegnante elementare che a lui chiede di calcolare il costo del servizio rifiuti con il metodo del porta a porta, l’arch. Paolo Lusin -  nella sua relazione del 14 Aprile 2014 -  usa, anzi inventa, un nuovo metodo statistico. Non individua tutti o almeno qualche Comune che in Regione fa il porta a porta – pur avendo a disposizione sulla sua scrivania i dati di quasi tutti i Comuni della Regione FVG perché riportati nel Piano Regionale dei Rifiuti che lui non può non conoscere - ma ne usa solo uno. Dai dati regionali estrae il comune di Ronchi dei Legionari, in quell’anno  di gran lunga il più caro della Regione . Il costo del solo Comune di Ronchi dei Legionari basta e avanza all’arch. Lusin per affermare nella sua relazione che “il porta a porta costa troppo”. Esattamente come se gli alunni delle elementari tra tutti gli esercizi di frutta e verdura ne avessero trovato uno che vende le mele a 10 euro al chilogrammo e avessero concluso che le mele sono carissime, anzi il frutto più caro in assoluto. Nella sua relazione l’arch. Paolo Lusin fa anche di più. Con l’obiettivo di individuare il miglior metodo di raccolta rifiuti per Muggia – sempre con l’ausilio del suo stravagante? metodo statistico di determinazione del costo mediante i dati di un solo Comune –  attraverso una approfondita analisi (in questi giorni molto citata) giunge alla conclusione che il metodo di raccolta misto utilizzato dal Comune di Spilimbergo è il migliore in assoluto.   
Colpiti ed entusiasti di questo lavoro, non avendo nulla da eccepire sulla particolarità del metodo statistico usato, il Sindaco Nerio Nesladek, il vice sindaco Laura Marzi, gli assessori Loredana Rossi, Valentina Parapat , Stefano Decolle, Fabio Longo e Marco Finocchiaro , approvano le conclusioni di Paolo Lusin e danno il via libera alla scelta indicata.  Tre mesi dopo , il 2 Luglio 2014 , con Delibera nr.117, fa la prima comparsa in un atto del Comune il nome della NET S.p.A.  che si propone come gestore per il servizio rifiuti proprio con il sistema di raccolta misto.  Il 2 Luglio 2014 è una data importante.  Va ricordato infatti  anche per un’altra particolarità: la scoperta di doti di preveggenza della Giunta muggesana. Alle 17.30 di quel giorno infatti il partito di maggioranza, il PD, organizza un incontro pubblico in Piazza Marconi sotto il municipio (noi eravamo lì), per illustrare ai cittadini la loro proposta per la raccolta rifiuti – guarda caso un sistema misto – che il PD stesso , dopo averlo così reso pubblico, avrebbe sottoposto  alla Giunta. Giunta comunale che, evidentemente come detto capace di leggere nel pensiero, si era riunita quello stesso giorno  alle 14.30, e approvato le proposte del PD tre ore prima che il PD le avesse rese di pubblico dominio. Quando si dice la squadra. Ricordo bene quell’incontro sotto il municipio, con gli sguardi ironici dei piddini stufi delle inutili lettere, volantinaggi, articoli, convegni da noi dedicati all’argomento. Ricordo l’allora consigliera comunale Francesca Riosa illustrare la proposta, che arrivava a prevedere non solo i cassonetti stradali per tutte le frazioni, ma anche la tariffa puntuale (cioè la pesatura) dell’unica frazione raccolta porta a porta, il secco indifferenziato. Sistema “geniale” secondo il quale la tariffa sarebbe stata pagata proporzionalmente al peso di quanto si teneva in casa, con i bottini di libero accesso in strada a dirci “dai, buttami, non aspettare che ti pesino, io costo, la strada è gratis”.  Che giornata, quel 2 luglio,  quanto orgoglio del team di Nesladek. Peccato. E si, proprio peccato che la maggior parte di loro non sapeva e non si era premurata di informarsi su come stavano le cose. Noi, che qualche dubbio sulle capacità non tanto politiche ma persino intellettive di quella squadra lo avevamo sempre nutrito, avevamo fatto una semplicissima verifica alla quale evidentemente nessuno di loro aveva pensato. Considerato che tutto partiva, o sembrava partire, dalla relazione dell’arch. Paolo Lusin che indicava il metodo Spilimbergo come il top dei top, come gli alunni della classe elementare avevamo cercato il numero telefonico dell’ufficio Ambiente del comune di Spilimbergo e telefonato per chiedere notizie dirette sul funzionamento del loro metodo. Un cortesissimo geometra ci aveva spiegato che abbandonavano quel sistema, perché solo in apparenza la percentuale di raccolta differenziata risultava molto alta.  “In realtà - ci venne testualmente detto - i contenitori stradali,  specialmente i multiuso facevano il 78% differenziata ma con più del 30 % di impurità dovuti ai conferimenti impropri. “ Fu così che mentre ai muggesani il 2 Luglio 2014 il PD annunciava l’inizio di una nuova era nella raccolta differenziata , proprio a partire dal 1 Luglio 2014, il giorno prima, come ancor oggi potete leggere sulla pagina dell’Ufficio Ambiente del Comune di Spilimbergo    , il Comune da cui stavamo copiando cambiava metodo di raccolta perché lo giudicava inefficace. Questi i fatti e la cronologia di quell’infausto periodo.
A questo punto va aggiunta un’importante considerazione. Partiamo dal fatto che i cambi di metodo di raccolta rifiuti sono sempre laboriosi ed  hanno un periodo di gestazione non breve. Risulta pertanto  non solo che L’arch. Lusin avesse proposto per Muggia un metodo estrapolandolo da un solo comune, la qual cosa è già di per sé inaccettabile. Ma anche che è altamente probabile che Lusin non avesse nemmeno mai telefonato a Spilimbergo per chiedere informazioni perché, se l’avesse fatto, avrebbero sicuramente detto anche a lui quello che poi han detto a noi. Non male come analista e dirigente responsabile di un settore comunale.  Ma tutto ciò non può stupirci. La relazione Lusin aveva un solo scopo, quello di aprire la strada alla NET S.p.A., che ama quel metodo di raccolta, proposto anche in questi giorni nei comuni dell’alta Carnia. La qual cosa era evidentemente gradita all’unica persona che, nell’attuale ordinamento comunale, dispone di autonomia di giudizio e potere, il Sindaco. La Giunta Nesladek di allora, destinataria della relazione, aveva infatti due possibilità, quella di respingerla o approvarla.  Composta da 4 laureati e 2 diplomati, poteva ovviamente ignorare quello che stava succedendo a Spilimbergo, ma non poteva non accorgersi delle carenze metodologiche. Quel documento era aria fritta e andava respinto perché inconsistente. Così non avvenne: alla valutazione della inconsistenza degli argomenti si preferì quella della conclusione, evidentemente la sola cosa importante. Però, scegliere prima di valutare non porta mai bene. Le scelte politiche sono  legittime  e rientrano nella piena autonomia dei nostri rappresentanti . Quando però è la legge ad imporre che la scelta politica sia accompagnata da requisiti di altro carattere, quali l'efficacia, l'efficienza e l'economicità, quel campo di autonomia si restringe . A Muggia qualcuno ha preteso che quei contenuti non fossero essenziali, al punto da costruirli a tavolino. Così è andato confezionandosi il dono che oggi avvelena la nostra comunità. Un regalo fatto dal Sindaco Nerio Nesladek e la sua Giunta con l'approvazione di quegli atti, che arriva piano piano fino ai giorni nostri . A gestirlo, oggi,  è la moglie dell'ex sindaco, l’assessore Laura Litteri. Sembra quasi una storia alla De Luca, peccato non disporre di Crozza.  Prima dell’avvento della signora Litteri c’è quanto accaduto nel 2015. Ci arriviamo.
Fine della quarta puntata.

 

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