OSSERVATORIO TERRITORIO

Muggia ha attualmente una popolazione di 13.409 abitanti  (al 31-05-2008 Istat). Negli ultimi 50 anni la variazione è stata di poche centinaia di abitanti essendo stati 12.628 al censimento del 1961. Nonostante gli abitanti si siano mantenuti pressocchè stabili il territorio ha invece subito grandi modificazioni. Una vastissima opera di urbanizzazione ed edificazione delle periferie e soprattutto della fascia collinare ha omologato quanto successo a Muggia al resto del territorio nazionale. Abbiamo continuato a consumare territorio. Nel nostro Paese è un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata seppellita sotto il cemento. E a Muggia abbiamo fatto tutta la nostra parte.
Però la natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite. Il nostro patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura e soprattutto l'orticoltura che hanno nutrito i muglisani per generazioni sono scivolate verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità territoriali  sono confluite in un unico, uniforme contenitore indistinto.
La Muggia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata.
Il territorio muggesano ha una limitata estensione, che si riduce ad appena 13,66 km², ed è stato interessato negli ultimi venti/trenta anni da un esagerato consumo di terreni vergini ai fini di nuovi insediamenti abitativi e produttivi.
L’urbanizzazione  intervenuta ha superato il corretto equilibrio tra uomo e ambiente sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale (impronta ecologica) sia dal punto di vista paesaggistico.
E il pericolo che si continui su questa strada è grandissimo,  moltiplicandosi senza soste nuove occupazioni improprie e ferite difficilmente rimarginabili, spesso sacrificando il tutto sull’altare di nuove entrate per il Comune.  Temiamo fortemente che l’attuale tendenza di amministratori, opinion leader, professionisti , imprese, a non porsi il problema dei limiti fisici territoriali porterà già entro il breve e medio periodo ad una nostra piccola Caporetto dell’ambiente.        
Dobbiamo :
- considerare praticamente concluso un periodo storico che riponeva una parte consistente dello sviluppo nel consumo di nuovi terreni vergini e agricoli.     
- ritenere superata l’equazione “maggior consumo di territorio = maggior sviluppo” .
- affermare che, se adeguatamente gestito, il patrimonio edilizio esistente può soddisfare ampiamente le esigenze abitative e produttive dell’intera area.
L'Associazione si  impegna a far maturare nel proprio contesto di vita la coscienza dei limiti fisici del territorio, coinvolgendo i propri amministratori, e cercando di prevenire qualunque intervento che in qualche modo pregiudichi il Paesaggio, l’Ambiente e di conseguenza la qualità della vita.Vista aerea Muggia

 

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