Rifiuti. Storia di un disastro da trasformare in opportunità. Quinta puntata PDF  | Stampa |  E-mail
Lunedì 12 Marzo 2018 11:32

Il 2014 e il 2015 sono stati gli anni delle UTI volute dalla coppia Panontin/Serracchiani . Le unioni territoriali , presentate come lo strumento  attraverso il quale i Comuni , considerata la crisi economica e la scarsità delle risorse disponibili,  avrebbero potuto ottenere grandi  economie di scala unendo i servizi a livello territoriale .             L'esaltazione della riforma impegnava anche il segretario provinciale  del PD di allora, Nerio Nesladek ,  che intravedeva grandi risparmi e miglioramento dei servizi nell'unione dei comuni minori della nostra prrovincia.                    Contemporaneamente  però, nei panni di Sindaco di Muggia , lo stesso Nerio Nesladek andava a trovarsi a Udine il gestore  del servizio rifiuti per il suo Comune. Quando vuoi dire coerenza! Una volta presa la decisione da parte del sindaco Nesladek di affidare alla NET S.p.A. la gestione del servizio rifiuti il Comune iniziò  l’iter amministrativo vero e proprio.  Sulla base delle

valutazioni prodotte dall’arch. Lusin (vedi quarta puntata) il Comune di Muggia avviò un iter, l'unico che consente di non esperire un bando di gara, per passare ad una particolare forma di gestione dei servizi pubblici, il cosiddetto “in house providing”.   L'”in house providing” si configura come un  modello  eccezionale,  una  deroga  alle regole  generali  del  diritto comunitario . Le norme che regolano l'assegnazione della gestione “in house” risultano essere il conferimento della titolarità del servizio a una società a capitale interamente pubblico a condizione che l’ente o gli enti pubblici titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente o gli enti pubblici che la controllano. L'affidamento del servizio deve essere effettuato sulla base di una apposita relazione al fine di assicurare il rispetto della disciplina europea, la parità tra gli operatori, l'economicità della gestione e di garantire adeguata informazione alla collettività di riferimento, pubblicata sul sito internet dell'ente affidante. Il Comune di Muggia deliberò così l’assunzione di una partecipazione di minoranza nella società NET S.p.A. di Udine il 9 Febbraio 2015. Produsse poi la “Relazione sull'affidamento del Servizio di igiene” il  12 Marzo 2015 pubblicandola sul sito web del Comune di Muggia. Il giorno 7 Settembre 2015 l’iter ebbe termine con la firma del “Contratto di servizio tra il comune di Muggia e NET S.p.A. per la gestione dei servizi di igiene . Tutto bene? Per la NET forse sì, ma per i cittadini muggesani assolutamente no. Le cose che non vanno, o meglio le carenze, le omissioni, le falsità  degli atti sono più d’una e tutte sufficienti ad inficiare il contratto. Punto primo. L'affidamento del servizio rifiuti  è una competenza esclusiva del Consiglio Comunale ( non  è una  delibera delegabile alla giunta) e a tutt'oggi non è stata adottata da parte dell'organo competente del Comune di Muggia la  deliberazione  di affidamento del Servizio Rifiuti. Siamo cioè in un caso in cui l'affidamento non esiste. Punto secondo. L’analisi dell’affidamento dal punto di vista della economicità della nuova gestione “in house” targata NET S.p.A., che ricordiamo essere elemento essenziale, evidenzia che il costo del servizio  precedente era pari a circa 1.420.000 € annui, mentre con la NET S.p.A. , identico nelle modalità, è previsto un costo di 1.505.000 euro. L'aumento di 85.000 euro risultante è pari al 5,6% e attesta che il nuovo contratto non è più economico del precedente. Ma c'è molto di più. Innanzitutto i costi del contratto precedente e del nuovo affidamento “in house”, per poter essere confrontati, avrebbero dovuto essere “normalizzati”, resi cioè omogenei in modo da essere certi che venivano messe a confronto le stesse componenti dei costi. A costi normalizzati sarebbe emersa con assoluta chiarezza che nel nuovo affidamento “in house” tutta una serie di costi precedentemente inclusi nell'appalto non lo sono più. Con la NET divengono servizi accessori e soggetti a pagamento separato a) la custodia e gestione integrale delle eco piazzole (60.500 euro); b) la gestione dei rifiuti prodotti in caso di manifestazioni, Carnevale (30.000 euro); c) le attrezzature di servizio, cassonetti (360.000 euro. I costi del nuovo servizio così “normalizzati” schizzano a 1.955.500 euro, molto più di quanto emerge dalla relazione ex Art.34, il che significa un aumento del 37,74% rispetto ai costi del servizio precedentemente in essere e identico nelle modalità pari a 1.420.000 euro.

Di fronte ad una simile enormità è persino normale essere dell’idea che non è possibile, le cose non possono essere andate così come le raccontiamo. Tutto è però avvenuto nell’arco di molti mesi, in mezzo ad una marea di altri atti, si potrebbe dire a fari spenti, curando la disinformazione anziché l'informazione. C’è, a questo proposito, un elemento apparentemente secondario, che invece spiega molto bene l’intenzione di una navigazione subacquea da parte del Sindaco e della Giunta. Ci riferiamo alla informazione e pubblicità che il Comune ha ritenuto di dare all'iter. Non è sconveniente ricordare che siamo in presenza del contratto più importante del Comune di Muggia, o almeno sicuramente del più oneroso considerato un valore che superava i 9 milioni di euro, oggi divenuti 20 con l'allungamento del contratto . La legge è inequivocabile. Poiché l'”in house providing” è un  modello  eccezionale,  una  deroga  alle regole  generali, deve essere garantita una “ adeguata informazione alla collettività di riferimento”, per questo “l'affidamento del servizio è effettuato sulla base di apposita relazione, pubblicata sul sito internet . Indubbiamente sul sito Web del Comune di Muggia, a far data dal 16/03/2015 la Relazione ex art. 34 è stata pubblicata. Ma dove come e per quanto tempo?  E' stata pubblicata nella rubrica “altri avvisi” (dove di solito si dà notizia dello smarrimento e ritrovamento di oggetti), dal 17/03/2015 al 01/04/2015 (quindi per 15 giorni esatti, il periodo minimo) senza mai comparire nella home page. Come è facile verificare sul sito del Comune http://www.comune.muggia.ts.it/ è prassi pubblicare nella home page avvisi che lì rimangono anche molto oltre il naturale tempo di scadenza, in pratica fino a quando c'è posto nella pagina.  Nel nostro caso non si è fatto così.  Il più importante avviso del Comune di Muggia, quello la cui diffusione e pubblicità è persino sollecitata dalla legge, non è mai comparso sulla home page. Come dire che della assegnazione di un servizio per milioni di euro nessuno doveva vedere né sapere.  E nessuno ha saputo, e nemmeno sospettato, nemmeno i consiglieri comunali, considerato che il consiglio comunale non si era pronunciato in merito, fino a quando non si è arrivati alla firma del contratto il giorno 7 settembre 2015.

Non molti anni fa, ai tempi della vituperatissima prima repubblica, un iter siffatto non avrebbe mai potuto essere concluso. Troppo numerose e troppo evidenti le illegittimità . Purtroppo viviamo un periodo in cui, nel falso nome della stabilità e libertà d’azione “necessaria” ai governi di ogni livello, sono stati eliminati  molti degli strumenti di controllo. Il risultato è che i cittadini, e persino i loro rappresentanti, sono indifesi,  controllano poco o nulla ed è divenuta prassi diffusa la sottomissione della legge alla decisione politica delle maggioranze pro tempore in carica.  Questa posizione di sudditanza del cittadino è stata costruita negli anni da una classe politica inetta che così ha cercato di garantirsi il potere anche senza la legittimazione del consenso, la qual cosa in una democrazia dovrebbe essere un ossimoro.

Abbiamo volutamente parlato delle armi spuntate dei cittadini per prevenire i commenti che spesso raccogliamo. Molte volte ci viene detto “è impossibile che le cose stiano come le avete raccontate, magari esagerate per partito preso, l’amministrazione pubblica non può comportarsi così. Chi pensa in questa maniera, probabilmente in buona fede, non conosce bene la situazione. La verità è che siamo così impotenti che, talvolta, ci vien da pensare che sarebbe meglio non conoscere, si soffrirebbe meno. Prima di rientrare nel tema degli atti di affido del servizio rifiuti concludiamo questa disgressione sui diritti dei cittadini ammettendo che abbiamo mentito: non è assolutamente vero che siamo impotenti. Abbiamo in mano uno strumento potentissimo e non abbiamo bisogno di tribunali, giudici, segretari, è tutto in mano nostra. Questo potere è nelle mani del “cittadino informato” il che comporta, ahimè,  la partecipazione, tempo dedicato alla cosa pubblica. Nessuno ce lo impedisce ma è una pratica inesistente. I fatti che andiamo raccontando sono tra i tanti prezzi che paghiamo alla nostra ignavia.

Bene, ritorniamo al servizio rifiuti.  Firmato il contratto con la NET  siamo ormai alle porte del burrascoso periodo che stiamo vivendo. Per capire quanto sta succedendo oggi tenete bene a mente un particolare del contratto : con la NET S.p.A. il costo dei cassonetti non è più, come era nel contratto precedente, a carico del gestore ma è a carico dei cittadini.


Fine della quinta puntata

 

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