UN’ALTRA CITTA’ e la non risposta di Maria Grazia Cogliati Dezza PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da jacopo rothenaisler   
Venerdì 06 Marzo 2020 17:06

Maria Grazia Cogliati Dezza, firmandosi a nome di UN’ALTRA CITTA’, risponde così al nostro post Un'altra città Trieste – Senza riconoscere gli errori non si cambia direzione:

Gentile Jacopo,
i rilievi e le domande che lei pone sono di indubbio interesse. Le tematiche ambientali e climatiche in particolare, come quelle delle crescenti disuguaglianze, sono state, e sono, tra le ragioni di Un’altra città fin dalla sua recente origine. Il lavoro fatto su Porto Vecchio e

su i Buchi Neri va inteso come uno studio in itinere di conoscenza e approfondimento dello stato delle cose che permette di esprimere poi osservazioni, critiche, rintracciare responsabilità, avanzare proposte. Tutti passaggi successivi che non potranno non considerare le domande che lei pone, gli obiettivi e le prospettive politiche possibili. Il coinvolgimento attivo e intelligente dei cittadini, abitanti di questa città, sulla quale poche volte sono chiamati a esprimere pareri , osservazioni o proposte, è quanto di meglio andiamo cercando. In questo senso consideriamo una ottima cosa l’adesione, inattesa, a tutti gli incontri pubblici, fin dall’assemblea fondativa dell’aprile dello scorso anno.
Tuttavia non possiamo non dirle che le forme e le parole del suo commento fanno pensare a comportamenti antichi che Un’altra città vorrebbe superare. Comportamenti che non hanno altro fine che disconfermare in anticipo qualsiasi iniziativa o proposta che minaccia di rompere la piattezza di consueti equilibri dove ognuno coltiva il suo singolare ed esclusivo interesse. E non possiamo che essere stupiti da chiunque che, in un qualunque dibattito politico, si presenta affermando, senza alcun dubbio, con certezza assoluta, la sua conoscenza sulla  “vera natura” dei problemi, sulle strategie più opportune, sui nemici e sulle alleanze. E’ bene evidente che, in una serata così ricca di partecipazione come quella del Miela, i temi e gli argomenti avrebbero potuto essere ancora altri, e ancora e ancora altri. Lei sembra dirci che i problemi sono ben altri! Più di 300 persone si sono ritrovate al Miela quella sera. E questo - come anche lei osserva – cosa rara per questi tempi, è di per sé un risultato, un dato di fatto, un accadimento rilevante. E su questo siamo chiamati a interrogarci, lavorare per trovare modi, spazi e tempi per andare incontro al desiderio, al bisogno, al diritto spesso disatteso di partecipazione, così come si è chiaramente manifestato durante le iniziative pubbliche di Un’altra città nel corso dell’anno di attività appena trascorso.   La serata del Miela non sembra affatto una serata sprecata. Al contrario, la dobbiamo intendere come una piccola svolta che ci chiama per il futuro a maggiore responsabilità e impegno. Per una città che vogliamo, più verde, più solidale, meno diseguale.Speriamo di sentirla ancora, gentile Jacopo e di poter fare insieme tesoro di contributi, visioni, progetti per un’altra città che vogliamo.
Maria Grazia Cogliati Dezza
UN’ALTRA CITTA’

Rispondiamo:
Gentile signora,
la ringrazio per la sua articolata lettera, i contenuti della quale mi sollecitano due osservazioni.
La prima. Lei mi addebita la presunzione di conoscere la  “vera natura” dei problemi, le strategie più opportune, i nemici e le alleanze. Avrebbe dovuto accorgersi che  i miei argomenti, le priorità e le urgenze indicate sono quelli dell'ONU delle COP, conferenze onu sui cambiamenti climatici , della UE , tutte finalizzate a dare una speranza di futuro alle nuove generazioni, a quelli per cui si battono i giovani come Greta Thumberg e del movimento Friday For Future . Poichè quello che va urgentemente realizzato in ogni angolo del Pianeta va fatto anche a Trieste, che del Pianeta fa parte, mi sono chiesto - secondo la modalità ambientalista del pensare globale e agire locale -  se UN’ALTRA CITTA’ lo condivide, posto che finora si sta prioritariamente occupandosi d'altro.
La seconda.  Lei non risponde, trincerandosi dietro al giochino (questo sì antico) delle forme e delle parole, a nessuno dei miei quesiti. Li riformulo:
1 - UN’ALTRA CITTA’ sente la necessità di passare dall’attuale idea di città consumista sviluppata dal capitalismo liberista dove il territorio è merce,al “consumo di suolo zero” come elemento essenziale di una nuova politica urbanistica?
2 -UN’ALTRA CITTA’ sente la necessità di una profonda revisione delle priorità per la crisi climatica in atto?
3 - UN’ALTRA CITTA’ è consapevole che il tempo a nostra disposizione per realizzare una nuova città è pochissimo? e che in pochi anni Trieste deve funzionare ad emissioni zero: una perfetta macchina ad economia circolare, da organizzare entro domani?
4 - UN’ALTRA CITTA’ vuole cominciare dal proporre e sostenere la  Dichiarazione di emergenza climatica da parte del Comune di Trieste?
Moltissimi sono i movimenti che pretendono da tutti noi di dire la verità e agire subito. Io ne faccio umilmente parte ed ho la stessa esigenza, non certo presunzione. Per cui la domanda finale è:

UN’ALTRA CITTA’ vuole dire la verità e agire subito?

 

 

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