Lo spreco, la mancanza di buon senso, e il cerchiobottismo del Comune di Muggia PDF Stampa E-mail
Domenica 14 Febbraio 2021 21:03

Ho alcune domande per i miei concittadini.
Supponiate di dovervi cimentare nella progettazione di una strada, in modo da collegare un ipotetico punto A ad un punto B, distante diciamo 1,5 km.  Vi chiedo: 1) se, con il tipo di strada che avete in mente, da A è impossibile arrivare a B, proseguireste nel vostro progetto? 2) avendo già ricevuto i soldi ma non potendo unire i punti A e B, rinuncereste all'opera, o spendereste i soldi per realizzare solo 300 dei 1.500 metri previsti, pur sapendo di non poter proseguire? 3) se, durante la progettazione, intervenissero dei cambiamenti tali da rendere possibile collegare A con B a patto però di modificare le idee progettuali, cambiereste il progetto o proseguireste con il progetto inutile? Non ho dubbi sulle vostre risposte, visto che si tratta di puro buon senso. Un progetto impossibile lo abbandonereste; anche avendo i soldi non li spendereste per realizzare un pezzo di strada che non inizia da A e non arriva a B; infine cambiereste il progetto adeguandolo a nuove regole se queste rendessero possibile l'opera . Queste risposte sono semplice buon senso, ahinoi caratteristica estranea alla Pubblica Amministrazione in genere, al Comune di Muggia in questo caso concreto. Ha appena aggiudicato i lavori ed è pronto a spendere 140.000 euro per

360 mt di ciclabile dal termine della rotonda sull'Ospo al sottopasso per Santa Barbara: il costo è di 388 euro al metro lineare. La ciclabile completa dovrebbe però arrivare fino al Porto, sono 1.160 metri, che non sono realizzabili con i medesimi criteri progettuali e che, se ipoteticamente realizzati, con i medesimi parametri di costo al metro lineare costerebbero 450.000 euro. Se invece il progetto seguisse le nuove leggi sulla mobilità sostenibile, in vigore da ben prima dell'approvazione del progetto e della gara per i lavori, per realizzare 1.800 metri a partire da tutta la rotatoria dell'Ospo fino al Porto di Muggia, con 2 corsie ciclabili monodirezionali, si spenderebbero 7.800 euro. Un sessantesimo della spesa. Assieme alla clamorosa mancanza di buon senso c'è ovviamente dell'altro, il cerchiobottismo. Realizzando un pezzo di ciclabile, anche se inutile e non collegata, si vuol dire ai ciclisti “vedete, noi per voi ce la mettiamo tutta”. Contemporaneamente, confinando i ciclisti sul marciapiede , si vuol dire agli automobilisti “vedete, senza alcun danno per voi”. Con questo criterio negli anni si sono buttati centinaia di migliaia di euro in spezzoni di ciclabili che partono dal nulla e non arrivano da nessuna parte, che nessun ciclista utilizza. Non certo per indisciplina ma perchè inutili, come per esempio i 350 mt verso i laghetti delle Noghere, o pericolosi, come i 450 mt prospicienti il molo a T. A Muggia si continua così, mentre, applicando la nuova legislazione sulla mobilità ciclistica, per realizzare itinerari omogenei, riconoscibili, attrattivi e di immediato utilizzo (così li definisce la legge) come hanno fatto Torino, Milano, Parma , Padova e decine di comuni grandi e piccoli, con un sessantesimo della spesa avremmo realizzato una rete ciclabile moderna, attrattiva e continua. Questo spreco va fermato.

 

 

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