Laminatoio a Noghere : perché dobbiamo mobilitarci. PDF  | Stampa |  E-mail
Domenica 06 Giugno 2021 13:20

Lunedì 7 Giugno è convocato il consiglio comunale di Muggia. E’ la prima riunione dopo che è divenuta pubblica la notizia del progetto di un laminatoio in Valle delle Noghere, e soprattutto dopo che la Sindaca Laura Marzi, in rappresentanza del Comune, ha sottoscritto con la Regione FVG, il Consorzio di sviluppo economico locale dell’area giuliana, l’Autorità di sistema portuale, Metinvest b.v. e Danieli & c. s.p.a. un Protocollo d’Intesa avente ad oggetto la manifestazione di interesse finalizzata alla realizzazione di un progetto di sviluppo industriale integrato nell’area Noghere della zona industriale di Trieste”. Converrete con noi che il progetto, qualsiasi sia la reazione suscitata in ogni singolo individuo - speranza, soddisfazione, preoccupazione o contrarietà – è di così enorme portata da dover essere al centro del

dibattito cittadino. Qualcosa di non previsto che va valutato. Quale migliore occasione e quale miglior luogo del consiglio comunale per cominciare a parlarne? Invece all’ordine del giorno del consiglio l’argomento non c’è. Si mobilitano cittadini, si formano comitati, si agitano partiti e liste elettorali, insomma c’è fermento ma la cosa sembra non arrivare e/o non interessare all’inquilina di Piazza Marconi che ha emanato la convocazione. Eppure non le sarebbe costato nulla, anzi avrebbe avuto tutto da guadagnarci, portare in consiglio l’argomento. Avrebbe potuto dire che ne sappiamo ancora molto poco; avrebbe potuto dare ai consiglieri e rendere pubblica la poca documentazione a sue mani; avrebbe potuto impegnarsi alla massima trasparenza e magari scusarsi per non aver visto (?) che nel protocollo c’era un articolo che impegnava i sottoscrittori alla segretezza e dichiarare che l’avrebbe fatto togliere; avrebbe potuto garantire che si sarebbe ascoltato il parere di tutti attraverso un percorso condiviso. Eh sì, avrebbe potuto, avrebbe potuto. Ma questa interpretazione del suo ruolo, questo approccio nei confronti dei cittadini le è mancato sin dal primo giorno. Chiusa a palazzo, priva di qualsiasi interesse nei confronti dell’opinione del singolo cittadino visto come disinformato, incompetente e non utile alla sua alta carica e al raggiungimento del bene comune da lei sola perseguibile. Una gabbia che si è costruita con le sue mani, favorita in questo da una Giunta assessorile di livello infimo che alla fine l’ha anche tradita.
Non è comunque la solo Laura Marzi a doverci preoccupare. C’è molto altro. Il protocollo d’intesa firmato, con la clausola della segretezza (irrilevante, gli atti collegati al progetto quali valutazioni ambientali VIA VAS e strumenti urbanistici quali Varianti al Piano Regolatore sono obbligatoriamente pubblici) è la più evidente delle dimostrazioni sulle intenzioni dei soggetti sottoscrittori di non tenere in minimo conto il parere dei cittadini. L’assoluta assenza nel protocollo d’intesa di stringenti impegni specifici correlati all’ambiente, parola assente dal protocollo, e la sconfortante precisazione che il progetto “rispetterà i limiti delle emissioni” (e ci mancherebbe altro), la dice lunghissima in quale conto son tenuti l’aria, l’acqua, il suolo e il benessere delle persone . La messa in opera di una infantile strategia della distrazione, l’enfasi mediatica solo sui 450 “posti di lavoro”, finalizzata a deviare l’attenzione del pubblico dalle criticità correlate a questa tipologia d’impianti, che ha già purtroppo fatto breccia. La mancanza di qualsivoglia considerazione della storia di questo territorio e delle lunghe battaglie sostenute dai cittadini proprio in campo siderurgico (Ferriera) per l’ottenimento di condizioni di decenza ambientale. La mancanza di attenzione per la vocazione locale, la ristrettezza del territorio, la diffusa presenza di quartieri residenziali, che dovrebbero far escludere a priori proposte del genere per l’area triestino-muggesana. La disastrosa condizione della classe politica triestina e muggesana, maggioranze diverse ma un solo credo e padrone, il business, con un centro destra che non troverà mai il coraggio di dire no al loro presidente della Regione Fedriga, ed un centro sinistra silente a Trieste e il cui candidato sindaco a Muggia Bussani è intervenuto solo per parlare delle royalty/contributi spettanti al Comune.

Da questa situazione derivano due necessità: la prima è quella di riuscire a battere centro-destra e centro-sinistra alle prossime e imminenti elezioni a Trieste come a Muggia; la seconda è che a vincere le elezioni comunali sia un soggetto politico che abbia a cuore la risposta alle emergenze planetarie e giocoforza locali legate alla sostenibilità ambientale e ai cambiamenti climatici. In quest’ottica non trova spazio un impianto siderurgico né qui né altrove.

Ps: Siamo grati a tutti i cittadini, i comitati, le associazioni che si sono e si stanno mobilitando.

 

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