Rifiuti. Storia di un disastro da trasformare in opportunità. Sesta puntata PDF  | Stampa |  E-mail
Lunedì 19 Marzo 2018 21:46

L'assessore all'Ambiente del Comune di Muggia Laura LitteriIl contratto di servizio per la gestione dei rifiuti nel Comune di Muggia si firma con la NET S.p.A. ed inizia il 1° Settembre 2015. A giudicare dai documenti il pensiero unico di Sindaco, Ufficio ambiente e NET S.p.A. non sembra proprio essere “il miglior servizio al minor costo possibile”. Sembra invece concentrato sul come non fare apparire che la NET costa di più della gestione precedente. Agli utenti muggesani, per lo scorcio di anno 2015 residuo e per il 2016, vengono infatti confermate le tariffe precedenti. Nulla sembra essere cambiato. Ma è solo l’effetto di una finzione contabile. Il pesantissimo aumento previsto nel nuovo contratto viene occultato attraverso il taglio dei costi della

 

gestione del servizio della parte fissa. Dal confronto dei bilanci di gestione 2014  (ultimo anno interamente di gestione precedente Italspurghi s.r.l.) con il bilancio 2016 (primo anno interamente di gestione NET S.p.A.) si scopre come la parte fissa dei costi (quelli non strettamente legati al nuovo regime di gestione) diminuisce passando da 479.052 euro a 363.161 euro , mentre la parte variabile ( quelli riguardanti raccolta, trasporto, trattamento smaltimento, raccolta differenziata, cioè la nuova gestione NET s.p.a.) passano da 1.327.000 a 1.442.901 euro). Il costo totale è identico nei due anni – tre, considerando anche il 2015 – ma questa parità viene raggiunta con un taglio secco del 30% del costo di spazzamento strade (la qual cosa ha significato una diminuzione del servizio), e di altri costi amministrativi generali che non si comprende come potessero essere diminuiti. Per gli utenti muggesani nulla sembra cambiare per un'altra ragione, molto importante.  La NET S.p.A. non è subentrata alla Italspurghi nella raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani , ma ha appaltato al medesimo gestore precedente l'intera attività. I mezzi di trasporto, i cassonetti, le campane, il personale addetto, insomma tutta quella parte di servizio visibile ai cittadini ha continuato ad essere di Italspurghi s.r.l. . Questo appalto è stato la vera foglia di fico che ha consentito l'occultamento dell’aumento di costi conseguente al nuovo regime “in house providing”. Con il subentro della NET S.p.A. avremmo dovuto dotarci infatti di nuovi mezzi di raccolta, con costo a carico degli utenti e non più a carico del gestore come nel contratto precedente. Ciò è stato evitato con l’appalto alla Italspurghi s.r.l. che già aveva sul territorio i cassonetti di sua proprietà. Gli artifici contabili (diminuzione dei costi amministrativi), la diminuzione delle prestazioni (taglio del servizio di spazzamento strade) e l’appalto, hanno però solo spostato di alcuni mesi gli aumenti. Che prima o poi devono comparire. Ciò avviene nel 2017.  Nel PEF (Piano Economico Finanziario) del servizio si ripristinano i precedenti costi di spazzamento e amministrativi e si evidenziano i costi dei cassonetti a carico degli utenti. Ecco che finalmente i muggesani potrebbero scoprire, o almeno il consiglio comunale, che senza alcuna modifica delle modalità di gestione del servizio i cittadini sopportano già nel 2017 un aumento medio della TARI del 12%, con punte del 30%.  Ciò avviene, ripetiamo, non per la nuova modalità di raccolta, ma per il ripristino di quei costi “fantasiosamente” decurtati o non considerati nel 2016 al solo fine di mascherare le peggiori condizioni contrattuali stipulate con il nuovo gestore.  Non paghi di averla scampata – il PEF 2017 ottiene persino il voto favorevole di alcuni consiglieri di minoranza evidentemente poco informati -  nel 2017 l’accoppiata Giunta comunale e Net S.p.A. gioca il jolly: si passa alla raccolta porta a porta, dichiarano. Per il porta a porta, aggiungono, servono nuovi cassonetti, il cui costo verrà suddiviso il 6 annualità. Così, con una sola mossa fanno due colpi: 1 - giustificano il maggior costo del servizio attribuendolo alla raccolta porta a porta che necessita di nuovi cassonetti; 2 - allungano il contratto di servizio con la NET (in scadenza nel 2020) fino al 2025 per ammortizzare il costo cassonetti. Insomma, ogni occasione è buona per portare legna nella cascina NET. Da tutto ciò il servizio ai cittadini trasparente ed economico è totalmente assente. Ogni passo è anzi collegato, al clamoroso regalo fatto dall’amministrazione comunale alla NET S.p.A. I cittadini e i rifiuti non sono che lo strumento per poter portare a compimento obiettivi che nulla hanno a che fare con l’organizzazione di un efficiente servizio comunale.
La cosa sarebbe anche andata bene fino in fondo visto che nemmeno gli aumenti della TARI erano sembrati smuovere l’apatica e forse rassegnata cittadinanza, se il Comune non avesse persino creduto di essere in grado di gestire il passaggio dai cassonetti stradali al porta a porta. Ed è scoppiata la rivoluzione. Assemblee infuocate, cittadini esasperati, il tutto con alle porte l’inizio del nuovo metodo. Ma sappiamo di quale metodo stiamo parlando? Conosciamo il servizio che è stato organizzato dalla NET per Muggia e che il Sindaco ha definito “porta a porta integrale”? La domanda andrebbe rivolta innanzitutto al neo assessore al servizio rifiuti. Ma non sappiamo ancora chi è. Ne aspettiamo l’elezione quanto prima. Purtroppo l’attuale assessore Laura Litteri – alla quale è inutile rivolgere qualsiasi domanda – non si è ancora dimessa, né pensa di farlo, nonostante abbia creato, con la sua incompetenza, arroganza, insensibilità, incapacità di comprensione dei problemi creati, un disagio generale mai verificatosi prima nella nostra comunità. Siamo perfettamente avveduti del giochino molto amato dai locali gruppi familiari travestiti da partiti quale è divenuto il PD muggesano di “non fare per principio quello che chiedono gli altri”, che tramuta questa suggerimento di dimissioni dell’assessore in un rafforzamento della sua posizione. Però rimane il fatto che se la signora non fosse un membro della famiglia Nesladek si occuperebbe già da tempo di altro. A Muggia questo lo sappiamo tutti. In assenza di dimissioni, che non saranno date, potrebbe essere il Sindaco a provvedere alla bisogna almeno ritirando le deleghe della signora Laura Litteri; persino il partito di maggioranza cui essa appartiene potrebbe richiederle un passo indietro. Fantasie. Se la Sindaca Laura Marzi la mandasse a casa andrebbe a casa per prima lei stessa. E nel PD di Nesladek la cosa non si considera proprio. Proprio come in casa della più famosa famiglia PD, i De Luca, blidati nel loro premio di maggioranza.  Pazienza, aspettiamo con fiducia. Come cittadini, oltre la denuncia, ci resta il voto. Ce n’è uno tra poco.
Ci resta la domanda su che tipo di servizio sta per iniziare, ironia della sorte,  dal 1° Aprile. L’attuale assessore non lo sa. Poco male. Ve lo raccontiamo noi. E scoprirete, ancora una volta,  che non sanno quello che dicono e nemmeno quello che fanno.


Fine della sesta puntata.

 

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